18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


12 luglio 2009

Selvaggia-mente...facendo!

All’interno del FestiVAl, il Festival in scena nella splendida Villa Adriana di Tivoli fino al 16 luglio, l’appuntamento, questa settimana, è col grande flamenco.

Sul palco, ieri e oggi, la Compañia Israel Galván, con El final de este estado de cosas, redux, progetto diretto da Máquina PH che deve il suo titolo alla madre di Galván-, considerato il più innovatore dei ballerini di flamenco della Spagna di oggi-, la quale così intitolò il lavoro del figlio mentre era ancora in fase di completamento. Basato sulla lettura del testo biblico dell’Apocalisse, il balletto in scena anche questa sera ha il merito di raccontare attraverso il corpo, come difficilmente è possibile vedere, i molti simboli, le immagini, le visioni, i versi e le parole del testo a cui si riferisce, creando un nuovo linguaggio, che sublima l’espressione corporea della danza e va oltre allo stesso ballo flamenco, senza però distorcene il profondo sentimentalismo ed espressività.

Questo balletto, è un’anteprima del Festival Flamenco che si terrà il prossimo settembre all’Auditorium Parco della Musica.

Il 15 ed il 16 luglio, invece, è la volta del balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, che porta sul palco di Villa Adriana alcune delle migliori coreografie che ne hanno fatto la storia. Oltre, dunque, alle recenti creazioni su musiche dei Radiohead e Yan Tiersen (Radio and Juliette e Contradictions), anche pezzi storici quali In the Middle Somewhat Elevated, di William Forsythe, per un totale di otto coreografie suddivise in tre parti differenti.

FestiVAi di Villa Adriana

10 luglio: El final de este estado de cosas, redux, Compañia Israel Galván

Biglietti: 20 €

15 e 16 luglio: Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo

Biglietti: 25 €

Villa Adriana, Tivoli

Ore 21.00

Infoline: 892982

-Pubblicato su Roma Week del 10-17.07.2009-

30 maggio 2009

La Principiante della Jovine

In scena dal 29 al 31 maggio al Teatro Campo d'Arte, La Principiante, un monologo tratto da una sceneggiatura che anni fa Roberto De Laurentiis commissionò ad Ilaria Jovine, autrice e regista teatrale dall'indubbio talento. Ispirandosi ad esso, La Principiante è però un lavoro diverso, che narra la rinascita di una quarantenne vissuta finora in un letargo psicologico, senza accorgersi della vita che le scorreva addosso.Quando il suo lui la lascia improvvisamente lei si risveglia; oltre all'abbandono dell'uomo (forse) amato, lei si sente priva anche di se stessa, della sua identità. Il vuoto ed il nulla fuori e dentro di sè.

Riconosce dunque quel coma in cui aveva vissuto per anni, e lo combatte, grazie alla musica di un pianoforte, proveniente da un appartamento del condominio; inizia così un viaggio alla ricerca e scoperta di sé, come fosse una principiante della vita.
La sua parte più noir si risveglia, inducendola a travestirsi da uomo per sperimentare la presunta appartenenza ad un ruolo forte; il finale della sua partita con la vita e col passato diventa un thriller psicologico mozzafiato, ricco di allusioni ed allucinazioni, "quelle di cui ci si nutre quando non ci si conosce e si ha paura d'ascoltarsi".

Dal 29 al 31 maggio
La Principiante
Di Ilaria Jovine
Teatro Campo d'Arte
Via dei Cappellari, 93
Ore 21.00; domenica ore 17.00
Biglietti: 10 € + 2 € di tessera associativa
Infoline: 06.6874579

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 29.05-04.06.2009-

Ashkenazy suona Beethoven

Due capolavori beethoveniani per Vladimir Ashkenazy, direttore per i concerti del 30 maggio e dell’1 e 2 giugno che si terranno all’Auditorium Parco della Musica. Del compositore tedesco, saranno eseguite, infatti, nella prima parte dei concerti, la Grande Fuga Op. 133 e la Fantasia Corale per pianoforte, coro e orchestra Op. 80, ritenuta essere una sorta di “prova generale” dell’Inno alla Gioia, finale della Nona Sinfonia. Nella seconda parte dei concerti, invece, un compositore tra i più interessanti del Novecento, l’inglese William Walton, di cui viene presentata al pubblico l’oratorio Belshazzar’s Feast, ispirato al biblico Convito di Baldassarre, narrato nel Libro del profeta Daniele. 

Se le due opere beethoveniane sono non solo di raro ascolto, ma anche di maestosità musicale e monumentalità armonica, la partitura di Walton è modellata, d’altro canto, sulle sonorità di Haendel;  dove il doppio coro fa la parte del narratore incalzante del lussureggiante banchetto pagano di Baldassare, realizzato con la sottrazione del tesoro di Salomone dal tempio di Gerusalemme. A dirigere l’Orchestra ed il coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la splendida bacchetta di Vladimir Ashkenazy, che se come pianista è un impeccabile esecutore delle musiche russe e romantiche, come direttore d’orchestra ha da sempre mostrato una particolare predilizione per i suoi connazionali Rachmaninov, Prokof’ev, Sostakovic e Skrjabin. Questa volta, dunque, Ashkenazy fa quasi un’eccezione per il pubblico romano, avvalendosi del pianoforte di Simone Pedroni e della voce da baritono di Garry Magee.

30 maggio, 1 e 2 giugno

Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia

Vladimir Ashkenazy direttore

Simone Pedroni pinoforte

Garry Magee baritono

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

Via P. de Coubertin, 34

30 maggio ore 18.00; 1 giugno ore 21.00; 2 giugno ore 19.30

Biglietti: da 18 € a 47 €

Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 29.05-04.06.2009-

15 maggio 2009

Tra Ginger e Fred ballando un tip tap

Tre giorni per sognare. E' Tip Tap Show, dal 21 al 23 maggio al Teatro Italia, che, oltre ad ospitare in questa 14esima edizione artisti internazionali, devolverà anche parte dell'incasso ai terremotati abbruzzesi.Lo spettacolo presentato da Cesare Vangeli accontenta gli appassionati di Fred e Ginger, garantendo loro uno spettacolo di qualità, poiché associato all'International Tap Dance Day, che in America omaggia il leggendario ballerino Bill "Bojangles" Robinson.
Sulle note dell'Orchestra del Tip Tap Show diretta dal Maestro Gianni Oddi, si esibiranno ballerini italiani, cantanti e personaggi dello spettacolo amanti di questa danza, ed, inoltre, verrà decretato il vincitore della Claquette d'oro, premio dedicato a Pietro Garinei, tra i maggiori sostenitori di questa danza.
Si parte, dunque, il 21 maggio col Gala del Musical, con la performance di Philou Nagau del Cotton Club di Parigi ed Elisangela Marsullo; inoltre, Raffaella Misiti darà prova delle possibilità di contaminazione che esistono tra tip tap e jazz, mentre coreografi internazionali presenteranno coreografie ispirate ai grandi musical.
Si prosegue, dunque, il 22 maggio, con l'omaggio ai ballerini del passato e del presente, come Shirley Temple, Liza Minnelli, Gene Kelly, e perfino Totò e Fellini. Alle guest star della prima serata, si aggiungeranno poi nuovi ospiti, che traghetteranno la manifestazione fino alla serata conclusiva, del 23, durante la quale verrà assegnata la Claquette d'oro. La giuria rappresentativa del mondo dello spettacolo e della danza decreterà anche il gruppo di tip tap vincitore, assegnando due borse di studio per Londra.

Dal 21 al 23 maggio
Tip Tap Show
Teatro Italia
Via Bari 18
Ore 21.00
Biglietti: a partire da 15 €
Infoline: 06.44239286

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 15-21.05.2009-

Selvaggia-mente...teatro!

Ricomincia Teatri di Vetro al Palladium

Terza edizione per Teatri di Vetro, il festival dedicato alla scena teatrale indipendente, che si svolgerà al Teatro Palladium e nei cortili di Garbatella dal 15 al 24 maggio proponendo 38 creazioni tra spettacoli, performance, progetti urbani ed elaborati coreografici. Il 15 si comincia nel piazzale antistante il teatro, per poi proseguire nell’esplorazione, anche spaziale, il 16, all’Urban Center; il Teatro Palladium, dal canto suo, viene mantenuto come fulcro e sede della maggior parte degli spettacoli.


Dal 15 al 24 maggio

Teatri di Vetro

Teatro Palladium

Piazza B. Romano, 8

Diversi spettacoli, a partire dalle 18.00

Biglietto: 5 €

Infoline: 06.57332768


Il Fil Rouge del TeatroInScatola

Dal 15 al 17 giugno, al Teatro in Scatola, è di scena la dipendenza dalle decisioni altrui, con lo spettacolo Fil Rouge. Scritto e diretto da Pietro Dattola, gli otto attori sono i protagonisti di un’esposizion cristallina davanti alla spada di Damocle che pende sui loro capi; un giudizio divino, la discussione per la sopravvivenza in seguito ad un delitto e la disponibilità a far inabissare l’umanità intera sono i tre casi davanti ai quali è posta l’anima di ognuno di loro. Il fil rouge è la tragicità della condanna per un’anima sospesa.

 

Dal 15 al 17 giugno

Fil Rouge

TeatroInScatola

Lungotevere degli Artigiani, 12

Ore 21.00

Infoline: 320.1185789

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 15-21.05.2009-

Terminano i Venerdi al Santa Chiara

Chiude la manifestazione de I Venerdi al Santa Chiara, il 15 maggio, il balletto AriaFuocoAcquaTerra, con cui, tra canti e danze, si ripercorre la tradizione della nostra terra attraverso i quattro elementi principali.
Danze tradizionali del Centro e Sud Italia, proposte nella loro autenticità della CompagniaBallettoPopolare, si sposano con musiche popolari e testi narrativi ispirati alla poesia cantata popolare, realizzati da Luca Parravano. Il tutto accompagnato dalla degustazione di vini della Cantina Sociale di Cerveteri e dalla musica dal vivo di quattro musicisti, esperti in strumenti popolari quali la lira calabrese o il mandolino.

15 maggio
AriaFuocoAcquaTerra
Auditorium Santa Chiara
Via Caterina Troiani, 90
Ore 21.30
Ingresso gratuito
Infoline: 06.69612679

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 15-21.05.2009-

08 maggio 2009

Una magica notte d'Oriente al Teatro Greco

E’ festa d’Oriente, il 10 maggio, al teatro Greco. In programma, infatti, Soirèe Orientale, uno spettacolo di Nada Chouaib, presentato da Valentina Mahira.
Molte le danzatrici del panorama della danza del ventre romano che saranno protagoniste dello spettacolo; tra queste, oltre alla stessa Valentina Mahira (con le sue allieve) e a Nada Chouaib, anche Layali, Abir, Carla Sahira, Nabila e Halawa Shirin, Naima e le sue allieve, e il gruppo Suad.
Essendo dedicata al mondo della danza orientale, la Soirèe conterrà pezzi solistici e di gruppo di danza orientale classica e moderna, di arabo flamenco, di tribal e baladi, la danza con le ali, le spade e il candelabro; insomma, una rassegna completa di ciò che di meglio offre la danza orientale, sia dal punto di vista delle tecniche e degli stili, sia da quello degli artisti.
Valentina Mahir, infatti, si dedica da più di dieci anni alla danza orientale egiziana ed araba, mentre Nada Chouaib, coreografa e danzatrice libanese, s’è specializzata in una danza in cui la tradizione egiziana del Cairo si è fusa con quella contemporanea con tecniche corporee olistiche e con danze tradizionali quali il flamenco e la danza africana.
Per quanto riguarda invece gli stili di danza, si passerà dalla compostezza e simbolicità della danza popolare baladi alla suggestione di quella con le Ali di Iside, dalla particolarità e delicatezza della danza con la spada alla magnificenza della danza col candelabro -anch’esso, come la spada, da tenere in equilibrio sulla testa-, che rimanda alle processioni nuziali egiziane, durante le quali la danzatrice illuminava così il cammino dei futuri sposi.

10 maggio
Soirèe Orientale
Teatro Greco
Via R. Leoncavallo, 14
Biglietti: dai 15 € ai 18 €
Infoline: 06.8608047

-Pezzo pubblicato su RomaWeek dell'8-14.05.2009-

Jenna al Teatro Belli

Una storia di una donna e di un dramma personale, vissuto con coraggio e forza, nonostante tutto e tutti. Una donna comune, ma dotata di un animo battagliero e più forte delle avversità. È la storia di Jenna, scritta e diretta da Alessandro Fea, in scena dal 7 al 17 maggio al Teatro Belli; ad interpretare questa donna “scorretta e controversa”, come la definisce lo stesso Fea, è Paola Sebastiani, affiancata da Mario Toccafondi, Arianna Gaudio, Marika De Chiara e Viola Zorzi, i personaggi che, ruotando attorno a Jenna, riempiono di ostacoli il suo percorso e provocano un finale inaspettato.
In una periferia underground dell’America di oggi, la vita di Jenna e della sua famiglia è sconvolta da un giallo, che è solo alla base di una intricata vicenda strutturata in verità nascoste, rivelzioni scomode, colpi di scena e tensioni. Davanti al dolore, Jenna si dimostra animalesca e carnale nella difesa dei suoi figli; anche se in precedenza sono stati la scorrettezza e il cinismo i suoi tratti caratteristici, messa con le spalle al muro, Jenna si rivela essere semplicemente una madre, disposta al sacrificio estremo.
Parte integrante del racconto è la musica, che crea una cornice suggestiva in cui il passato, le emozioni e i sentimenti contrastanti di Jenna diventano un ulteriore personaggio del racconto, contribuendo a dar vita ad una drammaturgia Blues.
La fragilità di donna viene meno davanti al dovere di essere madre.

