18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


11 giugno 2007

Censura evitata per "Dunia"

Non è facile fare la regista in Egitto, specie se si gira un film sul desiderio e sul rifiuto della mutilazione; questa la testimonianza di Jocelyne Saab, che col suo film "Dunia" ha attirato su di sè critiche e calunnie di vario in genere. Girato in Egitto nel 2005, il film della Saab ha avuto infatti enormi difficoltà sia nella fase di produzione -la regista l'ha perciò autoprodotto-, sia in quella di distribuzione, specie in Medioriente.
Già prima di iniziare le riprese, la Saab aveva ricevuto un blocco dalla censura egiziana, poichè la pellicola avrebbe «danneggiato l'Egitto, l'Islam ed incitato alla depravazione». La Saab ciononostante non s'era arresa ed aveva fatto ricorso, ottenendo il via libera alle riprese qualche mese dopo.
Tuttavia, una volta terminato, "Dunia" è stato bloccato di nuovo, con l'accusa verso la produzione di non aver pagato le tasse per la sua distribuzione; per la regista, però, si è trattato «dell'ennesimo tentativo da parte dei fondamentalisti di proibire un film sulla sessualità femminile e sulle pratiche di mutilazione sulle donne».
Inoltre, durante la conferenza stampa di presentazione della pellicola al Festival del Film del Cairo, lo scorso novembre, la proiezione ha causato un acceso dibattito; "Dunia" è stato definito dai giornalisti in sala un film erotico, realizzato da una regista che ha voluto solamente infangare l'immagine dell'Egitto e dell'Islam. In quell'occasione la Saab ha affermato che, probabilmente, a spingere le autorità a cambiare idea su "Dunia" sarebbero state sia le dichiarazioni della massima istanza sunnita -lo sheikh di al-Azhar, Tantawi-, atte a negare qualsiasi legame tra l'Islam e la mutilazione femminile, sia la coraggiosa condanna dell'uso del velo islamico fatta dal ministro della Cultura, Farouk Hosni.


-Integrazione del pezzo uscito l'11/06/2007 sul Quotidiano della Sera di Roma-

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