18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


16 febbraio 2008

Un grande grido d'amore al Teatro Italia

Io, Gigì e Hugo. Così ho passato il mio San Valentino.
No, non è un triangolo amoroso che in epoca di modernizzazione dei costumi è lecito celebrare tutti insieme appassionatamente durante la festa degli innamorati. Gigì e Hugo sono semplicemente, invece, i protagonisti di “Un grande grido d’amore”, commedia di Josiane Balasko, in scena fino al 24 febbraio al Teatro Italia.
Nei panni di Hugo Martial, Pietro Longhi, in quelli di Gigì Ortega Pamela Villoresi, mentre Stefano Antonucci è Leone e Gabriella Silvestri è Gabry. La storia è un dipanarsi esilarante di situazioni generate dall’incontro, dopo molti anni, di Gigì ed Hugo, un tempo e per dodici anni amanti nella vita, oltre che coppia d’attori famosi. Il forfait all’ultimo minuto della co-protagonista femminile di uno spettacolo dal titolo, appunto, “Un grande grido d’amore”, richiede l’immediata sua sostituzione; la genialità cinica della di lui agente, Gabry, permette tuttavia che si trovi quanto prima una sostituta: Gigì, per l’appunto.
Convinta che l’avvenimento porterà rinnovato successo ad entrambi gli attori, oltre che enorme pubblicità, dunque, Gabry escogita una serie di sotterfugi con cui riesce nell’intento. Ma l’incontro tra i due ex amanti-colleghi non è affatto facile; dopo anni di lontananza in cui lui ha cercato di mantenere vivo l’antico splendore della sua fama e lei si è disintossicata dall’alcool e dall’amore per lui, solo l’abilità ruffiana di Gabry riuscirà in quello che sulla carta è un riavvicinamento impossibile. Almeno fin quando entrambi non scoprono l’inganno dietro questo revival; ma a quel punto, l’antico affiatamento è già tornato a galla ed entrambi decidono, allegramente, di riprendere da dove avevano lasciato.
Tra battibecchi, recriminazioni, dolorosi ricordi ed ironiche prese in giro, la commedia diretta da Maurizio Panici scorre piacevolmente nelle sue quasi due ore di durata. Bravissimi tutti e quattro i protagonisti, ognuno perfettamente adeguato al ruolo chiamato a ricoprire; se Gabri deve essere sofisticata sorniona, moderna ruffiana e menefreghista agente di un attore, Leone è un regista, non proprio di successo, amico della vecchia coppia d’attori, che si trova vittima della situazione tra i due, ora come comico intruso, ora come capro espiatorio delle situazioni che man mano si creano.
Un plot divertente, un ritmo incalzante ed un’ironia sottile e pungente sono gli ingredienti dello spettacolo; senza battute banali piuttosto che scontate, la Balasko crea teatro nel teatro, dando vita ad una deliziosa commedia dei nostri giorni.

Un grande grido d'amore
Fino al 24 febbraio
Teatro Italia
Via Bari 18
Info: 06.44239286

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 16-22.02.08-

Nessun commento: