18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


23 marzo 2007

Ristorante Aurum:da Singapore, per "abituarsi" all'aldilà (o per lo meno alla sua anticamera)

Che gli asiatici siano abbastanza strambi e spesso geniali è ormai un dato di fatto per noi occidentali. Che abbiano, dal nostro punto di vista, stranezze nei costumi e nei modi di agire è altrettanto noto, come del resto dimostrato in molti e diversi campi. Non stupisce, quindi, che proprio dall'Asia -da Singapore per la precisione-, venga l'ennesima stranezza asiatica: il ristorante Aurum. Situato vicino la riva destra della zona di Clarke Quay, l'Aurum fa parte del complesso de La Clinica, un bar/ospedale/discoteca in cui i clienti sono serviti da cameriere vestite da infermiere. La stranezza nella stranezza, dunque. Ma non è finita qui.
Aurum, che in latino vuol dire "oro", è una struttura in cui, per l'appunto, tutti gli oggetti d'arredo sono patinati d'oro; ma la stravaganza del luogo non è certamente dettata da così poco, bensì dalla struttura generale del ristorante, partendo dalle suppellettili per finire al menù. Si mangia, infatti, su tavoli d'obitorio, "comodamente" seduti su sedie a rotelle totalmente dorate, gustando piatti che mixano la cucina "tradizionale" con gli esperimenti dei laboratori chimici.
Usando, infatti, idrogeno liquido, siringhe, gas di varia natura ed attrezzi da cucina presi in prestito direttamente dai laboratori scientifici, ogni giorno i clienti del ristorante possono gustare 13 piatti diversi, tutti ideati e realizzati mixando le tecniche di cui sopra, dando così origine a quella che viene comunemente chiamata "gastronomia molecolare".
Tra gli chef, non solo le migliori forchette segnalate dalla guida Michelin, ma anche i cuochi internazionali che hanno ricevuto i maggiori riconoscimenti del campo -tra cui spiccano Edward Voon e Paco Roncero, discepolo di Ferran Andria, avanguardista spagnolo-, pronti a soddisfare le voglie del palato di circa sessanta commensali.



Il direttore artistico de La Clinica, Clement Lee, ha affermato che la sua visione di questo luogo è stata ispirata dall'artista inglese Damien Hirst, di cui sono esposte all'interno circa 15 opere. Disposto su 15.000 piedi quadrati di spazio, La Clinica è un labirinto di stanze, ognuna collegata con l'altra, su uno spazio diviso su due piani. La pianta del locale -visibile online al sito www.theclinic.sg/index.html - è rappresentata da pasticche di varia manifattura, colore e tipologia, che vanno ad identificare i diversi ambienti; al primo piano, dunque, dall’ingresso (raffigurato nella planimetria da una banale aspirina), si può scegliere se dirigersi verso il Morphin -una delle due discoteche-, l’Antrax -uno dei bar principali-, la Caffein -o stanza concettuale-, o la Traffic Pill, luogo di transito per il Sarin (la stanza delle coppie), il Cianyde -altra concept room-, piuttosto che per il lounge Amino. Da qui, infine, si può anche andare alla Dispensary, ossia la zona riservata al merchandising.
Al secondo piano, invece, si può scegliere se andare all’ampio ristorante-night club Aurum, oppure nella stanza privata Phobia, al bar Insanity o nella stanza "dedicata alle ragazze", la Delusion; il Delirium, infine, costituisce il vip bar.
Nella sezione online dedicata alla presentazione dei drinks che si possono gustare qui, l'home page si apre con una scritta propiziatoria:“il tuo ultimo sorso”, con tanto di fotografia che rappresenta una sacca di sangue attaccata a mò di flebo, con su scritto: “sex on a drip”,vale a dire uno dei cocktail presenti nel menù. Fra le altre bevande disponibili, infine, anche il “nitrosangrìa" o lo "spray margarita” oltre a , naturalmente, pasticche al wisky. Argomento non toccato, invece, quello del costo dei servizi offerti da La Clinica; laddove questo dovesse provocare salassi, però, almeno saprebbero già dove "sistemare" la vittima di turno. Augurandosi, tuttavia, che i commensali non la scambino per un prelibato piatto della loro particolare cucina..

1 commento:

Towa ha detto...

complimenti! proprio un bel blog!
se vuoi fai anche un salto nel mio... che è nuovo nuovo ma migliorerà!