18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


20 giugno 2007

Flamenco: vademecum dalla A alla Z

Esistono più di 50 palos (stili musicali) nel flamenco, classificati per criteri musicali o provenienze geografiche. Tra questi, i cantes a paloseco -eseguiti solo con la voce-, quelli in cui chitarra, ballo e canto si sovrappongono e quelli invece senza danza. Accanto poi al cante jondo (profondo), vi è quello chico (piccolo), da cui derivano ulteriori stili.
La cosa più importante, quando si balla il flamenco, è il duende, il carisma naturale che permette la trasmissione del flamenco. Inoltre, c'è il pellizco, il coinvolgimento emotivo dello spettatore. Ancora: se il rajo è la qualità della voce e l'intensità espressiva del cantaor, la jondura è la profondità della stessa voce e la afillà ne è la vigorosità, roca come quella del famoso cantaor El Fillo.
A indicare i canti che non hanno suoni gitani, sono usate parole come agachonar, gaché, gachonal, mentre la grazia di certi stili, in opposizione a quelli di carattere più drammatico e cupo, è l'angel.

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