18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


13 marzo 2009

A teatro è arrivato Zampanò!

Era il 1954 e dall'accoppiata Federico Fellini-Tullio Pinelli nacque un capolavoro cinematografico che due anni dopo avrebbe vinto l'Oscar come miglior film straniero: La strada
Un film agrodolce, in cui il cattivo ed insensibile Zampanò, saltimbanco girovago, acquista come compagna di lavoro e viaggio la dolce ed ingenua Gelsomina trattandola come fosse un oggetto. I due girovaghi artisti entrano poi in un circo, dove Gelsomina incontra il Matto, giovane acrobata che le restituisce fiducia in se stessa, ucciso brutalmente per gelosia dal feroce Zampanò. Gelsomina, che ha assistito al delitto, si chiude nel dolore e diventa pazza, mentre Zampanò decide di proseguire il suo girovagare senza di lei. 
Solo anni dopo, saputo della morte di Gelsomina, il freddo cuore di Zampanò si scioglie in rimorsi e lacrime, rimpiangendo il candore e la tenerezza di quella giovane fanciulla. 
Da quel lavoro, Pinelli e Bernardino Zapponi ne fecero un adattamento teatrale, portato ora in scena dal 17 al 29 marzo da Massimo Venturiello (che ne è anche il regista) e Tosca al Teatro Valle. Al lavoro originale, si è poi aggiunta la costruzione di una tessitura musicale e canora, con le musiche di Germano Mazzocchetti e i testi di Venturiello e Nicola Fano. 
Non una mera emulazione del capolavoro cinematografico, dunque, ma una sua rielaborazione d'autore, che si pone, senza volersi confrontare col film, in una dimensione poetica a sè stante; la difficoltà d'ascoltarsi delle persone è alla base delle cattiverie tra gli uomini, spinti dalla ricerca disperata del sostentamento ad oltrepassare il confine della dignità e del rispetto verso l'altro.

Dal 17 al 29 marzo
La strada
Teatro Valle
Via del Melone, 21
Tutte le sere ore 20.45; martedi 24 marzo ore 19.00; la domenica e mercoledi 25 marzo ore 16.45
Biglietti: dai 16 € ai 30 €
Infoline: 06.68803794

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 13-19.03.2009-

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