Dal 7 al 17 maggio
Jenna
Teatro Belli
Piazza Sant’Apollonia, 11
Dal martedi al sabato ore 21.00; domenica ore 17.30
Biglietti: 18 € intero, 13 € ridotto
Infoline: 06. 5894875

-Pezzo pubblicato su RomaWeek dell'8-14.05.2009-

Con Ciuriciurijazz si va dalla Sicilia a New Orleans

La Sicilia e New Orleans sono in realtà luoghi molto vicini. Come? Grazie alla musica, o meglio, grazie al Jazz.
A spiegarcelo, il 15 maggio al Teatro dell’Angelo, è Santi Scarcella, col progetto musicale dal nome emblematico: Ciuriciurijazz.
Infatti, pur essendo il jazz meglio noto come “la musica dei neri”, non bisogna dimenticare che a New Orleans, a quell’epoca c’erano anche italiani, francesi e spagnoli che, portando con sé le proprie tradizioni popolari, hanno contribuito attivamente alla nascita del jazz. La prima orchestra jazz e la prima incisione discografica di questo genere musicale, del resto, sono di un siciliano, Nick la Rocca. E i jazzisti più famosi del ‘900 sono stati Frank Sinatra, Chik Korea, Joe Lovano, Tony Scott e Jimmi Giuffrè, per citarne alcuni; ovviamente, tutti siciliani.
Ecco allora che con Ciuriciurijazz Scarcella vuole sottolineare proprio questi legami, fondendo strumenti, sonorità e melodie sicule con ritmi jazz; immancabili, in questo contesto, strumenti popolari, come la zampogna, il friscaletto o il marranzano. Pezzi della tradizione popolare siciliana in chiave jazz, quindi, ma anche brani inediti che rientrano per motivi diversi nello spirito del progetto.

15 maggio
Ciuriciurijazz
Teatro dell’Angelo
Via Simone de Saint Bon, 19
Ore 21.00
Biglietti: 15 € intero, 12 € ridotto
Infoline: 06.37513571


-Pezzo pubblicato su RomaWeek dell'8-14.05.2009-

Le sonate di Beethoven per il violino di Uto Ughi

Tre appuntamenti dedicati a Beethoven e alle sue Sonate per violino e pianoforte.
Protagonisti il violino più intrigante, virtuoso e conosciuto al mondo, Uto Ughi, e il pianoforte del serbo Aleksandar Madzar, solista della tastiera che ha collaborato con i più prestigiosi direttori d'orchestra.
Diluito in tre incontri nel mese di maggio, il viaggio nelle Sonate beethoveniane per violino e pianoforte inizia il 13, presso la Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica. Seguiranno, quindi, i concerti del 22 e 29 maggio, per poter così ascoltare l'opera completa delle 10 Sonate del compositore tedesco, che, per la prima volta nella storia della musica, vedono protagonisti paritari entrambi gli strumenti.
In programma per il concerto del 13 maggio, dunque, le Sonate n. 1, 2, 3 e 7; immancabili, poi, i preziosi strumenti di Ughi -un Guarnieri del Gesù del 1744 e lo Stradivari Kreutzer del 1701, appartenuto al violinista dedicatario della Sonata Op. 47 di Beethoven-, valore aggiunto alla sempre emozionale interpretazione del Maestro Ughi.

13 maggio
Uto Ughi violino solista
Aleksandar Madzar pianoforte solista
Sonate per violino e pianoforte di Beethoven
Auditorium Parco della Musica - Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 34
Ore 20.30
Biglietti: dai 18 € ai 33 €
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek dell'8-14.05.2009-

Selvaggia-mente facendo..&..Selvaggiamente Classica!

L'Orchestra Sinfonica di Roma commemora Haydn

Nel bicentenario della morte, l'Orchestra Sinfonica di Roma, il 10 e l'11 maggio, celebra Haydn con due concerti all'Auditorium Conciliazione.
Il Maestro La Vecchia dirigerà il suo organico orchestrale, cui si aggiungono il violino di Marco Fiorini, il violoncello di Andrea Noferini e il pianoforte di Gesualdo Coggi, nell'esecuzione del Triplo Concerto Op. 56 di Casella e della Sinfonia n. 103 in Mi bemolle di Haydn. Quest'ultima, meglio nota come "Col rullo di timpani", deve il suo appellativo alla comparsa, nel primo movimento, di un 
mi bemolle rullato, per l'appunto, dai timpani.

10 e 11 maggio
Orchestra Sinfonica di Roma
Auditorium Conciliazione
Via della Conciliazione, 4
10 maggio ore 17.30; 11 maggio ore 20.30
Biglietti: intero 12 €, ridotto 10 €
Infoline: 06.44252303

Virgilio Sieni per Focus 2009

All'interno della rassegna di danza contemporanea Focus 2009, il 13 e 14 maggio Virgilio Sieni porta al Teatro Valle La natura delle cose, ispirato all'omonima opera di Lucrezio.
La dea Venere ne è la protagonista, dapprima undicenne, poi bambina di due anni, infine anziana di ottanta; intorno a lei (interpretata da Ramona Caia) un quartetto tutto maschile che la aiuta, man mano, a discendere sulla terra. Mentre Nada presta la voce per leggere alcuni passi di Lucrezio -scelti da Sieni e dal filosofo Agamben-, la danza diventa strumento di riflessione ed indagine sull'oggi e sulle cose come davvero sono.

13 e 14 maggio
La natura delle cose di Virgilio Sieni
Teatro Valle
Via del Teatro Valle, 21
Ore 20.45
Biglietto: 16 € intero, 12 € ridotto
Infoline: 06.68803794

-Pezzo pubblicato su RomaWeek dell'8-14.05.2009-

Al Vascello è di scena la storia del Punk.

Il teatro racconta il Punk. Dagli ispiratori Lou Reed e Iggi Pop, passando per i Sex Pistols e arrivando al punk inglese.
E' God Save The Punk, in scena al 
Teatro Vascello dal 12 al 24 maggio, spettacolo ideato e diretto da Carmen Giardina, col progetto musicale di Pivio e Aldo de Scalzi, e realizzato col contributo dell'IMAIE. Tre attori recitano il testo di Marco Odino, Carmen Giardina ed Aldo Vinci liberamente tratto dal saggio Please kill me di Legs McNeil e Gilian McCain, in cui si descrive la stagione del punk intrecciando racconti e testimonianze. Il tutto con un impianto scenico sviluppato su 4 schermi, con circa 200 m2 di proiezioni in Vj-set.

Dal 12 al 24 maggio
God Save The Punk
Teatro Vascello
Via G. Carini, 78
Biglietti: 15 € intero, 12 € ridotto
Dal martedi al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Infoline: 06.5881021

-Pezzo pubblicato su RomaWeek dell'8-14.05.2009-

30 aprile 2009

Le gelosie di Goldoni

Una coppia di amici frequentata durante un soggiorno romano sono la fonte di ispirazione di Carlo Goldoni, quando, nel 1759 scrisse Gli innamorati. Come si legge nella premessa dell’autore a chi legge, la commedia non è un semplice racconto dell’amore fedele di una coppia, bensì quello di una pazza gelosia, che “è il flagello de’ cuori amanti, intorbida il bel sereno, e fa nascer le tempeste anche in mezzo alla calma”.
Daniele Russo ed Angela De Matteo sono gli interpreti, al Teatro Sala Umberto dal 6 al 24 maggio, di questo amore movimentato; con la regia di Gabriele Russo, dunque, si racconta la storia di Eugenia e Fulgenzio, gli innamorati insicuri e bizzarri che in nome della gelosia immotivata creano un vorticoso e divertente narrato.
Con Gli innamorati Goldoni passa dalla Commedia dell’Arte a quella di Carattere, senza però mettere da parte la sua drammaturgia frizzante ed irriverente; l’autore veneziano si diletta a canzonare le immotivate ragioni della gelosia, affermando che sia una pazzia volersi tormentare per amore, volere “che il balsamo si converta in veleno”.
Incitando il lettore a ridere di tali bizzarre e malsane dinamiche dell’amore, descrive con ironia la difficoltà di volersi bene, ironizzando su quel bisogno umano di farsi, come si può, in ogni caso del male.


Dal 6 al 24 maggio
Gli innamorati
di Carlo Goldoni
Teatro Sala Umberto
Via della Mercede, 50
Dal martedi al venerdi ore 21.00; sabato ore 17.00 e 21.00; domenica ore 17.30, secondo mercoledi ore 17.00
Biglietti: da 15 € a 30 €
Infoline: 06.6794753


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 30.04-07.05.2009-

Selvaggia-mente facendo..&..Selvaggiamente Classica!

L’Inferno di Emio Greco

Il 4 e 5 maggio, al Teatro Valle, Emio Greco presenta Hell, spettacolo la cui ispirazione è tratta dalla pittura, dalle performing arts, ma specialmente dalla letteratira e dalla musica. L’Inferno di Dante, infatti, e l’Allegro con brio della Quinta Sinfonia di Beethoven sono il punto di partenza per ribaltare i punti di vista tradizionali su questioni esistenziali come il rapporto tra corpo ed anima, ed il loro comune perdersi o salvarsi.
Stili diversi, otto ballerini e giochi di luci ed ombre permettono di giocare con le convenzioni dello spettacolo, per creare una dimensione spaziale immaginaria e mutevole.

4 e 5 maggio
Hell
Teatro Valle
Via del Teatro Valle, 21
Ore 20.45
Biglietti: 16 €
Infoline: 06.68803794


Pappano tra Paradiso ed Inferno

Pappano, nel primo concerto di maggio, dirige l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in un programma “infernale”: il 3, 4 e 5 maggio, infatti, insieme al basso Erwin Schrott, verranno eseguite la Prima Sinfonia di Beethoven, il prologo del Mephistofele di Boito e il Te Deum di Verdi, ultimo dei tardi Quattro Pezzi Sacri del compositore di Busseto. Una lotta tra angeli e demoni, dunque, tra la virtù e la seduzione mefistofelica, perfettamente interpretata dalla magica bacchetta di Pappano e dalla bellezza ribelle di Schrott.

3, 4 e 5 maggio
Antonio Pappano direttore
Erwin Schrott basso
Auditorium Parco della Musica
Via P. de Coubertin, 34
3/05 ore 18.00; 4/05 ore 21.00; 5/05 ore 19.30
Biglietti: dai 18€ ai 47€
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 30.04-07.05.2009-

I più grandi artisti brasiliani a Roma

Illustrare il Brasile attraverso i suoi artisti; questo l’intento della mostra, curata da Jacqueline Montagu, allestita presso l’Ambasciata del Brasile fino al 23 maggio.
Nove gli esponenti del mondo dell’arte coinvolti dall’Ambasciata brasiliana e dall’IILA (l’Istituto italo-latino americano di Roma) per meglio rappresentare la diversità dei paesaggi brasiliani; la fusione di fantasia e realtà, sebbene diversi siano gli stili degli artisti, sembra essere tuttavia la costante dell’esposizione. Accanto dunque alla lussureggiante vegetazione della giungla, si possono ammirare i vibranti colori dei fiori tropicali, gli agglomerati urbani e le innumerevoli razze che li popolano; immancabili, poi, per un Paese così ricco di storia, leggende e contaminazioni culturali, anche le descrizioni pittoriche di festival folkloristici, riti antichi e miti ancestrali.
Una visione, dunque, personale ed intima del Brasile, terra estremamente ricca di preziosi elementi naturalistici, umani e culturali, la cui radice si basa sulla cultura indigena latinoamericana, al contempo, modificatasi seguendo ora i dettami occidentali ora il patrimonio ancestrale africano condotto nel Paese durante la colonizzazione.
Gli artisti prescelti sono tra i più importanti del Brasile, noti in Europa ma anche in Oriente e Nuova Zelanda; Roberto Burle Marx, insieme a Carybé, Lia Mittarakis e Cândido Portinari. Ed, ancora, Marylu Prado, Francisco Da Silva e Rubem Valentim, insieme a Joäo Henrique ed Antônio Maia, gli unici due artisti ancora vivi.
Poesia, bellezza e colori per descrivere un Paese oniricamente straordinario.


