18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


02 luglio 2007

100 Años Compay

Per commemorare i cent'anni della nascita di Compay Segundo, il più celebre musicista cubano al mondo, scomparso qualche anno fa, il Festival Cosmophonies di Ostia Antica ha ospitato il Grupo Compay Segundo lo scorso 29 giugno.
Formatosi dopo la scomparsa dell'artista cubano per volontà dei suoi due figli, Salvador e Basilio-, il Grupo Compay Segundo ha riproposto sotto una nuova veste le musiche della storica band latinoamericana, avvalendosi anche della preziosa collaborazione di artisti solisti e dell'Orchestra Città di Ferrara, che, con i suoi trenta elementi -diretti da Stefano Mazzoleni-, hanno fatto dello spettacolo una grande festa sudamericana.
Oltre, perciò, alle più rinomate e conosciute canzoni di Compay Segundo -che hanno anche costituito la colonna sonora e la trama del film "Buena Vista Social Club" di Wim Wenders-, nel corso della serata sono state anche proposte alcune delle più famose melodie caraibiche ("Besame mucho"di Consuelo Velàsquez e "Perfidia"), oltre a "Las Flores de la Vida", brano composto da Compay Segundo per Papa Giovanni Paolo II ed interpetato dal tenore Francesco Grollo.
L'idea di presentare al pubblico uno spettacolo in cui il Grupo suonasse insieme ad un'orchestra sinfonica è nata dalla volontà dei successori di Compay Segundo (il cui vero nome era Maximo Francisco Repilado) di rispettare le stesure originali e i ritmi tipicamente latinoamericani delle loro musiche, aggiungendo però quella maggiore forza e colore che provengono da un'orchestra sinfonica. Volendo proporre, dunque, la tradizione rinnovata da sonorità più ampie, la collaborazione di Stefano Mazzoleni e del chitarrista Massimo Scattolin sono state in tal senso fondamentali.

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