18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!


16 settembre 2008

I "quattro motori" del Piccolo Grande Amore di Baglioni

Piccolo Grande Amore: è questa la canzone che, all’inizio degli Anni’70 un ventenne romano sconosciuto, tale Claudio Baglioni, (soprannominato dagli amici del quartiere “Agonia” per il suo abbigliamento dark, il suo amore per De Andrè e quegli occhiali dietro cui si nascondevano i suoi timidi occhi scuri) sta scrivendo “come un carbonaro”, all’insaputa dell’allora sua casa discografica, la RCA.
Per volontà di questa stessa casa discografica, poi, una tournèe in Polonia lo consacra in quella terra al centro d’Europa come un idolo musicale; autografi, fama, regali e cadeau di varia natura lo invogliano a restare lì piuttosto che a tornare in Italia dove non riesce proprio ad esser capito e a sfondare come cantautore.
In effetti, Claudio, questo mestiere non l’aveva scelto “mosso dal sacro fuoco dell’arte”, bensì era nato un po’ per caso; andando periodicamente in treno in Umbria con i suoi genitori, e portandosi dietro gli animali vivi, bisognava infatti coprire con la voce i loro versi, se non si voleva esser multati dal controllore. Da lì aveva scoperto le sue doti canore.
Senza contare che per uno come lui, “timido, magrolino ed insignificante”, cantare era un’ottima “tecnica per rimorchiare”..
Eppure il destino ci sconvolge proprio quando meno lo si crede: la canzone, Piccolo Grande Amore, non solo venne incisa, ma addirittura balzò al secondo posto nella classifica italiana, trasformando il suo autore in un divo e cambiando il proprio nome in Questo Piccolo Grande Amore, lo stesso dell’album in cui venne inserita.
Era il 1972 e l’ambizioso -e forse incosciente- Baglioni non si limitò a scrivere una bella canzone, ma piuttosto un concept album, primo nel suo genere: protagonisti sono due ragazzi, il loro incontrarsi, innamorarsi e lasciarsi in una delle città più belle al mondo, Roma.
Da Roma e da Questo Piccolo Grande Amore riparte, oggi, Claudio Baglioni, artista dalla quarantennale carriera, che ha deciso di imbattersi in un progetto ambizioso e faticoso, ma che gli permette, ancora, di poter volare: è Q.P.G.A. 2008 Opera Pop.
Al di là dell’acronimo -convenzione per i teenegers abituati a non sapersi più esprimere compiutamente-, Q.P.G.A. 2008 è un doppio album, un concerto, un libro ed un film, secondo il loro rispettivo ordine di uscita.
L’album sarà doppio perché così era originariamente; dei 36 brani inizialmente scritti, ne furono infatti pubblicati solo 15, essendo un doppio album un’uscita troppo ardita per un esordiente. Insieme dunque all’originale concept album, la nuova fatica discografica di Baglioni (la cui uscita è prevista per fine novembre) conterrà anche brani inediti scritti allora e nuovi pezzi appositamente composti dal cantautore per questa occasione, tutti rivisitati e riarrangiati per renderli adatti alla nuova sensibilità e profondità maturata nel frattempo.
Insieme a lui, 40 amici “graffitari”, vale a dire amici che si sono prestati a registrare frame di 20 secondi o poco più per alcune canzoni e che “imbratteranno” con lui quel muro erto a simbolo del progetto nella sua totalità. Nessuna indiscrezione sui nomi però; da buoni graffitari, hanno lasciato un segno e, a meno che loro stessi non vorranno venire anzitempo allo scoperto, bisognerà attendere l’uscita dell’album per scoprirne l’identità. Certa è solo l’assenza di duetti.
In contemporanea con l’uscita del doppio album, il 12 novembre si terrà a Milano (all’Allianz) la prima delle tre date di presentazione di questo lavoro, che vedono in Roma (al Gran Teatro) ed infine a Napoli (al Palapartenope) la conclusione della sua prima parte introduttiva.
Sono previste due ore e mezza di concerto senza interruzioni, con quella spettacolarità cui Baglioni ci ha abituati e con l’ausilio di immagini tratte dal film parte dell’intero progetto. Con Altri Amori, la festa finale di questi concept-concerts, infine, terminerà la parte live, con la promessa di eseguire alcuni tra i più grandi successi del suo straordinario repertorio musicale.
A partire dalla fine di febbraio, invece, altre date completeranno la tournèe, proprio mentre nelle sale -dall’11 febbraio- sarà possibile vedere il film, affidato alla regia di Riccardo Donna e distribuito da Medusa. A detta di Baglioni, bisogna ringraziare proprio il film per questa sua nuova uscita discografica; circa due anni fa, infatti, i produttori gli proposero la realizzazione di un lungometraggio su Questo Piccolo Grande Amore, partendo dal presupposto che la sua natura di concept album agevolasse la scrittura di una sceneggiatura (affidata ad Ivan Cotroneo). Il film -ancora in lavorazione per le prossime cinque settimane circa- ha per protagonisti Giulia (Mary Petruolo) ed Andrea (Emanuele Bosi), protagonisti di quel piccolo grande amore che, “sebbene non duri tutta la vita, ti cambia per sempre”.
Non sarà un film musicale però, né un musicarello (un film in cui le canzoni sono utilizzate come riempitivo di scene o a commento delle scene stesse), bensì un “pop-movie meta-musicale”, in cui la musica, naturalmente, è fondamentale, ma che racconta le vite, i sogni ed i sentimenti dei protagonisti come io narrante (Baglioni del resto non apparirà nel film, se non come voce “musicale” fuori campo).
Un film che racconta i sogni e la vita di chi, allora come oggi, ha vent’anni e, al di là dell’epoca cui appartiene e di quello che accade, pensa sia possibile cambiare il mondo anche attraverso un piccolo grande amore. Volutamente, infatti, il soggetto non è stato né attualizzato né stravolto rispetto alle storie raccontate nel concept album; partendo dunque dalla manifestazione a Piazza del Popolo, un lacrimogeno attraverserà le teste di tutti quei manifestanti, simbolo della discesa del volo dell’ideale politico e dell’attimo in cui invece spiccherà quello dell’amore dei due giovani. Altra cosa voluta, l’assenza di volti più o meno nel cast; è una storia che vuole essere raccontata per quella che è, senza rimandi ad altri personaggi o star.
L’idea del film, infine, è piaciuta talmente tanto a Baglioni che non solo ha deciso di affiancare nella scrittura della sceneggiatura Cotroneo, ma ha anche, finalmente, preso il coraggio di scrivere un libro a riguardo, dopo le decennali proposte e richieste della Mondadori.
Già, perché il quarto “motore” di questa fatica è proprio un libro, definito da Baglioni “opera prima, ma forse anche atto unico!”. Un libro che, ci tiene a specificare Gabriella Ungarelli della Mondadori, “non sarà né un gadget o derivato” degli altri prodotti dell’intero progetto, né un mero “racconto del backstage”, bensì un “romanzo vero e proprio”, scritto davvero da Baglioni senza l’ausilio di un ghost-writer; sebbene ancora in fase di scrittura, ne è prevista l’uscita per fine novembre.
Caratteristica di Q.P.G.A. 2008 Opera Pop è l’essere un quadrigetto: i quattro motori che lo compongono, infatti, sono tutti indispensabili e dipendenti l’uno dall’altro affinchè l’eccezionalità di quello che è l’album più venduto di tutti i tempi in Italia possa esprimersi compiutamente. I motori servono a volare; e Baglioni non ha mai smesso di volerlo e saperlo fare.



-Pubblicato su www.lineamusica.it il 16.09.2008-

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