Fino al 23 maggio
Il Brasile attraverso i suoi artisti
Ambasciata del Brasile – Galleria Cândido Portinari
Piazza Navona 10
Dal lunedi al sabato dalle 10.00 alle 18.00
Ingresso libero
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 30.04-07.05.2009-

Gli spartiti di Scelsi

Il 6 maggio la Fondazione Isabella Scelsi inaugura il proprio Archivio Storico, obiettivo di rilievo per il mondo della musica e della cultura. A comporlo, una preziosa raccolta di oltre 16.000 documenti in gran parte inediti, che fanno luce sull’opera di Scelsi, compositore tra i maggiori del’900; nella consistente sezione musicale si possono trovare i file digitalizzati in alta definizione di oltre 600 nastri con le registrazioni originali di Scelsi, manoscritti, copie eliografiche di oltre 1200 partiture e manoscritti. Infine, una sezione bibliografica curata da Alessandra Carlotta Pellegrini, contiene saggi, studi e articoli riguardanti il compositore.

Archivio Scelsi
Fondazione Isabella Scelsi
Via S. Teodoro, 8
Infolne: 06.69920344

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 30.04-07.05.2009-

25 aprile 2009

Bollywood The Show

Dal 28 aprile al 17 maggio arriva al Teatro Olimpico la magia dell’India con Bollywood The Show, imponente musical indiano, per la prima volta in Italia.
Sebbene riscoperto e rivalutato solo recentemente dagli occidentali, il cinema indiano ha alle spalle 80 anni di storia cinematografica, caratterizzata dal suggestivo e colorato mix di danza, teatro, musical e film.
Con Bollywood The Show, quindi, si vuole far conoscere quell’India che s’è adoperata nel creare un polo economico potente, di parziale e comprendibile emulazione dei modelli occidentali, ma anche e soprattutto di integrazione e sovrapposizione delle sue tradizioni. Al centro della narrazione una storia la cui trama è ispirata dalla realtà, basata sulla saga familiare di una delle più famose dinastie cinematografiche indiane, la famiglia Merchant.
Ayesha, coreografa e regista moderna di successo, si scontra col nonno Shantilal, re del cinema tradizionale indiano; la famiglia Merchant è custode della tradizione della danza Kathak (la danza degli dei) e Shantilal è l’ultimo esponente di un’antica stirpe di guru. Contro il suo volere, la nipote Ayesha, abbandonata la scuola di danza Kathak, è diventata la regina della contemporanea Bollywood, seguace dei modelli occidentali; l’imminente morte del nonno riporta Ayesha nelle sue terre d’origini, facendole ritrovare l’amore d’infanzia, Uday, e la forza delle secolari tradizioni familiari.
Il lieto fine è sancito dal compromesso tra l’antico e il moderno, la tradizione e il futuro.
Immagini suggestive, musiche tipiche e danze moderne come l’hip hop, dunque, ma anche le molte comparse, i coloratissimi costumi dai particolari suggestivi, gli elaborati effetti di luce, l’esotismo e la musica a metà strada tra i ritmi tradizionali e le hit del momento.
Lasciamoci incantare.

Dal 28 aprile al 17 maggio
Bollywood The Show
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Tutti i giorni alle 21.00; la domenica ore 17.30 e 21.00
Biglietti: da 16.50 € a 44 €
Infoline: 06. 3265991


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23-29.04.2009-

Con Paracasoscia Rossini balla break-dance

Scritto come fosse un’unica parola, non significa granchè, ma ”paracasoscia”, una volta scomposto, altro non è che l’unione di tre termini dialettali campani che vogliono dire “sembra che soffi”.
Paracasoscia, poi, è il curioso titolo dell’ultimo spettacolo della compagnia Botega, diretta da Enzo Celli, in scena il 29 aprile al Teatro Cassia. Ma cos’è che “sembra che soffi”? Nelle intenzioni dei creatori, a soffiare sul pubblico saranno le più note arie liriche del patrimonio rossiniano e verdiano, presentate insieme a forme di danza genericamente ritenute non conformi a musiche di tale spessore, come la break dance e l’acrobatica.
Il carosello che ne deriva è volontariamente basato su questo apparente stridore di generi artistici, volendo far avvicinare i giovani al repertorio lirico italiano; la compagnia Botega, infatti, ha fatto della contaminazione di stili la cifra peculiare del suo lavoro, risultante di hip hop, danza contemporanea, acrobatica ed arti circensi. Dinamismo, atletismo, carica energetica e originalità si sposano così con la musica lirica per un pubblico pronto a cogliere non solo la bellezza della musica e della danza in sè, ma anche la carica ironica, arguta e destrutturante della danza quando affianca ciò che, erroneamente, viene considerato troppo di nicchia per essere apprezzato anche dalle generazioni più giovani.
Una miscela armoniosa, dunque, di tradizione ed innovazione, tecnica ed estro, per ridurre, con un esperimento inconsueto e proprio per questo interessante, le distanze tra i giovani e la musica colta.
L’obiettivo sarà raggiunto? Al pubblico la sentenza.

29 aprile
Paracasoscia
Compagnia Botega
Teatro Cassia
Via Santa Giovanna Elisabetta, 69
Ore 20.45
Biglietti: 15 € intero, 12 € over 65, 10 € under 18
Infoline: 06.96527967


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23-29.04.2009-

Selvaggia-mente facendo..&..Selvaggiamente Classica!

Momenti di cura al Sala Uno

Tutti abbiamo bisogno di attenzioni e solo nell’esserne consapevoli si ha la possibilità di guarire. Quale cura migliore, allora, dell’amore? Per dare un respiro di sollievo in un mondo pieno d’aria malsana, dunque, nasce lo spettacolo Momenti di cura, della compagnia Svetlo Drom, scritto e diretto da Lubka Cibulova ed in scena dal 27 al 29 aprile al Teatro Sala Uno.
Intenzione dell’ideatrice è pertanto far entrare la vita, sotto forma di un gesto piuttosto che di un passo di danza, nel quotidiano di ognuno di noi, spingendo, se possibile, anche a lasciarsi andare a dolci fantasie finalizzate a ridonare l’armonia ai nostri pensieri e ai nostri corpi.
Il palcoscenico diventa così luogo di un viaggio, sia per lo spettatore che per l’artista, alla ricerca di conforto, tranquillità e pace dettate dalle emozioni del cuore; una panacea alternativa e necessaria che potrebbe trasformare il titolo dello spettacolo in “L’amore mi ha spiegato ogni cosa”.
Chiamati a questo lavoro di speranza non solo dei danzatori (sei in tutto), ma anche musicisti ed attori; per esprimersi, infatti, l’amore ha bisogno dei servigi di tutte le arti, per sottolineare ancora di più come l’amore sia luce.
Ed è di essa che, oggi più che mai, si sente un forte bisogno.

Dal 27 al 29 aprile
Momenti di cura
Teatro Sala Uno
Piazza di Porta san Giovanni, 10
Ore 21.00
Infoline: 06.7009329


I sette peccati capitali in tre giorni

Il 25, 27 e 28 aprile, all’Auditorium Parco della Musica, un appuntamento speciale è in programma: Marianne Faithfull, mito vivente della Swinging London, sarà la protagonista del balletto cantato di Bertold Brecht e Kurt Well, I Sette Peccati Capitali.
Con la direzione di Ingo Metzmacher, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Hudson Shad Quartet accompagneranno la splendida voce della Faithfull, insieme anche alla fisarmonica solista Davide Vendramin.
L’opera di Brecht e Well fu creata a Parigi durante l’esilio dei due autori dalla Germania nazista e narra di due sorelle -in realtà le due facce dello stesso personaggio- e del loro proposito di trasferirsi in Luoisiana, cercando di evitare accuratamente quei sette vizi capitali “personificazione” della società piccolo-borghese di allora.
Oltre al balletto cantato, verranno anche eseguite Storie di altre storie, di Salvatore Sciarrino (una rivisitazione di brani di Mozart e Scarlatti ad opera di uno dei maggiori compositori contemporanei) e Petrushka, balletto capolavoro giovanile di Stravinskij, basato sulle gesta dell’omonimo burattino che diventa un essere umano.

25, 27 e 28 aprile
Ingo Metzmacher direttore
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Hudson Shad Quartet
Marianne Faithfull voce
Davide Vendramin fisarmonica
Storie di altre storie di Salvatore Sciarrino
I Sette Peccati Capitali di Brecht e Well
Petrushka di Stravinskij
Auditorium Parco della Musica
Via P. de Coubertin, 34
25 aprile ore 18.00; 27 aprile ore 21.00; 28 aprile ore 19.30
Biglietti: dai 18 € ai 47 €

Infoline: 06.8082058


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23-29.04.2009-

Il requiem di Camilleri e Rava

Dalla Sicilia a New Orleans, passando per Roma e Palermo, per ricostruire la vicenda di Chris Lamartine, musicista leggendario morto suicida nel 1917. Sulle tracce di questo inventato musicista, si dipana la storia noir, inedita, di Requiem per Chris, scritta da Andrea Camilleri e in scena il 29 aprile all’Auditorium Parco della Musica; dal soggetto nato inizialmente per un film che non s’è mai fatto, ne è derivato uno spettacolo a metà tra teatro e cinema, interpretato per l’occasione dal jazzista Enrico Rava e da Sergio Rubini.
«Chris Lamartine l’ha inventato Andrea», spiega Rava, «immaginandomi alla ricerca della sua musica e delle origini del jazz». Prendendo spunto, dunque, dall’incisione, nel 1917, del primo disco jazz ad opera del siciliano Nick Larocca, Rava effettua, insieme a Sergio Rubini -che è la voce narrante della storia-, un viaggio dalla Sicilia fino a New Orleans, che, nel bel mezzo della distruzione portata dall’uragano Katrina, non può far altro che ascoltare un requiem suonato dal tetto di una delle molte case sommerse dalle acque.
Un viaggio alla scoperta di un uomo e della sua musica, ma anche della storia del jazz, nella città da cui ha preso vita, e di due Paesi, l’Italia e gli Stati Uniti, le cui vicende sono spesso legate, oggi come ieri, a doppio filo. 
Requiem per Chris è un rompicapo noir privo di dialoghi ma ricco di scene, come fosse un film muto; è una sceneggiatura cinematografica realizzata a teatro, in cui flash-back e passaggi immediati dagli USA alla Sicilia si realizzano con la medesima estemporaneità che si avrebbe in un film.

29 aprile
Requiem per Chris
Enrico Rava Quintet
Sergio Rubini
Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 34
Ore 21.00
Biglietto unico: 25 €
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23-29.04.2009-

Tre attrici cercano il Male

Un dramma biografico su Edgar Allan Poe è solo il pretesto per attirare tre attrici spiantate alla ricerca di una scrittura. Parte da qui Poe – Discesa all’inferno, spettacolo di Tommaso Basetti e Pierpaolo Brunoldi in scena dal 28 al 30 aprile al Teatro India, con la regia di Antonio Santoro.
Le tre donne, infatti, una volta abbindolate, vengono sadicamente rinchiuse in una cantina da un maturo scrittore paraplegico e dal suo perfido assistente; il gioco da portare avanti è, per loro, una rappresentazione che rasenta la sottile tortura psicologica, al fine di indagare l’animo umano. Adoperando i temi biografici del poeta statunitense, dunque, i due malvagi uomini creano una trappola per topi, per stanare i fantasmi nascosti negli angoli remoti della memoria delle tre malcapitate.
Ecco, poi, la discesa all’inferno: le donne, rispecchiandosi nei personaggi che di volta in volta sono costrette ad interpretare, sono parallelamente obbligate dai loro aguzzini psicologici a misurarsi con paure e dolori fino ad allora tenuti nascosti, in un vortice discendente verso i meandri più reconditi dell’anima.
Necessaria, alla fine di questo viaggio doloroso, si fa la scelta tra bene e male, parti entrambe presenti in ogni individuo, sebbene a volte ci si sforzi per nascondere questo lato oscuro; è d’obbligo, infatti, in questo gioco al massacro, scavare dentro di sé ed affrontare le paure e i lati più nascosti, esplorare quella parte di “male” che è congenita, anche se latente. Scoprire anche il male, quindi, per capire se ciò che s’è scelto per la propria vita è stato dettato davvero dalla propria natura.

Dal 28 al 30 aprile
Poe – Discesa all’inferno
Teatro India
Lungotevere dei Papareschi, 1
Ore 21.00
Biglietti: posto unico 15 € intero, 12 € ridotto
Infoline: 06.684000346


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23-29.04.2009-

17 aprile 2009

La Buenos Aires di Bacalov

Un omaggio alla sua Buenos Aires va in scena dal 21 al 26 aprile al Teatro Ambra Jovinelli, ad opera di Luis Bacalov. Il maestro e compositore argentino, con Mi Buenos Aires Querido, ha scelto musica, parole, poesia e ballo per un viaggio nei luoghi più significativi e poetici della città porteña.
La musica, naturalmente, è il fulcro del viaggio; e il Tango, dal canto suo, è il simbolo non solo del Paese, ma anche della commistione di generi artistici alle sue origini che ha portato autori di opere teatrali a scrivere anche letras di Tango, com’è accaduto, ad esempio, per Santos Discepolo, Contursi e Manzi. Non solo letras de Tango, ma anche composizioni originali di Bacalov, come Fundacion mitica de Buenos Aires -ispirata dalla poesia omonima di Borges-, tanghi strumentali e cantati degli Anni’30 e l’innovazione di Piazzolla ne sono la colonna sonora.


