18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


03 luglio 2007

Sacchi di tela al grand hotel

Dall'aia, dal fienile, dalla campagna a uno degli hotel più prestigiosi di Roma, i sacchi dei contadini fanno strada. L'Hotel de Russie di via del Babuino prosegue la sua recente ma interessante tradizione espositiva con un'esposizione che ha come oggetto principale proprio i sacchi, i sacchi di tela che nel mondo contadino sono entrati in crisi soltanto con il celophane, e adesso vengono trasportati in un tempio del lusso.
Resterà visibile fino al 31 luglio, nei corridoi che portano dalla hall al Bar Stravinskij dell'hotel, la mostra personale di Sandro Mazzucato, "Libera tela", inaugurata ieri sera alla presenza dell'artista e dei curatori della galleria One Piece Contemporary Art di Roma.
I lavori di Mazzucato accompagnano il visitatore fino al chiostro interno, in un passaggio dalla chiara tela da sacco che ammonisce con un "PENSO" chi inizia da lì il proprio percorso nel suo racconto visivo, fino ad arrivare all'uso più complesso della tela stessa e di altre sostanze.
L'artista, infatti, impiega come elemento fondamentale delle sue opere la materia prima dei contenitori contadini, plasmata e modellata come un semplice ritaglio di stoffa piuttosto che come làscito dei bagagli di un viaggio. La stoffa è uno spazio, non un limite: Mazzucato vi aggiunge colori, scritte, ritagli e frammenti di quella stessa terra di cui spesso la tela si riempe.
Quasi tutte le creazioni di Sandro Mazzucato si caratterizzano per l'assenza di chiodi e di cornici intorno alle tele, come a volere impedire qualsiasi costrizione delle opere e della materia da cui derivano, sebbene essa sia, ironicamente, nata proprio per contenere un qualcosa.
La voglia dell'artista di non essere fermato e contenuto traspare forse di più, tra la ventina di opere esposte, nel "Guerriero", figura di un uomo che sembra imprigionato sotto un sacco di iuta dal quale cerca affannosamente di liberarsi, con gli occhi chiusi e i denti stretti.
Una ricerca di libertà che è stata concretizzata, del resto, anche nel nome dato al suo vernissage.
Gli elementi usati dall'artista sono balisari: legno, tela, colla, plastica, acqua. Il lavoro per renderli vivi è da artigiano, fatto di pazienza, come si volesse dar vita a delle sculture.
Infine, l'uso dell'oro, anch'esso elemento che nasce da pietre ma duttile e prezioso.
Il contrasto, nelle opere, tra la povertà dei sacchi e la ricchezza di questo metallo è solo apparente; tutte le materie, infatti, sono ideate per essere plasmate e lavorate a piacimento, usando acqua e fuoco, manualità e teoria. Il valutare la ricchezza o meno di una qualcosa è spesso arbitrario; ciò che viene oggi considerato banalmente pietra, domani potrebbe essere rivalutato, in un gioco infinito al dualismo.
Ecco perchè l'oro si mescola e si fonde qui con il resto delle "povertà"; nell'unione, del resto, sta la ricchezza del tutto. Compresa la libertà.

-Pezzo uscito il 03/07/2007 sul Quotidiano della Sera di Roma-

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