Selvaggia-mente facendo..
L'ultimo movimento cinecoreografico del Teatro Vascello

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole. (Pablo Picasso)
Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!
L'ultimo movimento cinecoreografico del Teatro Vascello

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La Boheme in forma semiscenica dell'Orchestra Le Muse


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Dalla trincea alla piazza. L'irruzione dei giovani nel Novecento europeo è il tema della edizione 2008 della Settimana della Storia, curata dal dott. Luca Giansanti e dal dott. Roberto Bonuglia, ricercatori in Storia Contemporanea della facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza. 
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Brunello Baroque Experience

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La Somnambule che ha ispirato Bellini
Dall’8 al 14 novembre è in scena al Teatro Nazionale La Somnambule, con musica di Ferdinand Hérold.
Con il nuovo allestimento del Teatro dell’Opera, la regia di Beppe Menegatti e le coreografie di Luciano Cannito, l’Orchestra ed il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera ci portano in un villaggio della Provenza, dove la giovane Thérèse provoca uno scandalo comparendo nel cuore della notte nella stanza degli ospiti di una locanda, vestita degli abiti da camera, provocando il ripudio del suo fidanzato.
Tuttavia, la sua apparizione sui tetti, con la medesima mise ed in evidente stato di sonnambulismo, porta al lieto fine tra i due giovani.
Nata come opera teatrale di Eugène Scribe, fu trasformata in balletto nel 1827 da Jean-Pierre Aumer, per diventare poi ispirazione di Vincenzo Bellini per la sua opera omonima; le successive coreografie del balletto sono stata create da Marius Petipa e George Balnchine.
Dall’8 al 14 novembre
La Somnambule
Teatro Nazionale
Via del Viminale, 51
8, 11 e 14 novembre ore 20.30
9 novembre ore 16.30
12 e 13 novembre ore 11.00 per le scuole
Biglietti: 23 €
Infoline: 06.48160255
Gli eventi noir del Teatro Sala Uno
Triplice appuntamento con la danza al Teatro Sala Uno per la rassegna Eventi Noir.
In scena il 12 novembre, Omaggio a Jean Fautrier, di e con Flavio Arcangeli. La domanda che si pone il regista-ballerino è se si possano produrre atti creativi anche in una società in cui esistono campi di sterminio, genocidi e bombe atomiche; per Fautrier, pittore della crisi, la materia è realtà esistenziale, capace di trattenere le sensazioni più labili e profonde dell’essere. Arcangeli, dunque, traspone questo dialogo con il proprio incoscio nel rapporto che ha il corpo con la memoria, che lo rende materia plasmabile e satura di esperienze.
Il secondo evento noir della rassegna è invece un assolo di danza butoh, I capelli della santa, di Samantha Marenzi, che, indagando su quelle donne divenute con gli anni simbolo di molte, si è soffermata su due tra le figure più complete per capacità d’amare e potenza di determinazione della storia: Fatima, figlia del profeta Maometto, e A’isha, la più giovane tra le sue mogli. Due donne che potevano solo scegliere tra l’esser madri o sante.
Ultimo appuntamento della settimana è, infine, ECO, inteso come risonanza di una motivazione e di un passaggio interiore che riporta al nikutai giapponese. Lo spazio ed il tempo interiore da rispettare, diverso per ogni essere umano, risonanza di una consapevolezza. In scena, Alessandra Cristiani su musiche di Claudio Moneta.
12 novembre: Omaggio a Jean Fautrier
Ore 21.00
13 novembre: I capelli della santa
Ore 19.00
13 novembre: ECO
Ore 21.00
Teatro Sala Uno
Piazza di Porta san Giovanni, 10
Biglietti: 15 € intero, 12 € ridotto
Infoline: 06.7009329
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 7-14.11.2008-
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Uno dei comici più amati a Roma torna al Teatro Olimpico dall’11 novembre al 7 dicembre con Cari amici miei..come giochi, giochi male! Lui è Maurizio Battista, ex barista con un senso comico molto spiccato, approdato in tv più di dieci anni fa e noto al grande pubblico per la partecipazione a Colorado Cafè.
Dopo il successo della scorsa stagione di Faccio tutto da solo…dalla A alla L, Battista torna con un inedito one man show, da lui scritto e dedicato ai pregi dell’Italia, perché non è solo terra di camorra, mafia e malapolitica, ma piuttosto di grande potenzialità ed eccellenze. 
Cari amici miei…come giochi, giochi male! è il tuo nuovo spettacolo..tre aggettivi per descriverlo?
Tre è difficile! Sicuramente però vi posso dire che è uno spettacolo intelligente, divertente..e siccome sono presuntuoso, avvincente!
