18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


12 aprile 2008

L'amante di Pinter al Teatro Petrolini

- Tullia, sei in scena al Teatro Petrolini con uno spettacolo di Harold Pinter, L'amante. Ce ne parli?
L'amante è un'apparente commedia, densa di significati di sottofondo; tragicommedia sarebbe forse l'aggettivo migliore per definirla.
Protagonisti sono Sarah e Richard, una coppia inglese sposata da anni, annoiata dalla propria vita ed orfana del significato di coppia. Oppressi dalla routine matrimoniale, capaci solo di condurre una vita finta e meccanica, inventano stratagemmi per sopravvivere, in un gioco di raffinata perversione, quasi ossessivo; la loro villetta borghese si trasforma nel teatrino della loro assurda incapacità di vivere, creando situazioni parallele e crudeli.
- E' stato difficile calarti nel personaggio di Sarah?
Si, molto. Pinter è un autore criptico e Sarah è un personaggio da mille sfaccettature. E' cento personaggi in uno. La difficoltà maggiore è dar vita a tutte le Sarah del testo, cogliendo ed interpretando nei tempi giusti i suoi repentini e vari stati d'animo. Sarah è fondamentalmente tragica; non riesce a vivere se non nella finzione. Una situazione paradossale, dunque, che prima di essere interpretata deve essere ben capita.
Quando hanno premiato Pinter nel 2005 con il Nobel per la Letteratura, la motivazione è stata che "nelle sue commedie egli scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell'oppressione". Ecco spiegata dov'è la difficoltà.
- Quando hai deciso di fare l'attrice?
In realtà è un mestiere che avrei sempre voluto fare; tuttavia, ho trovato il coraggio di farlo davvero solo sei anni fa. Fino ad allora le realtà ostili a questo desiderio mi avevano condizionato molto; poi ho deciso finalmente di mettermi in gioco ed ho iniziato a provarci. Unico mestiere non lo è ancora, ma mi auguro lo diventi in futuro, nonostante le tante difficoltà che bisogna superare per farlo diventare tale. L'importante credo sia mettersi in gioco; è quello che sto facendo.
- La tua prima volta sul palcoscenico?
La prima esperienza importante l'ho avuta  con la compagnia di Mario Scaccia, dove per due anni ho fatto tanta gavetta ed imparato moltissimo. La prima "vera" volta che sono salita su un palcoscenico importante è stata tre anni fa, a Caserta, nella Mandragola, con la compagnia di Scaccia, per l'appunto. E' stata un'enorme fortuna avere avuto questa possibilità; un'esperienza di cui sarò grata per sempre.
- Perché il teatro e non, piuttosto, la televisione o la fiction?
Non fare televisione o fiction è piuttosto una non scelta; se me lo proponessero accetterei volentieri, anche perché, ormai, se non si fanno esperienze del genere, non si ha nemmeno accesso ai grandi teatri.
La formazione di un attore in teatro è però altra cosa; lì si impara a rapportarsi con il pubblico e ad acquisire un metodo di lavoro quotidiano, oltre ad una capacità mnemonica ed interpretativa diversa.
-Progetti futuri?
Per ora questo spettacolo è oggetto della mia massima concentrazione; è una piccola produzione su cui ci siamo incentrati con Mauro [Fanoni, il coprotagonista] e Giacomo [Zito, il regista] da circa un anno. Pensiamo a questa messa in scena de L'amante come una specie di prova, che se superata vorremmo fosse per l'anno prossimo la base di un progetto piu' grande.

L'amante di Harold Pinter
Regia di Giacomo Zito
Con Tullia Daniele e Mauro Fanoni
Teatro Petrolini- Sala Fabrizi
Via Rubattino, 5 (Testaccio)
Dal 17 al 20 aprile
Tutte le sere h. 21.00
Biglietto intero 14 €, ridotto 11 €
Infoline: 06.5757488

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 12-19.04.2008-

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