18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


20 giugno 2007

Flamenco siempre

Domani sera alle 21.15 un'unica rappresentazione straordinaria, solo ad inviti, avrà luogo al Teatro Olimpico : "Il flamenco siempre flamenco". Lo spettacolo è organizzato dall'Associazione Andalusia di Isabel Fernandez Carrillo, la regina del flamenco.
L'Associazione, voluta dalla Carrillo circa vent'anni fa, si presenta come la maggiore associazione di flamenco in Italia. Nella didattica e nella promozione di questa danza, la signora Carrillo è affiancata dalla figlia, Raffaella, nata dal matrimonio con un italiano, ragione del suo fermarsi in Italia.
Lo spettacolo ripercorre le varie fasi di evoluzione del flamenco, partendo dalle radici ebraiche ed indiane, oltre che gitane, fino ad arrivare alla fusione con gli elementi latino-americani. Attraverso musiche di varie epoche e di varie nazioni, quindi, l'excursus del flamenco approda all'età moderna, in cui il pianoforte ha spesso sostituito l'originaria chitarra quale strumento portante della narrazione.
Isabel Fernandez Carrillo, inoltre, tiene a sottolinearel'importanza dei costumi, che, «sgargianti o più dimessi, sono parte integrante dell'espressione del flamenco».
Contrariamente ai manierismi con cui questa danza viene solitamente presentata, lo spettacolo di domani propone un'analogia con l'Italia, soprattutto con il Meridione, «i cui usi e costumi -evidenzia la Carrillo- non sono molto diversi da quelli del Sud della Spagna, sia in termini paesaggistici che per tradizioni popolari e musicali». La sperimentazione, dunque, su musiche non propriamente di flamenco è così spiegata, a sottolineare, appunto, la comune influenza del mondo arabo sulle due terre.

-Pezzo uscito il 20/06/2007 sul Quotidiano della Sera di Roma-

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