Una traduzione simultanea delle letras di tango, poi, spiega i testi dei tanghi, spesso racconti della vita di quegli anni, mentre il testo teatrale scritto da Bacalov e da Carlos Sessano descrive i fatti che hanno caratterizzato i cambiamenti di Buenos Aires negli anni.
Il tango anche come danza vede poi coinvolti una coppia di ballerini che interpreta i vari stili a seconda dei brani e dei periodi storici, mentre la danza contemporanea della Danza del duelo di Bacalov, coreografata dalla figlia Anna Paola, svela la legge del pugnale.
Non volendo trascurare nulla, infine, un racconto per immagini video, foto di repertorio e filmati ricompone il puzzle di Buenos Aires, terra di emigranti e di ogni Paese che ha contribuito a popolarla.

Dal 21 al 26 aprile
Mi Buenos Aires Querido
Teatro Ambra Jovinelli
Via Guglielmo Pepe, 43
Dal martedi al sabato ore 21.00; domenica ore 17.00
Biglieti: da 10 € a 30 €
Infoline: 06.492715222

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 17-23.04.2009-

Selvaggia-mente facendo..

Les Ballets Russes al Teatro dell’Opera

Dal 17 al 22 aprile, al Teatro dell’Opera, va in scena la seconda parte dedicata ai balletti di Diaghilev dei Ballets Russes; Pulcinella, La chatte, Oarade e Le scare du Printemps costituiscono il polposo programma delle serate, che godono dell’esecuzione musicale dell’Orchestra del Teatro dell’Opera, diretta dal Maestro David Coleman.
Avendo avuto il grande merito d’aver ospitato per primo in Italia i lavori di Diaghilev, il Teatro Costanzi celebra con il ciclo dedicato ai Ballets Russes sia la lungimiranza dei direttori artistici d’allora, sia, soprattutto, lo spessore rivoluzionario di questi balletti, parte della storia della danza.

Dal 17 al 22 aprile
Les Ballets Russes
Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma
David Coleman direttore
Teatro dell’Opera
Piazza Beniamino Gigli, 7
17 e 21 aprile ore 20.30; 18 aprile ore 18.00; 19 aprile ore 17.00; 22 aprile per le scuole
Biglietti: da 13 € a 58 €
Infoline: 06.4817003



Mi Vida all’Ambra Jovinelli

La compagnia di flamenco Cristina Benitez presenta all’Ambra Jovinelli, dal 17 al 19 aprile, lo spettacolo Mi Vida, nato come opera musicale e poi sviluppatosi coreograficamente intorno ad un canovaccio narrativo a trattti autobiografico, scritto dalla Benitez.
Sul palco 9 ballerini, 4 musicisti e 2 cantores, impegnati a delineare le tappe dell’opera (Infanzia, Lotta, Sofferenza e Amore), in un percorso che dalla nascita si svolge attraverso le normali avversità dell’esistenza, e dove la danza ha una funzione catartica, oltre che narrativa.

Dal 17 al 19 aprile
Mi Vida
Teatro Ambra Jovinelli
Via Guglielmo Pepe, 43
17 e 18 aprile ore 21.00; 19 aprile ore 17.00
Biglietti: da 10 € a 30 €
Infoline: 06.492715222


A tutta danza al teatro Vascello

Doppio assolo di danza contemporanea in programma al Teatro Vascello dal 15 al 19 aprile; in scena, Non trascuro, di e con Sara Simeoni, e Deforme caos di forme armoniose, di e con Caterina Inesi. Due viaggi all’interno di se stesse; l’uno “nella cavità formatasi nel polmone sinistro”, dove il silenzio diventa canto e danza, l’altro nella “bolla di solitudine” che deriva dallo scontro tra la realtà e il proprio sentire, quella disarmonia alla base del necessario continuo movimento per poter sopravvivere alle incongruenze.


Dal 15 al 19 aprile
Non trascuro, di e con Sara Simeoni
Deforme caos di forme armoniose, di e con Caterina Inesi
Teatro Vascello
Via G. Carini, 78
Da giovedi a sabato ore 21.00; domenica ore 17.00
Biglietti: 12 € intero, 10 € ridotto
Infoline: 06.5881021


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 17-23.04.2009-

Romeo e Giulietta: la rivolta di Berlioz

Torna sul podio dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia uno dei direttori d’orchestra più amati e più apprezzati: Lorin Maazel, direttore della New York Philarmonic. E lo fa con uno dei compositori più congeniali al suo spirito eclettico, Berlioz; del francese, Maazel ha scelto la Sinfonia drammatica Roméo et Juliette, per soli, coro e orchestra.
Pur apprezzando le composizioni di poeti e letterati, Berlioz, però, nel comporre il suo Romeo e Giulietta non scelse la via del teatro d’opera; nessuno dei solisti vocali, cui è concesso un tempo limitato per durata, infatti, impersona i due giovani amanti, ma coro ed orchestra sono piuttosto chiamati ad illustrare ed esaltare i momenti più significativi della vicenda.
La parola chiave delle sette parti della sinfonia drammatica di Berlioz è la passione, che pulsa dalle note e fa scaturire una narrazione che sembra discostarsi molto dalla drammaticità shakespeariana. Sottolineando l’importanza dell’aspetto strumentale chiamandola Sinfonia drammatica, Berlioz sfrutta infatti ai massimi livelli le possibilità armoniche dell’orchestra, rendendola vera protagonista del dramma; l’orchestra, anche quando il protagonista è il solista vocale, non si limita ad accompagnarlo, bensì ad amplificare la forza espressiva delle sue parole. Coro e solisti dunque, al servizio dell’orchestra, e non il contrario.
La grandezza di Berlioz è rendere gli eventi che portano alla morte dei due giovani come fatti ineluttabili, indipendenti dalla loro personale vicenda; un emozionante racconto atemporale degli eventi, dunque, avrà in Maazel un eccezionale regista.

18, 20 e 21 aprile
Roméo et Juliette di Berlioz
Lorin Maazel direttore
Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia
Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
Via P. de Coubertin
18 aprile ore 18.00
20 aprile ore 21.00
21 aprile ore 19.30
Biglietti: dai 18 € ai 47 €
Infoline: 06.8082058


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 17-23.04.2009-

610 dalla radio al teatro

Ridere oltre i cinque sensi, o meglio, ridere sul non sense.
Questa la ragione della due giorni, il 20 e 21 aprile, dedicata alla comicità, specialmente romana; un non sense che prende spunto dal patrimonio artistico di petroliniana memoria e che si realizza in uno spazio finora mai sfruttato da questo filone dello spettacolo, ossia l’Auditorium Parco della Musica.
Nella sua Sala Sinopoli, dunque, con la “non direzione artistica” e la complicità del rinomato e strepitoso duo Lillo&Greg, attori professionisti, musicisti, fantasisti e giovani artisti emergenti si alterneranno sul palco intervallati dalla “non conduzione” di Massimo Bagnato.
Ne saranno protagonisti Nino Frassica, Neri Marcorè, Alex Braga innanzitutto, ma anche altri tredici artisti, oltre ai Blues Willies, la formazione al completo dei Latte e i Suoi Derivati, Freak Antoni e Rimbamband.
Nella speranza di poter fare di Senso Zero un appuntamento fisso con cadenza annuale, la squadra del fortunato programma radiofonico Sei Uno Zero si è pertanto messa all’opera sfruttando le collaborazioni del suo organico al completo, composto da Fabio Brasile, Fabrizio Trionfera e Lucia Mosca (rispettivamente pigmalione, progettista-regista e curatrica del programma radiofonico), oltre che la bravura di Alex Braga e Lillo&Greg, che ne sono autori e protagonisti.
Per farsi un’idea di ciò che è il senso zero della comicità italiana si potrebbe riguardare qualche famoso sketch di Cochi e Renato oppure di Enzo Jannacci, ma perché non lasciarsi simpaticamente indottrinare da questa banda di “non comici”?

20 e 21 aprile
Senso Zero
Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 34
Ore 21.00
Biglietti: da 16.50 € a 31.50 €
Info:
http://www.sensozero.it/

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 17-23.04.2009-

Montezuma, il capolavoro ritrovato

Vivaldi chiude la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana il 23 aprile al Teatro Olimpico, con Montezuma, opera realizzata in forma di concerto dal Complesso Barocco diretto da Alan Curtis.
Un cast internazionale di solisti composto da Vito Priante, Mary-Ellen Nesi, Ann Hallenberg, Laura Cherici, Martina Ruping e Theodora Baka presenta per la prima volta a Roma l’opera ritenuta dispersa e recentemente ricostruita proprio da Curtis e Alessandro Ciccolini.
All’Olimpico, dunque, una delle rare possibilità d’ascoltare la storia del regnante prigioniero del conquistador Hernàn Cortès, Montezuma, probabilmente l’ultimo libretto scritto per Vivaldi.

23 aprile
Montezuma di Antonio Vivaldi
Complesso Barocco
Alan Curtis direttore
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Ore 21.00
Biglietti: da 15 € a 25 €
Infoline: 06.3265991

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 17-23.04.2009-

03 aprile 2009

Carmina Burana...e lo sberleffo diventa danza



Dal 3 al aprile approda all'Ambra Jovinelli la formazione della Spellbound Dance Company con uno dei suoi lavori più interessanti: i Carmina Burana. Questi ultimi vennero ritrovati in un manoscritto nell'abbazia di Benediktebeuren e sono componimenti di vario genere, di stampo goliardico, burlesco ed irriverente nei confronti del clero e dei tempi dissoluti, composti da autori anonimi.
La convivenza di sfrenatezza e sobrietà propria dei componimenti, viene ripresa da Mauro Astolfi, direttore della Spellbound Dance Company, per dare vita ad una coreografia in cui questi due poli siano entrambi presenti: come divisa in tre momenti, si passa infatti da una brutale aggressione sotto la pioggia battente ad una parte irriverente e grottesca che allude alle giullarate, per poi concludere, in una taberna-bordello, con lo scatenamento delle passioni.
Un grande armadio ed una tavola sono i due simboli metafisici chiave del balletto; il primo diventa luogo di memorie, segreti e scheletri da nascondere, il secondo è invece il suo contrario, l'altare sacrificale della terrena voluptas, dove i corpi sono identificati come cibo tentatore.
La scelta di Astolfi di coreografare quest'opera imponente è nata da un desiderio di reinterpretare dei canti di per sé affascinanti, resi ancora più noti dalle musiche appositamente composte su di essi da Karl Orff. Oltre all'omonima composizione di Orff, dunque, anche brani tratti da la Passione Medioevale di Caracciolo e dal Dixit dominus di Vivaldi completano la colonna sonora della danza, che si pone l'obiettivo di riunire e completare con le movenze lo spirito dei Carmina Burana.

Dal 3 al 5 aprile
Carmina Burana
Spellbound Dance Company
Teatro Ambra Jovinelli
Via Guglielmo Pepe, 43
Ore 21.00; la domenica ore 17.00
Biglietti: dai 10 € ai 30 €
Infoline: 06.492715222

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 3-16.04.2009-

Piovani dirige Piovani

Nicola Piovani, nella duplice veste di direttore d'orchestra e compositore dei brani eseguiti, sarà il protagonista del concerto in programma l'11 aprile all'Auditorium Parco della Musica.
Piovani dirige Piovani, dunque, nelle più belle musiche da cinema composte dal musicista romano, eseguite per l'occasione dall'Orchestra di Roma Sinfonietta che mette a disposizione un ensamble di 76 elementi.
Immancabili nel programma, naturalmente, la colonna sonora del film La vita è bella, premiata con l'Oscar nel 1999, ma anche le musiche composte per i più importanti film di Nanni Moretti, ossia La stanza del figlio, Caro Diario e La messa infinita (non a caso, brani qui raccolti sotto la dicitura di Suite Moretti); ed ancora, le colonne sonore composte per Good morning Babilonia e La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani e per Ginger e Fred e La voce della luna di Fellini.
In una nuova ed inedita veste verranno eseguite anche altre musiche a sorpresa, cercando di ripercorrere i momenti salienti della carriera di Piovani, sia dal punto di vista delle onorificenze conseguite, sia da quello degli incontri personali che maggiormente ne hanno influenzato la produttività artistica.

