18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


29 agosto 2007

New York, New York

Ora locale: 01.10 del mattino. 30 Agosto 2007.
Sono sbarcata da un paio di ore, ma sono ancora per strada. A New York.
A darmi il benvenuto, dapprima la pista Z4D, poi l'ufficio bagagli smarriti della British Airways (su 7 borse tra imbarcate e a mano, almeno una non doveva arrivare con noi...banalissimo calcolo matematico delle probabilita'!); ora, a proseguire il saluto, un enorme ingorgo stradale nel bel mezzo del Queens.
Quindi, ancora niente grattacieli, monumenti famosi e luci straordinarie, ma autostrada e consolarie varie, sottopassaggi, tunnel, case basse a creare isolati.
Le grandi luci, del resto, le ho gia' viste; sono inaspettatamente apparse uscendo da una nuvola e dall'oscurita' del cielo notturno. New York come un albero di Natale: regolarmente illuminata, per parte del suo hinterland e' assolutamente piatta, con luci ad intermittenza che, man mano che ci si avvicina, si rivelano essere automobili.
Ora, invece, mi trovo nel bel mezzo di quello che si chiama un traffic jam; decine di auto disordinatamente assemblate tra le tre larghe corsie dell'ennesimo cavalcavia, dove superare e' regola, non importa se a destra o sinistra, purche' si vada avanti, anche di mezzo centimetro.

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