18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


19 ottobre 2007

Cocciante, lo Zeffirelli del musical: Giulietta e Romeo

Alle 21.30 si spengono le luci e un telo viene calato sul palco. Sul fondo si delinea pian piano l’immagine di una città, Verona, al chiarore della sera.
Entra un ragazzo, Mercuzio. Ed inizia la poesia nella poesia.
E’ l’incipit di Giulietta e Romeo di Riccardo Cocciante, che ha debuttato ieri sera al Gran Teatro, dove resterà fino al 4 novembre.
La poesia di Shakespeare si è in questo caso sposata con quella proveniente dal concetto di moderna rappresentazione artistica: due ore intense di spettacolo durante le quali non solo i bambini possono restare a bocca aperta.
Se i testi appositamente scritti da Pasquale Panella risultano a volte molto banali -specie nella scena in cui muore Giulietta-, le musiche di Cocciante fanno prevedere un successo eguagliabile a quello avuto da Notre Dame de Paris. Sebbene a volte ripetitive, infatti, le canzoni e le melodie si susseguono in modo incalzante, alternando suoni più melodici ad altri più duri, oltre che orecchiabili.
A rendere di certo splendido tutto il musical sono le voci dei cantanti. Per volontà di Cocciante, ogni protagonista ha imparato due ruoli per poter esser così quotidianamente intercambiabile durante la tournèe; il cast che ieri sera ha debuttato a Roma -in un teatro tutto esaurito- era composto da voci notevoli, sia per timbro che per estensione. Il Romeo interpretato dal diciassettenne Marco Vito ha addirittura fatto strabuzzare gli occhi sentendo gli acuti e le note tenute, complicate e di certo inaspettate da una voce così giovane; anche Benvolio, interpretato da Damiano Borgi, ha attirato su di sé le attenzioni della platea per il suo timbro caldo e profondo.
Gian Marco Schiaretti, invece, non solo è stato di una straordinaria bravura canora, ma ha anche dimostrato capacità e gestualità attoriali che lo hanno del tutto innalzato di una spanna rispetto ai suoi colleghi; specialmente nell’ultimo brano intonato prima di morire, Schiaretti/Mercuzio ha domato il palcoscenico come stesse facendo un one-man-show, lasciando letteralmente stupefatti gli spettatori per l’ennesima dimostrazione di bravura.
Altre due note di merito per Padre Lorenzo/Fabrizio Voghera -che per Cocciante aveva già ricoperto il ruolo di Quasimodo e di Frollo in Notre Dame de Paris- e per Silvia Querci, nutrice di Giulietta. Nei panni della bella innamorata, infine, Tania Tuccinardi, che, pur essendo brava, non poteva tuttavia competere con le straordinarietà vocali degli interpreti maschili.
Con la regia di Sergio Carruba, infine, le scenografie dinamiche di Daniele Spisa si sono rivelate funzionali alla dinamicità ed animazione delle scenografie tecniche e grafiche realizzate da Paola Ciucci, in grado di trasformare un telo ora in Verona, ora in una cripta, ora in un giardino, ora in una pioggia di petali di rosa cadenti dalle mani di putti danzanti.

-Pezzo uscito sul Quotidiano della Sera di Roma del 19/10/2007-

1 commento:

Sned ha detto...

Questi sì che sono musical! musica, teatro e grandi emozioni che riportano in vita una storia immortale come l'amore dei due giovani protagonisti. Complimenti a Cocciante e a Pannella, agli attori/cantanti e hai ballerini e un enorme GRAZIE!
http://standingbytheworld.blogspot.com