11 aprile
Piovani dirige Piovani
Nicola Piovani direttore
Orchestra Roma Sinfonietta
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia
Ore 21.00
Biglietti: da 20 € a 30 €
Infoline: 06.80241281

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 3-16.04.2009-

Il flamenco di Gades

Grandi festeggiamenti dal 7 all'11 aprile, al Teatro Olimpico, per la Compania Antonio Gades. In occasione, infatti, del 35° anniversario del balletto Nozze di Sangue, creato proprio al Teatro Olimpico nell'aprile del 1974, saranno messi in scena due diversi spettacoli, pietre miliari della prestigiosa produzione della Compagnia.
Dal 7 al 9 aprile, dunque, verrà rappresentato Carmen, il balletto ispirato all'opera di Prosper Mérimée con la coreografia e la regia di Antonio Gades e Carlos Saura, simbolica continuazione del lavoro che essi fecero insieme per la realizzazione del film Carmen Story del 1983. Nel corso della più di un'ora di durata di Carmen, si evidenzia il talento che devono avere gli interpreti per poter sostenere un così lungo periodo di performance d'alto livello.
Alle musiche di Bizet, Gades ha aggiunto brani suoi, del Maestro Penella, di Garcia Lorca, Solera e Freire, con un affiancamento di musica registrata e dal vivo, realizzata da un ensemble di chitarre.
Il 10 e l'11 aprile, invece, verranno riproposti i balletti Nozze di sangue e Suite Flamenca. Il primo dei due, un classico della produzione artistica della compagnia, è composto da sei diverse scene e fu ispirato a Bodas de Sangre di Federico Garcìa Lorca, che a sua volta prese spunto da un evento di cronaca accaduto a Nijar nel 1928. Per Gades, questo balletto è un omaggio a Lorca ed alla sua abilità nel descrivere la cultura mediterranea e il popolo andaluso.
Suite Flamenca, infine, è la chiusura di ogni spettacolo di Gades, essendo un concentrato di energia, alta tecnica e poetica vitalità; si tratta infatti di una serie di numeri di danza -quali le bulerias, la farruca, lo zapateado, il tanguillo, il tangos de malaga e la rumba-, atti a dare un'idea completa e veritiera di ciò che è il flamenco.

Dal 7 al 9 aprile
Carmen
10 e 11 aprile
Nozze di sangue - Suite Flamenca
Compania Antonio Gades
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Ore 21.00
Biglietti: da 22 a 31 €
Infoline: 06.3265991

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 3-16.04.2009-

27 marzo 2009

Paolini, Sieni e Lombardi per Le ceneri di Gramsci

Tre grandi nomi dello spettacolo italiano per un esperimento teatrale che unisce poesia, danza e teatro: è Le ceneri di Gramsci, in scena dall'1 all'8 aprile al Teatro India. Basato sull'omonima raccolta di poemetti di Pier Paolo Pasolini, Le ceneri di gramsci vede coinvolti Virgilio Sieni e Sandro Lombardi nel creare un dialogo tra danza e parola, azione e movimento, pensieri e figure, poesia e politica.
Ambientato nel Cimitero degli Inglesi a Roma, davanti alla tomba di Gramsci, lo spettacolo riprende il colloquio immaginato da Pasolini col politico italiano, in una primavera romana oscura e sporca, simbolo della lontananza di quello che Gramsci definiva il "maggio italiano" delineante "l'idea che illumina", il pensiero marxista.
Si materializza pian piano il sogno soggiaciuto nei poemetti, l'essere, cioè, Pasolini in qualche modo fratello di Gramsci per ideali, condizioni sociali e percezione della realtà.
Ecco dunque che Lombardi e Sieni creano una drammaturgia in cui la recitazione del primo fa da base alla danza del secondo, che è al contempo complementare della narrazione orale e della narrazione silenziosa, in un continuo scambio di fisicità, figurazione e parole.
La storia, sia essa universale, ideologica o narrazione dei fatti, diventa dunque un dialogo a più livelli: tra Pasolini e Gramsci e tra Lombardi e Sieni, in un continuo rimando tra le due figure umane e le due forme d'arte, intese come facce della medesima medaglia e forme d'espressione complementari. Parole e danza si sviluppano insieme, si sovrappongono e dissociano, portando ad una riflessione sui sensi e le percezioni del corpo e della storia, al di là della polisemia implicita nel linguaggio poetico.
Una prima collaborazione tra i due protagonisti della scena italiana di ricerca che rende Le ceneri di Gramsci ancora più perfetto.

Dall'1 all'8 aprile
Le ceneri di Gramsci
Teatro India
Lungotevere dei Papareschi, 1
Tutte le sere ore 20.30, la domenica, il 7 e l'8 aprile ore 21.00
Biglitti: 15 € intero, 12 € ridotto
Infoline: 06.684000346

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-02.04.2009- 

..Padam...Padam..Piaf!

Edith Giovanna Gassion, figlia di un saltimbanco e d'una cantante di strada, cresciuta tra la miseria del quartiere di Belleville e un bordello in Normandia, meglio nota come "passerotto", piaf.
E' lei, Edith Piaf, la voce più bella della musica francese del '900, figura delicata fisicamente e d'animo, la protagonista dell'omaggio di Sonia Nifosi, Padam Padam Piaf, in scena al Teatro del'Angelo dal 27 marzo al 5 aprile.
La prolifica attività della Piaf, unita alle peripezie e ai molti incontri di vita, hanno portato la Nifosi, che ne è anche la regista, ad immaginare tante donne diverse a rappresentarla, simboli delle molteplici sfaccettature della sua personalità e della sua carriera artistica.
Un racconto della vita della Piaf attraverso le parole di chi le è stato vicino, come la sorella Simone Berteaut, i suoi tre impresari (Leplée, Asso e Berrier), il suo grande amore Marcel Cerdan e l'amico Jean Cocteau (autore del suo epitaffio, morto d'arresto cardiaco qualche ora dopo aver appreso la notizia).
Delle più di 260 canzoni, la Nifosi ne ha scelte 29, simbolici racconti di vita, a cui ha aggiunto testi tratti dalle sue biografie e la ricerca sulla gestualità che ne ha contraddistinto i concerti.

Dal 27 marzo al 5 aprile
Padam...padam..Piaf
Teatro dell'Angelo
Via Simone de Saint Bon, 19
Tutti i giorni alle 21.00; la domenica ore 17.30; lunedi riposo
Biglietti: dai 15 € ai 24 €
Infoline: 06.3720958

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-02.04.2009-

Selvaggia-mente facendo..e..Selvaggiamente Classica!

Al Santa Chiara Un fiore non parla

Nel calendario de I venerdi al Santa Chiara, oggi è di scena il Collettivo ImproBabilon con Un fiore non parla, spettacolo di improvvisazione che prende spunto dall'attenzione per l'ambiente e dalla relazione tra uomo-corpo e natura.
Danza, fotografia e musica si riuniscono per cercare tutto ciò che è molto piccolo, quel dettaglio prezioso che, però, solo per le sue dimensioni, è a volte sottostimato; una galleria fotografica realizzata con una vecchia Mamiya biottica è alla base del lavoro del Collettivo, che in un work in progress trae dalle immagini spunto per una danza ed una musica che mirano ad equilibrarsi con la foto mostrata creando un terreno comune tra le tre forme artistiche.

27 marzo
Un fiore non parla
Auditorium Santa Chiara
Via Caterina Troiani, 90
Ore 21.30
Ingresso gratuito
Infoline: 06.69612679

La Rapsodia Spagnola della Francia

Compositori francesi che hanno immaginato e musicato la Spagna: è Rapsodia spagnola, il concerto che si terrà il 28, il 30 ed il 31 marzo all'Auditorium Parco della Musica.
Partendo da Iberia di Debussy, infatti, si arriverà alle Tzigane e alle Rhapsodie Espagnole di Ravel, delineando la Spagna immaginaria di due dei più grandi compositori francesi del Novecento; ad intervallare le esecuzioni dei due francesi, inoltre, il Concerto per violino di Bernd Alois Zimmermann, compositore tedesco del Novecento, tra i maggiori esponenti dell'avanguardia musicale e post-moderna.
A dirigere l'orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Heinz Holliger; violino solista è la giovane Caroline Widmann, che nell'esecuzione delle Tzigane di Ravel potrà dare prova delle sue doti virtuosistiche.

28, 29 e 31 marzo
Heinz Hollger direttore
Caroline Widmann violino
Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia
Musiche di Debussy, Ravel e Zimmermann
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia
Via P. de Coubertin, 34
28 marzo ore 18.00
30 marzo ore 21.00
31 marzo ore 19.30
Biglietti: dai 18 € ai 47 €
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-02.04.2009-

Il XX secolo in musica con gli Alti e Bassi

Cinque ottime voci che cantano a cappella, un repertorio del '900 che spazia dai Beatles ai cartoni animati ai grandi musical americani, un teatro prestigioso -l'Argentina- e una domenica mattina di fine marzo -il 29-; ecco gli ingredienti per una performance da non perdere, quella degli Alti e Bassi.
Questo quintetto milanese classe '44, infatti, amalgama con la simpatia ed il divertimento in chiave jazz e swing parte del repertorio musicale del '900, volendo sottolineare come, nel ricordare le musiche del secolo appena passato, non si possa e non si debba escludere niente di ciò che ha prodotto, anche se allora ritenuto "leggero".
Cinema, radio, televisione, internet e cellulari, infatti, hanno rivoluzionato anche la musica, proponendo composizioni passabili di rivisitazioni interessanti; è quello che, pertanto, gli Alti e Bassi fanno attraverso sette medley diversi che toccano un pò tutti i settori della comunicazione novecentesca, senza eliminazioni a priori.
Walt Disney, quindi, ma anche i Platters, West Side Story di Bernstein, il musical americano di Cole Porter, Irving Berlin, Frank Sinatra e Fred Astair, i Beatles, Lucio Battisti e i Bee Gees sono le sette grandi categorie generatrici di questo ricordo del XX secolo, fatto rigorosamente senza l'ausilio di strumenti musicali, sostituiti piuttosto con le abilità vocali dei componenti del quintetto.
Andrea, Alberto, Paolo, Diego e Filippo, ritenuti la migliore band italiana a cappella, sono al contempo voce e strumento di questi medley in salsa swing e jazz, che non solo diverte, ma che è anche ricordo di un pezzo di storia della musica.

29 marzo 
C'era un volta il XX secolo...gli Alti e Bassi in concerto
Teatro Argentina
Largo di Torre Argentina
Ore 11.00
Biglietti: 5 € e 10 €
Infoline: 06.684000311

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-02.04.2009-

Torna il Festival Capitello d'Oro

Dal 27 al 29 marzo l'Auditorium Parco della Musica ospita la 4a edizione de Il Capitello d'Oro, Festival Internazionale del Cinema Archeologico. Promosso da Provincia e Comune di Roma e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Capitello d'Oro vanta anche l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in quanto evento dall'indubbio valore educativo e culturale.
Ideato da Marisa Ranieri Panetta, il Festival è dedicato alla conoscenza delle civiltà antiche, con la proiezione di numerosi film e documentari italiani ed internazionali, nel rispetto della documentazione scientifica.
Come nelle passate edizioni, uno spazio particolare è per la sezione didattica, con la proiezione di filmati realizzati da Sopraintendenze, musei ed università, in collaborazione col Ministero per i Beni e le Attività Culturali; scopo, secondo il Direttore Generale Stefano De Caro, è comunicare al pubblico "la grande ricchezza di conoscenze accumulata negli anni dagli istituti di tutela".
La Giuria, composta dal Presidente Emerito Sergio Zavoli e da un parterre di archeologi, giornalisti, registi ed esperti di cinematografia, assegnerà il Capitello d'Oro; al pubblico la scelta del vincitore del Capitello d'Argento, mentre un'apposita Giuria internazionale di accademici deciderà la Targa d'argento per il filmato della Sezione Didattica.
Oltre alle proiezioni cinematografiche, infine, si terrà un incontro giornaliero a tema archeologico; oggi è la volta dell'imperatore Caracalla, domani dei patrimoni sommersi e paesaggi marini, mentre domenica dello spazio e dei colori della Roma imperiale.

Dal 27 al 29 marzo
Il Capitello d'Oro - Festival Internazionale del Cinema Archeologico
Auditorium Parco della Musica - Teatro Studio
Via P. de Coubertin, 34
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 06.70304169
Ore 9.30 e 16.00

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-2.04.2009-

Lonquich suona all'Auditorium

Un concerto dedicato alla Fantasia, intesa come forma musicale, è ciò che stasera, all'Auditorium Parco della Musica, presenta il pianista Alexander Lonquich.
In programma musiche di Bach, Haydn, Mozart, Chopin; dalle origini di questa forma musicale, dunque, Lonquich ripercorre le evoluzioni del genere Fantasia, giungendo, con Chopin, alla fusione tra musica colta occidentale e musica nazionale, sublimazione della Fantasia stessa.
Lonquich, rivelatosi vincendo il concorso Casagrande dedicato a Schubert, chiuderà con lui la serata, con la Sonata op. 78 n. 18 in Sol Maggiore, una composizione chiamata "Fantasia" dall'editore per la sua ampiezza armonica.

