18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


11 giugno 2007

Dunia di Joselyne Saab


Si è aperta oggi la prima edizione di "Domina", una rassegna organizzata dall'associazione D52, che fino a domani sera festeggerà le eccellenze femminili nella politica, nella cultura, nell'arte e nell'enogastronomia.
Dopo il convegno di stamattina dedicato alla Politica Internazionale e alle Pari Opportunità, oggi, alle 19.30 alla Casa del Cinema verrà presentato in anteprima assoluta per l'Italia il film "Dunia -Kiss me not on the eyes-", della regista libanese Joselyne Saab.
Dunia in arabo significa mondo; con questo film la Saab vuole presentare il mondo sommerso delle donne che, a causa dell'escissione -ovvero la mutilazione di parte del clitoride in quanto "carne in eccesso"-, non conoscono nè libertà di pensiero nè desiderio sessuale, inibendo questa pratica qualsiasi pulsione carnale.
Dunia, ventritreenne egiziana di Luxor, laureanda in letteratura e grande amante della poesia, ballerina del ventre in fieri col desiderio di diventare brava quanto la madre morta, si scontra dunque con le difficoltà sociali e ideologiche di un Paese che l'ha abituata a sedersi in posizione fetale con la gonna a coprire anche i piedi, «per non esser vista nuda da nessuno».
Grazie però al sostegno del suo insegnante di danza del ventre, e soprattutto all'incontro con Beshir, un professore, intellettuale e poeta sufi, Dunia riuscirà a far emergere la sua sensualità di donna sviluppando la propria personalità secondo i propri desideri.
Con l'anima in bilico tra il fascino della tradizione araba antica e le inibizioni di quello contemporaneo, Dunia porterà avanti una tortuosa lotta tra i suoi ideali e la tradizione del mondo cui appartiene, tra il ballo liberatorio e i conflitti intergenerazionali, tra il fantasma che il suo corpo e il suo essere donna devono rappresentare all'interno della società cui appartiene e il naturale piacere dei sensi e delle parole che contribuiscono alla creazione della sua essenza umana.
-Pezzo uscito l'11/06/2007 sul Quotidiano della Sera di Roma-

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