Nella locandina dello spettacolo c’è un asso di spade del mazzo di carte, con te aggrovigliato intorno alla spada; hai sempre avuto locandine colorate ed attrattive, ma questa volta l’asso di spade perché?
Per tre ragioni: la prima è perché col tempo sono diventato un asso della comicità, la seconda perché è la mia carta preferita -del resto bisogna sempre avere un asso nella manica!- e poi perché, in un mondo di scartine (e qui i romani sanno che voglio dire!), almeno quattro assi ci vogliono!
In attesa che trovi gli altri tre assi necessari a fare poker, Battista ci spiega come, più che prender di mira i vizi degli italiani, ha piuttosto voluto esaltare le virtù del Bel Paese e dei suoi figli, toccando vari argomenti, dall’economia al teatro, da Trilussa alle strisce blu.
Se in una rivelazione statistica, alla domanda “Sei contento dell’Italia?” l’85 % ti risponde di sì, il 43% di no e il 12 % è in forse, il conto totale della percentuale non torna, per cui c’è qualcosa che non va! Invidio tutti i politici; gli italiani sono un popolaccio, difficile da amministrare; eppure loro si impegnano quanto meno a provare a mettere un po’ d’ordine!
Parlare benissimo dell’Italia, dunque, ma benino degli italiani sembra essere il canovaccio di questo spettacolo; stare per un mese in cartellone con uno spettacolo comico ti risulta faticoso?
Assolutamente no! È faticoso se lo si fa come un lavoro, un obbligo da svolgere per guadagnare. Per me invece è un piacere, una missione. Senza contare che chi non è divertente nella vita, non riesce ad esserlo nemmeno sul palco, e sicuramente non per un lungo periodo..ma non è il mio caso, come ho già detto prima, io sono un asso della comicità!
Cari amici miei…come giochi, giochi male!
Dall’11 novembre al 7 dicembre
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Ore 21.00, domenica solo pomeridiana ore 18.00
Biglietti: dai 15 € ai 31 €
Infoline: 06.3265991
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 7-14.11.2008-
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In programma per il 10 novembre, presso il teatro Studio
dell’Auditorium, un concerto assolutamente imperdibile, organizzato in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura: i danzatori e l’orchestra Ichihimegagaku di Kyoto.
La loro è una musica raffinata, elegante, come del resto sta a significare la traduzione letterale del genere a cui appartiene, il gagaku.
Nato dalla fusione di elementi della musica d’intrattenimento cinese, di quella usata nelle celebrazioni annuali shintoiste e della musica manciuriana nota come komagaku, il gagaku ha una storia millenaria; se inizialmente veniva usata come musica ufficiale e pubblica, in epoca Heian -in parallelo con il fallimento dello Stato centralizzato e burocratico di stampo cinese- essa divenne piuttosto la musica della ristretta aristocrazia di corte. Fu solo a partire dagli anni Sessanta del ‘900 -con la sconfitta giapponese nella Seconda Guerra Mondiale e la desacralizzazione della figura dell’imperatore- che il gagaku tornò ad avere diffusione anche tra il grande pubblico, grazie al distacco dei musicisti gagaku dalla Corte Imperiale e all’avvio di una produzione autonoma.
Attualmente, il gagaku viene realizzato in due modi: come kangen, cioè come concerto di musica per fiati, corde e percussioni, o come bugaku, con musica e danza senza strumenti a corda.
Proprio al bugaku appartiene l’arte dell’Orchestra di Kyoto, che accosta al repertorio della tradizione le musiche nuove del Giappone contemporaneo; non a caso, in programma nel concerto, verrà eseguito, oltre a tre brani della tradizione del gagaku della Corte Imperiale Giapponese, anche Shuteiga (Nel giardino d’autunno), del Maestro Toru Takemitsu, timbricamente tra le più originali del gagaku contemporaneo.
Sia i costumi che gli strumenti utilizzati nello spettacolo appartengono alla tradizione; tra questi, dunque, si avrà la possibilità di ammirare il ryûteki, l’hichiriki e lo shô, strumenti a fiato che si differenziano tra loro nell’esecuzione musicale; mentre i primi due, infatti, eseguono in eterofonia la melodia, il terzo produce invece una sequenza di accordi prolungati. Oltre agli strumenti a fiato, infine, anche il kakko, il taiko e lo shôko, strumenti a percussione da suonarsi secondo metodologie rigorose e differenti.
10 novembre
Gagaku – Musica della Corte Imperiale Giapponese
Danzatori e Orchestra Ichihimegagaku di Kyoto
Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio
Via P. de Coubertin, 30
Ore 21.00
Biglietto unico: 15 €Infoline: 06.8082058
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 7-14.11.2008-
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