27 marzo
Alexander Lonquich pianoforte
Auditorium Parco della Musica - Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 34
Ore 20.30
Biglietti: dai 18 € ai 33 €
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.03-2.04.2009-

20 marzo 2009

Tango Metropolis


Ultima tappa italiana che dal 24 marzo al 5 aprile vede, al Teatro Olimpico, la messa in scena di un grande musical dedicato al tango argentino: Tango Metropolis.
Ideato da Daniel Binelli in collaborazione con Pilar Alvarez e Claudio Hoffman, nello spettacolo si alternano sul palco momenti di pura musica a momenti di ballo mozzafiato; se cinque sono i musicisti (lo stesso Binelli al bandoneon, Julio Grana al violino, Cesar Angeleri alla chitarra, Martin Keledijan al basso e Cristian Zarate al pianoforte), cinque sono anche le coppie di tangueros, compresi i coreografi Alvarez ed Hoffman.
Presentato per la prima volta al Festival Internazionale di Tango di Buenos Aires, Tango Metropolis è stato la novità più originale del Festival; a partire dalle origini, infatti, si approda alle contemporanee evoluzioni del Tango, sia dal punto di vista musicale che da quello del ballo in sé.

Nella prima parte, Tango Metropolis presenta una varietà di personaggi "della strada", che, cercando di emergere dalle profondità di una città ostile, assediata da vertigini, caos, insicurezza e bisogno di speranze, esprimono con tutto il loro vigore ed espressività il correlato bisogno di emergere e sopravvivere. Da lì, si dipana la matassa dei ricordi; centinaia di anni di vita sono raccontati con diversi stili, atmosfere e colori che li hanno man mano caratterizzati.
La seconda parte, invece, è incentrata sulle strade cosmopolite, in cui il linguaggio della seduzione e dell'amore passa attraverso l'intensità e la passione del Tango.
Ad unire, nel bene e nel male, le storie ed i personaggi narrati è il suono del bandoneon, capace di sensibilizzare anche le tipologie umani più dure, infondendo un'armonia ed un trasporta che porta, inevitabilmente, a ballare un Tango per riuscire ad esprimere in pieno se stessi.

Dal 24 marzo al 5 aprile
Tango Metropolis
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Tutti i giorni ore 21.00; il 29 marzo ore 18.00; il 5 aprile ore 17.00; il 30 marzo riposo
Biglietti: dai 33 € ai 44 €
Infoline: 06.3265991

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 20-27.03.2009-

Lady Oscar è diventato musical

Versailles no bara vi ricorda qualcosa? No? E il nome di Ryoko Ikeda nemmeno?
Allora procediamo con ordine.
Siamo nella Francia pre-rivoluzionaria; a casa del generale de Jarjayes, conte e comandante delle guardie reali, la moglie muore nel dare alla luce una bambina. Tuttavia il generale non è contento, aspettandosi piuttosto un erede maschio; decide allora di piegare comunque la Natura al proprio volere e cresce la figlia, Oscar, come fosse un ragazzo, facendola diventare cavaliere e spadaccino.
Si, è proprio di lei, di Lady Oscar, che sto parlando; uno dei cartoni animati cult degli Anni Ottanta, amato dai bambini di ogni sesso dell'attuale generazione dei trentenni.
Se ora potrebbe sembrare un pò infantile inchiodarsi di nuovo alla tv per vedere il tanto amato cartone, si può però facilmente comportarsi "da grandi" andando a teatro: Lady Oscar, infatti, è diventato un musical, o meglio, un "rock drama" interamente italiano, e dal 20 marzo al 5 aprile è in scena al teatro Vascello.
Presentato nella maniera dei grandi musical anglosassoni, Lady Oscar Rock Drama vede Alice Mistroni vestire i panni della coraggiosa ed indomita Oscar, mentre Danilo Brugia quelli del bello e a lei fedele Andrè; regia, testi e musica sono di Andrea Palotto, mentre le coreografie sono di Rita Pivano.
Non solo, dunque, un tributo al popolo della rivoluzione del 1789 che ha cambiato l'evoluzione politica di tutti gli altri Stati, ma anche un'analisi a tutto tondo dell'amore: è questo Lady Oscar, sia nella versione animata che nel musical.
Per Oscar, infatti, la vita è una lotta continua tra i doveri di militare (guardia principale della principessa Maria Antonietta prima, capitano dei soldati della guardia poi) e il suo lato femminile, con le sue pulsioni ed ambizioni. Vi è poi l'amore taciuto, represso, nascosto, inseguito, negato o non corrisposto, ma anche il proibito - quello tra Maria Antonietta e Fersen- e quello raggiunto col sacrificio estremo, di Oscar ed Andrè.
Se, dunque, le giostre non sono più a nostra misura, al Teatro Vascello abbiamo di nuovo l'occasione per tornare bambini.

Dal 20 marzo al 5 aprile
Lady Oscar Francois-Versailles Rock Drama
Teatro Vascello
Via G. Carini, 72
Tutte le sere ore 21.00; la domenica ore 17.00
Biglietti: dai 18 € ai 22 €
Infoline: 06.5881021

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 20-27.03.2009-

E' arrivato Cortoons al Teatro Palladium

Dal 25 al 29 marzo al Teatro Palladium approda la 6a edizione di Cortoons, Festival Internazionale di Cortometraggi di Animazione, organizzato da Cortitalia e diretto da Alessandro d'Urso.
Con una giornata in più nel programma proposto, fitto e completamente gratuito, Cortoons è diviso in 4 sezioni con Workshops, seminari, proiezioni di film in concorso ed eventi speciali in cui l'animazione incontra altre forme d'arte, per promuovere i prodotto audiovisivi di animazione, sia italiani che internazionali, creando al contempo una piattaforma di scambio e comparazione tra nuovi artisti e professionisti.
Tra le novità dell'edizione 2009, in collaborazione col Goethe Institut, un focus sull'animazione tedesca -patria della sperimentazione visiva-, e la sezione speciale dedicata al Software Libero ed alle sue applicazioni nell'arte e nel cinema d'animazione.
Tra gli eventi più interessanti, Food Sound System -una performance di Don Pasta, in cui musica, cibo, immagini, profumi, ricordi, suggestioni e sapori si fondono nell'accompagnamento musicale di Enzo Pietropaoli- e LMVDM (La Mia Vita Disegnata Male) di Gianni Gipi Pacinotti, lettura musicale della graphic novel.
Infine, come ogni anno, Cortoons sostiene Save The Children.

Dal 25 al 29 marzo
Cortoons - Festival Internazionale di Cortometraggi d'Animazione
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano, 8
Tutti i giorni a partire dalle 16.00
Ingresso gratuito
Infoline: 06.57332758

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 20-27.03.2009-

Sara, Richard e l'amante in salsa Pinter

Sarah, Richard e i loro amanti: un ménage insolito ma che, a quanto pare, riesce a mantenere in vita la coppia ufficiale dopo più di 10 anni di matrimonio. Poi, all'improvviso, l'apparente equilibrio si sgretola, svelando come le suggestioni e le fantasie, a volte, contribuiscano più dell'amore a portare avanti un rapporto.
Questa in breve la trama di uno dei capolavori di Harold Pinter, L'amante, proposto da Tullia Daniele e Mauro Fanoni dal 24 marzo al 5 aprile al Teatro Tordinona. La regia di Giacomo Zito cercherà non solo di rendere omaggio al Nobel per la Letteratura recentemente scomparso, ma proverà anche a scavare nelle torbide finzioni che la coppia instaura, a volte, per sopravvivere, mettendo in luce le manie e gli isterismi di una donna borghese fondamentalmente annoiata dalla propria vita e l'amore incondizionato, accondiscendente e un pò ottuso del marito.
L'amante è, dunque, una presa in giro del cliché della famiglia borghese, opera scritta nel 1963 da uno dei maggiori esponenti del teatro dell'assurdo; interessante, dunque, sarà capire se Sarah e Richard fingono quando sono gli amanti o quando sono gli sposi, privi degli orpelli, anche scenografici, dei loro ruoli socialmente riconosciuti.

Dal 24 marzo al 5 aprile
L'amante, di Harold Pinter
Con Tullia Daniele e Mauro Fanoni
Regia di Giacomo Zito
Teatro Tordinona - Sala Pirandello
Via degli Acquasparta, 16
Da martedi a sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietto unico: 14 €
Infoline: 06.68805890

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 20-27.03.2009-

L'altra parte di Ron

"Di solito si prende un personaggio, si scelgono gli abiti giusti, gli si trovano le parole che avrebbe detto, gli si riordinano sentimenti, emozioni e ricordi e si mette il tutto dentro ad un attore, raccontando una storia al pubblico. Qui, invece, c'è un attore vero, conosciuto solo da pochi come tale, poiché per anni ha incantato con le sue doti di interprete ed autore di grandi canzoni". Spiega così, nelle note di regia, Stefano Genovese, il nuovo esperimento che Ron porta in scena il 25 marzo all'Auditorium: L'altra parte di Ron.
Un personaggio che si cala in altri personaggi, quotidiani protagonisti della sua vita, dando loro vita in base all'immagine che di essi ha. Dietro questo spettacolo a metà tra canzoni, ricordi, teatro, c'è dunque uno "stare alla finestra" di casa di Ron per guardare incuriositi le persone che normalmente incontra e con cui parla e si confronta; è un one man show in cui Ron, cantante ed attore, fa un ricco e curioso viaggio tra parole e musica.
Unica eccezione di quest'opera in solitaria, la presenza del professor Mario Melazzini, presidente dell'Aisla, nelle vesti di sè stesso: un amico affetto dalla sclerosi laterale amiotrofica. "E' importante per me la sua presenza sul palco", ha dichiarato Ron; oltre ad essere un amico, è importante che certi argomenti fondamentali e seri siano "portati al pubblico con la leggerezza e la profondità che solo lui, in quanto totalmente coinvolto, si può permettere".

25 marzo
L'altra parte di Ron
Auditorium Parco della Musica - Sala Petrassi
Via P. de Coubertin, 34
Ore 21.00
Biglietti: dai 23 € ai 25 €
Infoline: 06.20382934

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 20-27.03.2009-

19 marzo 2009

Futuriste. Con Carpi tutti al Pigneto

Il libro Futuriste. Letteratura, Arte, Vita, di Giancarlo Carpi, verrà presentato il 31 marzo, alle 19.00, presso la biblioteca Pigneto.
Interverranno alla presentazione Elena del Drago e Arnaldo Colasanti.
Il testo di Carpi non è solo un'antologia, ma anche un'iconografia e una raccolta di scritti di ordine critico e teorico suddivisa in sette sezioni cronologiche; la visione multidisciplinare di questa avanguardia ha trovato nelle donne -a partire da Valentine de Saint-Point, prima personalità femminile del Futurismo, per arrivare alla moglie dello stesso Marinetti, Benedetta- un terreno così fertile da rendere il Futurismo, nonostante il disprezzo per loro proclamato,, come il movimento col maggiore apporto femminile, liberando l'eros, il desiderio e la creatività.

31 marzo
Presentazione del libro Futuriste. Letteratura, Arte, Vita
di Giancarlo Carpi
Biblioteca Pigneto
Via Attilio Mori, 16

13 marzo 2009

A teatro è arrivato Zampanò!

Era il 1954 e dall'accoppiata Federico Fellini-Tullio Pinelli nacque un capolavoro cinematografico che due anni dopo avrebbe vinto l'Oscar come miglior film straniero: La strada
Un film agrodolce, in cui il cattivo ed insensibile Zampanò, saltimbanco girovago, acquista come compagna di lavoro e viaggio la dolce ed ingenua Gelsomina trattandola come fosse un oggetto. I due girovaghi artisti entrano poi in un circo, dove Gelsomina incontra il Matto, giovane acrobata che le restituisce fiducia in se stessa, ucciso brutalmente per gelosia dal feroce Zampanò. Gelsomina, che ha assistito al delitto, si chiude nel dolore e diventa pazza, mentre Zampanò decide di proseguire il suo girovagare senza di lei. 
Solo anni dopo, saputo della morte di Gelsomina, il freddo cuore di Zampanò si scioglie in rimorsi e lacrime, rimpiangendo il candore e la tenerezza di quella giovane fanciulla. 
Da quel lavoro, Pinelli e Bernardino Zapponi ne fecero un adattamento teatrale, portato ora in scena dal 17 al 29 marzo da Massimo Venturiello (che ne è anche il regista) e Tosca al Teatro Valle. Al lavoro originale, si è poi aggiunta la costruzione di una tessitura musicale e canora, con le musiche di Germano Mazzocchetti e i testi di Venturiello e Nicola Fano. 
Non una mera emulazione del capolavoro cinematografico, dunque, ma una sua rielaborazione d'autore, che si pone, senza volersi confrontare col film, in una dimensione poetica a sè stante; la difficoltà d'ascoltarsi delle persone è alla base delle cattiverie tra gli uomini, spinti dalla ricerca disperata del sostentamento ad oltrepassare il confine della dignità e del rispetto verso l'altro.

Dal 17 al 29 marzo
La strada
Teatro Valle
Via del Melone, 21
Tutte le sere ore 20.45; martedi 24 marzo ore 19.00; la domenica e mercoledi 25 marzo ore 16.45
Biglietti: dai 16 € ai 30 €
Infoline: 06.68803794

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 13-19.03.2009-

Una serata a due per il Teatro Cassia

Al Teatro Cassia è tempo di danza. Ecco pertanto il primo appuntamento della stagione nel nuovo spazio teatrale inauguratosi lo scorso gennaio: lo spettacolo Serata a due, presentato il 18 marzo dal Balletto di Roma e dalla Spellbound Dance Company.
I quattro i coreografi della serata -Mauro Astolfi, Milena Zullo, Eugenio Scagliano e Mauro Bigonzetti- creano dunque un tributo alla danza tutto italiano, unendo gli sforzi di due delle proposte più interessanti del panorama nazionale. Nella prima parte, infatti, sarà la Spellbound Dance Company ad essere protagonista con Emotional Balance, un quadro nato nel 2007 ed integrato da due nuovi pas de deux realizzati nel 2009. La Compagnia fondata e diretta da Mauro Astolfi presenta al pubblico una raccolta di piccole coreografie che compongono l’archivio della produzione artistica della Spellbound, riproposte però su musiche diverse; tema di fondo, il bilanciamento emozionale che nasce dal connubio tra movimento e melodia, tra gesto e musica, la sincronia tra questi due aspetti.
Nella seconda parte, invece, il Balletto di Roma esegue pezzi di danza distillati dagli spettacoli di maggior successo ancora in tournée in Italia: Cenerentola -di Fabrizio Monteverde, su musiche di Handel-, Don Chischiotte -di Milena Zullo con musiche di Vivaldi-, e Noon -di Eugenio Scagliano su musiche di Eric Serra-.
Infine, in esclusiva per questa serata, un passo a due tratto da Barbablù di Fabrizio Monteverde, eseguito per la prima volta a Roma dai danzatori solisti della Compagnia.
L’attenzione alla pluralità ed interdisciplinarietà dei contenuti del Balletto di Roma e la curiosità sperimentale della Spellbound Dance Company si fondono pertanto in una serata di grande danza.


18 marzo
Serata a due
Spellbound Dance Company e Balletto di Roma
Teatro Cassia
Via Santa Giovanna Elisabetta 69
Ore 21.00
Biglietti: 15 € intero, 12 € over 65 e 10 € under 18
Infoline: 06.96527967


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 13-19.03.2009-

Ascolese, l'arte e i Beatles








Dopo la presentazione nel 2007 per i 40 annidalla pubblicazione di Sgt. Pepper’s, Giampaolo Ascolese ripropone al pubblico dell’Auditorium -il 14 marzo al Teatro Studio- il suo progetto multimediale Let it Be..atles.
Un progetto a cui tiene molto, ritenendo i Beatles “tra i più grandi compositori del ‘900”; le musiche sono eseguite dal suo gruppo, Isoritmo, e sono impreziosite dal progetto visivo ideato da Massimo Achilli del Laboratorio Teatrale di Orvieto e realizzato dalla pittrice Marie Reine Levrat.
Sebbene Ascolese sia un artista jazz (come batterista e percussionista ha lavorato con i più importanti musicisti jazz italiani e collaborato alle colonne sonore di film con Sergio Leone, Ennio Morricone, Louis Bacalov e Nicola Piovani), non trova discordanze nel suo rendere omaggio ai quattro Baronetti.
“C’è un rapporto essenziale tra il jazz e la musica dei Fab Four -ci spiega-; armonicamente, timbricamente e ritmicamente, il jazz e la loro musica si sposano tantissimo. Inoltre, il fatto che noi utilizziamo strumenti non beatlesiani, come il vibrafono e la marimba, credo dia un valore aggiunto all’esperimento, rendendo ancora più nostro il jazz dei Beatles”.
Per la scelta dei pezzi, il criterio seguito è stato quello del gusto personale, non cronologico, sebbene il campo sia restringibile ai brani tra il 1965 ed il 1970; i quadri di Marie Reine Levrat, inoltre, descrivono le singole strofe di ogni canzone e gli interventi di Gerlando Gatto approfondiscono giornalisticamente il rapporto tra i Beatles e il jazz.
“Adoro la pittura, Marie Reine è mia moglie, amo i Beatles; insomma, non potevo desiderare un connubio migliore!”

14 marzo
Let it Be…atles
Auditorium Parco della Musica - Teatro Studio
Via P. de Coubertin, 34
Ore 21.00
Biglietto unico: 10 €
Infoline: 06.80241281

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 13-20.03.2009-

Pretre dirige Poulenc

Uno dei più grandi direttori d'orchestra del Novecento, Georges Pretre, sale di nuovo sul podio prestigioso dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
In tre imperdibili concerti, il 14, 16 e 17 marzo, la bacchetta francese più emozionante e coinvolgente dirigerà un programma raffinatissimo, i cui protagonisti sono Francis Poulenc e Johannes Brahms.
Di Poulenc, Pretre ne è certamente tra gli interpreti di riferimento; con gli Animaux Modèles verrà rievocata la Francia invasa dai nazisti ma nascosta abilmente dietro la favola di una giornata qualunque in una fattoria di animali. La musica, composta per il balletto omonimo basato su sei favole di La Fontaine che andò in scena per la prima volta all'Opéra di Parigi nel 1942, risente della necessità di speranza dei parigini di allora e vuole essere un omaggio al passato glorioso della sua Nazione.
Sempre di Poulenc, inoltre, verrà eseguito dall'Orchestra di Santa Cecilia e dal celebre duo composto da Katia e Marielle Labèque, il Concerto in Re minore per due pianoforti e orchestra, uno splendido pastiche neoclassico, composto dall'autore francese nel 1932 in omaggio alle musiche di Mozart e Scarlatti.
Con Poulenc, Pretre ha senza dubbio in comune la raffinatezza e l'eleganza tipicamente francesi, cui si aggiunge una tempra ed una conoscenza profonda e sensibile del fraseggio musicale, che lo hanno reso sin dall'inizio della sua carriera uno dei migliori interpreti delle musiche di Bizet, Beethoven, Ravel.
A concludere i concerti, infine, un Brahms in salsa Schonberg, quello del Quartetto op. 25 n. 1 per pianoforte ed archi. Composto nel 1861 da Brahms e trascritto per orchestra dal padre della dodecafonia su richiesta di Otto Klemperer, il Quartetto viene soprannominato anche "la Quinta di Brahms" per via del profondo amore per Brahms che traspare dalla trascrizione del compositore austriaco.

14, 16 e 17 marzo
Gerges Pretre direttore
Orchestra Nazionale di Santa Cecilia
Katia e Marielle Labèque pianoforti solisti
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia
Via P. de Coubertin, 34
14 marzo ore 18.00
16 marzo ore 21.00
17 marzo ore 19.30
Biglietti: dai 18 € ai 47 €
Infoline: 06.8082058

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 13-20.03.2009-

06 marzo 2009

La Relazione Pubblica di Caterina Sagna

La poliedrica coreografa vincitrice del Noueveau talent chorèographique della SACD, Caterina Sagna, porta in scena, al Teatro Palladium, il 7 marzo, Relazione pubblica, suo apprezzato lavoro del 2002.
Una finzione nella finzione costituisce lo scheletro dello spettacolo; la Sagna finge infatti di mettere in scena Amori di pietra, uno spettacolo in cui si promette di fare rivelazioni fondamentali “sulla danza, la vita, l’eros, la religione, l’uomo e tutto il mondo”.
Un metateatro nel teatro, dunque, in cui lo spettatore si trova in bilico tra un work in progress, una conferenza-spettacolo ed un’analisi aperta che sfocia in dibattito pubblico; la compagnia della Sagna incontra il pubblico per la seconda fase del fantomatico spettacolo Amori di pietra, mostrandone ampi estratti e trasformandone il destino in tempo reale, secondo lo svolgimento della serata.
Ciò che è a monte all’idea di Relazione pubblica è del resto pacificare lo spettatore con l’opera effettivamente rappresentata e il suo originale progetto, che non sempre è coincidente; l’ironia è l’ingrediente segreto di questo lavoro, che scopre gli altarini mediatici cui spesso si ricorre per osannare un lavoro mediocre, svela la disinvolta maniera di fare spettacolo propria di molti presunti artisti, prende come bersaglio i tonanti luoghi comuni e la povertà di idee che, però, se ben manipolati, rendono inspiegabilmente, un lavoro pessimo un successo.
E, naturalmente, la Sagna prende in giro anche se stessa, quale membro della macchina.
Forse, tra un dibattito, una coreografia, un ripensamento ed una demolizione ideologica, si riuscirà anche a mettere davvero in scena Amori di pietra, come se bisognasse prima svuotarsi le tasche del superfluo per poter poi creare qualcosa di corrispondente a quanto si è ideato.














Sette gli interpreti di questo spettacolo metateatrale, con le coreografie di Carlotta e Caterina Sugna e la drammaturgia di Roberto Fratini Serafide.

7 marzo
Relazione pubblica
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano, 8
Ore 20.30
Biglietto unico: 15 €
Infoline: 06. 57332768

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 6-12.03.2009-

Quel Coatto Unico di Tirabassi


Ha iniziato l’Albertone nazionale (Sordi) a fare del romano doc un personaggio talmente popolare ed unico da valicare i confini della Città Eterna; in tempi più recenti, ha raccolto quest’eredità Carlo Verdone, che con Enzo ed Ivano (chi non ricorda Un sacco bello e Viaggi di nozze?) ha attualizzato il romano burino di Sordi, rendendolo il bullo-sbruffone-coatto tipico della Roma degli Anni Ottanta, avente la medesima forza d’esportazione cinematografica nazionale di quello di Sordi.
Infine, Giorgio Tirabassi, circa dieci di anni fa, ha trasportato il cliché del moderno “romano de Roma” nel teatro, scrivendo Coatto Unico, un monologo nato da un paio di canzoni da lui scritte, diventate poi uno spettacolo teatrale.
In scena il 9, 16 e 23 marzo al Teatro Vittoria, il coatto di Tirabassi si differenzia però da quello di Verdone per l’accezione del termine; per il primo, infatti, coatto è inteso nel significato italiano, cioè “costretto”.
Nello spettacolo, dunque, si parla di coloro che non sono mai usciti dalle mura rassicuranti dei propri quartieri e province, descritti con un recitato piuttosto che con i suoni del blues, dello stornello e del rap. Nello e Rufetto, maldestri ed esilaranti rapinatori, affiancano “il tossico” che ironizza sulle difficoltà del quotidiano e il padre che risponde alle curiosità imbarazzanti del figlio; personaggi comuni, dunque, che, però, hanno dalla loro la simpatia verbale del romano doc.
Con Tirabassi, anche Daniele Ercoli al contrabbasso e Giovanni Lo Cascio alle percussioni.
Il ricavato delle serate andrà all’associazione Contro il Cancro con Amore Onlus.

9, 16 e 23 marzo
Coatto Unico…senza intervallo
Di e con Giorgio Tirabassi
Teatro Vittoria
Piazza Santa Maria Liberatrice, 10
Ore 21.00
Biglietti: dai 22 € ai 27 €
Infoline: 06.5740170

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 6-12.03.2009-

L'Accademia Bizantina al Teatro Olimpico

Il 12 marzo, grazie alla collaborazione dell’Accademia Filarmonica Romana con l’Istituto Italiano Vivaldi e la Fondazione Giorgio Cini, nell’ambito del progetto La Musica da Camera, l’Accademia Bizantina, diretta da Ottavio Dantone, suonerà al Teatro Olimpico in un repertorio tutto dedicato a Vivaldi.
In programma però non le notissime arie delle Quattro Stagioni, bensì sette concerti del compositore veneziano tratti da L’estro armonico -una raccolta di dodici concerti per violini solisti ed orchestra d’archi-, che furono alla base di alcune trascrizioni di Bach per clavicembalo.
Tra le esecuzioni previste, particolare importanza ha quella del sesto Concerto, l’RV 356, che si caratterizza per il suo accompagnamento particolarmente complesso; oltre agli estratti da L’estro armonico, a chiusura della prima parte e in apertura della seconda, inoltre, anche il Concerto in re minore per violino, organo, archi e clavicembalo RV 541 e il Concerto in re minore per violoncello e archi RV 505, tra i primissimi esempi della sua produzione di concerti scritti espressamente per uno strumento.
L’esecuzione dell’Accademia Bizantina si caratterizza infine anche per l’intento dell’ensemble: coniugare la ricerca filologica e lo studio della prassi esecutiva sugli strumenti originali, attraverso un’attenta lettura della partitura, nel rispetto della tradizione cameristica italiana. Nata nel 1983, infatti, l’Accademia Bizantina vanta la direzione musicale del Maestro Dantone, che per il suo costante ed approfondito studio della musica antica si è guadagnato una stima ed un prestigio internazionale.

12 marzo
Accademia Bizantina
Musiche di Antonio Vivaldi
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Ore 21.00
Biglietti: dai 20 € ai 30 €
Infoline: 06. 3265991

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 6-12.02.2009-

Edoardo Vienello e la sua Romàntìca

Quarto appuntamento con Romàntìca. Accenti sulle storie di Roma/Spettacolo di parole e note, organizzato dal Comune di Roma, ACEA Spa e Zetema, per l’8 marzo, al Teatro Tor Bella Monaca.
Durante la giornata dedicata alle donne, sarà protagonista un uomo che ha fatto sognare una generazione -quella dei mitici Anni ‘50 e ’60- con le sue canzoni: Edoardo Vianello; a lui il compito di parlare delle fontane di Roma, spiegando, con musiche ed immagini inedite, il ruolo strategico degli acquedotti nel trionfo della Roma imperiale.
Scopo di Romàntìca è coinvolgere artisti provenienti dai diversi campi culturali nell’esposizione e trattazione di quella che era la Roma antica, attraverso gli scritti inediti di Patrizia Cavalieri e la partecipazione di Umberto Broccoli nella doppia veste di Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune e conduttore degli eventi.
La manifestazione, iniziata l’ 8 febbraio, proseguirà fino al 19 aprile, coinvolgendo la domenica mattina il pubblico in spettacoli presso spazi teatrali della periferia e del centro; dopo Franco Battiato, Mario Monicelli e Uto Ughi, ora è la volta di Vianello, quindi sarà quella di Tosca (il 5 aprile) e di Gigi Proietti (il 19 aprile), che concluderà questo omaggio alla città e alla sua storia al Teatro Valle, raccontando aneddoti e rime che hanno fatto il mito della città.

8 marzo
Per
Romàntìca. Accenti sulle storie di Roma/Spettacolo di parole e note: Edoardo Vianello
Teatro Tor Bella Monaca
Via Bruno Cirino (angolo di Viale Duilio Cambellotti e Via di Tor Bella Monaca)
Ore 11.30
Biglietto: 2 € fino ad esaurimento posti
Infoline: 060608 / 06.2010579

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 6-12.02.2009-

27 febbraio 2009

Moondog

Anni Sessanta. Tra la 52esima e la 54esima strada di New York, all’angolo con la 5° Avenue. Un uomo esce da uno dei molti jazz club che affollano quella che semplicemente viene chiamata “the street”; si imbatte, girato l’angolo, in Louis T. Hardin, meglio noto da quelle parti come Moondog, un uomo alto, spesso appoggiato ad un muro o un lampione.
Moondog recita sue composizioni, suona musiche che sembrano provenire da un’altra dimensione; i musicisti della vicina Carnegie Hall si fermano stupiti ad ascoltarlo. Di curioso, lui, ha solo quell’elmo da vichingo e gli abiti propri di un novello dio Thor; suona strumenti di fortuna (come il “dente del drago” e la “trimba”) e distribuisce sue poesie su volantini ciclostilati.
Ma non è un matto; è bensì un’icona della musica minimalista del XX secolo.
A dieci anni dalla sua morte, Fondazione Musica per Roma lo ricorda il 4 marzo all’Auditorium Parco della Musica, attraverso una video-intervista rilasciata da Philip Glass, uno dei maggiori compositori del secolo scorso, così influenzato dal genio di Moondog dal dichiarare di avere imparato più da lui che alla Julliard. Ad accompagnare le parole di Glass, la musica di Moondog suonata dalla PMJO di Maurizio Giammarco; amato infatti da geni della musica come Stravinskij e Charlie Parker, Moondog ha inciso diversi album.
Cieco dall’età di 17 anni per un’esplosione nella sua fattoria del Kansas, il giovane Louis si diploma ad una scuola per non vedenti in pianoforte, violino, organo e canto ed inizia a scrivere la sua musica in braille, avvalendosi di strumenti di fortuna da lui creati. Trasferitosi nella Grande Mela diventa uno degli artisti di strada più rinomati ed influenti di quegli anni; Toscanini, Bob Dylan e Janis Joplin rendono tributi alla sua musica.
Ora il Vichingo di New York arriva a Roma; lasciamoci incantare.

4 marzo
Moondog Il vichingo della Sesta Avenue
Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi
Via P. de Coubertin, 34
Ore 21.00
Biglietto unico: 15 €
Infoline: 06. 80241281

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.02-05.03.2009-

Con La Commare Secca o si ride o si muore!

Se è vero, come si dice a Roma, che a chi tocca n'se'ngrugna, davanti alla morte qualche ripensamento lo si ha. Dopo un lutto familiare, per esorcizzare l'evento in sé, Claudio Fabi ha composto una poesia, che è poi diventata la base di La Commare Secca, una commedia in due atti, in scena dal 3 all'8 marzo al Teatro dell'Angelo.
Quale scongiuro migliore, allora, che la comicità tutta romana, genuina e un pò coatta, tanto per restare nel gergo romanesco?
Senza volgarità, ma piuttosto sfruttando l'ironia e la voglia di giocare anche su argomenti delicati come la morte, ecco dunque la commare secca che non riesce a svolgere il suo "lavoro", osteggiata dagli altri protagonisti della storia. Lo sfortunato prescelto dalla Signora è infatti un bambino trasteverino bruttino e malaticcio, che ha però alle spalle una famiglia che lo difende strenuamente facendosi beffe della Morte; se morire è una cosa naturale e bisogna imparare a conviverci, non si può tuttavia dimenticare il bello della vita e del vivere. Per il romano specialmente, poi, questo è un imperativo.
Il risultato è una sorta di Rugantino, in cui la comicità romanesca è impreziosita dalle canzoni scritte da Virgine Morrea, sulla musica di Silla Foresi ed Angelo Signoracci.

Dal 3 all'8 marzo
La Commare Secca, di Claudio Fabi
Teatro dell'Angelo
Via Simone de Saint Bon, 19
Spettacoli dal martedi al sabato ore 21.00; domenica ore 17.30; lunedi riposo
Biglietti: dai 13 € ai 15 €
Infoline: Annamaria Gargottich 335.8155588

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.02-05.03.2009-

Selvaggia-mente...Classica!

La musica alla Sapienza


L'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, diretta da Kazushi Ono, approda all'Università La Sapienza per un concerto che si tiene domani, 28 febbraio, alle 17.30, in Aula Magna.
In programma, l'esecuzione della Quinta Sinfonia di Mahler e, in prima assoluta italiana, un brano della finlandese Saariaho, Cinq Reflets de l'Amour de Lion, un ciclo sinfonico-vocale tratto dall'opera lirica L'Amour de Lion.
Se con la Sinfonia n. 5 di Mahler si potrà apprezzare la carica espressiva dell'Orchestra del Teatro dell'Opera, con il brano della Saariaho, invece, il soprano tedesco Caroline Stein ed il baritono Otto Katzameier saranno i protagonisti.

28 febbraio
Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma
Kazushi Ono, direttore
Otto Katzameier, baritono
Musiche di Mahler e di Saariaho
Aula Magna dell'Università La Sapienza di Roma
Piazzale Aldo Moro, 5
Ore 17.30
Biglietti: dai 15 € ai 25 €; giovani fino ai 30 anni, 8 €

L'Orchestra Sinfonica di Roma all'Auditorium Conciliazione
























Prosegue la collaborazione tra l'Orchestra Sinfonica di Roma e l'Auditorium Conciliazione: per il 1 e 2 marzo, dunque, è in programma un concerto dedicato a Beethoven e Dvorak, con la direzione di Jan Latham Koening. Al pianoforte per l'esecuzione di una delle più belle pagine scritte da Beethoven -il Concerto n. 5 op. 73 per pianoforte ed orchestra, detto L'Imperatore-, l'olandese Ronald Brautigam; di Dvorak, invece, verrà eseguita la Sinfonia n. 3, in cui il compositore ceco si distacca per la prima volta dal modello beethoviano, influenzato piuttosto dalla musica di Wagner e Liszt.

1 e 2 marzo
Orchestra Sinfonica di Roma
Jan Latham Koening, direttore
Ronald Brautigam, pianoforte
Musiche di Beethoven e Dvorak
Domenica ore 17.30, lunedi ore 20.30
Biglietti: intero 15 €, ridotto 7 €
Infoline: 06.66150365

Al Palladium la Roma Tre Orchestra

Secondo dei cinque appuntamenti della stagione 2009, la Roma Tre Orchestra si esibirà il 4 marzo al Teatro Palladium. Nata nel 2001 come strumento primario per la promozione e la diffusione della cultura musicale nell'università, la Roma Tre Orchestra -diretta da Pietro Mianiti dal 2005- eseguirà musiche di Takemitsu (il Requiem per archi), Solbiati (i Sette Pezzi per orchestra d'archi) e Brahms (il Quintetto per clarinetto ed archi trascritto per viola e orchestra d'archi). Gabriele Croci sarà la viola solista.

4 marzo
Roma Tre Orchestra
Pietro Mianiti, direttore
Gabriele Croci, viola solista
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano, 8
Ore 20.30
Biglietto unico: 10 €
Infoline: 06.57332768

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.02-05.03.2009-

Le Futuriste raccontate da Giancarlo Carpi


All’interno delle manifestazioni di Futuroma, il 5 marzo viene presentato alla Casa delle Letterature il libro Futuriste. Letteratura, Arte, Vita, di Giancarlo Carpi, edito da Castelvecchi.
Oltre all’autore, saranno presenti Barbara Alberti, Ester Coen, Daria Galateria ed Andrea Gareffi, che approfondiranno l’importante apporto delle donne nel movimento futurista, sebbene sia nota la tendenziale misoginia dei suoi esponenti.
Il testo di Carpi è non solo un’antologia, ma anche un’iconografia e una raccolta di scritti di ordine critico e teorico suddivisa in sette sezioni cronologiche; la visione multidisciplinare di questa avanguardia ha trovato nelle donne -a partire da Valentine de Saint-Point, prima personalità femminile del Futurismo, per arrivare alla moglie dello stesso Marinetti, Benedetta- un terreno così fertile da rendere il Futurismo, nonostante il disprezzo per loro proclamato, come il movimento col maggiore apporto femminile, liberando l’eros, il desiderio e la creatività.

5 marzo
Presentazione del libro Futuriste. Letteratura, Arte, Vita, di Giancarlo Carpi
Casa delle Letterature
Piazza dell’Orologio, 3
Ore 17.30
Ingresso libero

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.02-05.03.2009-

La Macedonia della Kocani Orkestar

I macedoni Kocani Orkestar sono i protagonisti del concerto del 28 febbraio all’Auditorium Parco della Musica.
Ensemble aperto, in continua mutazione, la Kocani Orkestar è una delle più apprezzate fanfare balcaniche, portatrice di suoni dell’est sapientemente mixati con le sonorità più commerciali del rock, del pop e della surf music, che creano innovative sonorità est-mediterranee.
11 gli artisti della Orkestar che si si ebisicono a Roma, cui si devono aggiungere come special guest Uri Kinrot (batteria) e Vincent Kenis (chitarre elettriche); per l’occasione viene presentato il progetto The Ravished Bride, in cui le barriere musicali sono state abilmente abbattute per dar vita ad un nuovo pop molto affascinante.
L’Orkestar prende il nome da una città macedone a pochi chilometri dalla frontiera bulgara, Kocani, densamente popolata dalla comunità tzigana; la diversa provenienza dei membri della comunità ha aumentato la già naturale predisposizione degli zingari a fondere le molteplici radici culturali, gli usi e i costumi dei luoghi attraversati fino ad allora. Nella Kocani Orkestar si ritrovano così elementi della cultura turca, influenze serbe e rumane, elementi propri della vicina Bulgaria; loro peculiarità -come, a dire il vero, di tutti gli strumentisti zingari- è l’assenza di una musica scritta e di una conoscenza delle note. Non vi sono partiture, e pochi sono i musicisti che conoscono la musica; il saper suonare uno strumento è cosa da realizzare basandosi sul proprio orecchio musicale e da trasmettere da padre in figlio, senza altri ausilii.
Ne deriva un concerto d’improvvisazione, in cui l’istinto musicale detta le regole ed i ritmi dell’esecuzione; la brass band ricrea una magia e un fascino raramente riscontrabili, produce un rock bacanico e mutante. Imperdibili.

28 febbraio
Kocani Orkestar
Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 34
Ore 21.00
Biglietto unico: 15 €
Infoline: 06.80241281

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.02-05.03.2009-

Per Romàntica c'è Uto Ughi

Il 1° marzo, alle 11.30, terzo appuntamento di Romàntica. Accenti sulle Storie di Roma/spettacolo di parole e note, rassegna di Umberto Broccoli e Patrizia Cavalieri promossa dal Comune di Roma e Zetema, che durerà fino al 19 aprile.
Protagonista è il violinista Uto Ughi, che come gli altri artisti coinvolti nella rassegna, attraverso le note e le parole racconterà il suo rapporto con Roma antica, per poter così poi degnamente celebrare il Natale di Roma del 21 aprile.
Le musiche suonate col suo Guarnieri del Gesù del 1744 spazieranno da Tartini a Beethoven, da Brahms a Dvorak a Paganini, e sarà accompagnato al pianoforte dal Maestro Grisanti.


1marzo
Uto Ughi per Romàntica
Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli
Via P. de Coubertin, 34
Ore 11.30
Ingresso: 2 € fino ad esaurimento postiInfoline: 060608

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 27.02-05.03.2009-