18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!



23 febbraio 2008

Selvaggia-mente facendo..

Les SlovaKs “Opening night” all’Auditorium

Ultime due serate con la danza contemporanea all’Auditorium quelle del 25 e del 26 febbraio ; il Festival Equilibrio -diretto da Giorgio Barberio Corsetti ed inauguratosi lo scorso 6 febbraio-, infatti, si chiuderà con lo spettacolo dei giovani danzatori Les SlovaKs Dance Collettive, che presenteranno in prima assoluta per l’Italia il loro primo progetto artistico, Opening Night.
Formato da cinque giovani ballerini della Slovacchia (Milan Herich, Peter Jassko, Anton Lachky, Milan Tomasik e Martin Kilvady), il Collettivo Les SlovaKs è un gruppo profondamente unito dall’amore per la danza, oltre che da una decennale amicizia; l’opera che presentano al pubblico è un mix di nuova danza tradizionale e poesia. Lo spettacolo, dunque, riflette il loro amore per la danza, ma anche l’affetto che li lega, generando un lavoro in continua evoluzione e creazione, basato sull’improvvisazione dettata dalla loro profonda affinità; ogni ballerino sembra essere l’eco dell’insieme e viceversa, mentre le radici etniche legano invisibilmente tutti i loro movimenti.

Les SlovaKs Dance Collettive
Opening Night
25 e 26 febbraio
Festival Equilibrio, Auditorium Parco della Musica
Viale P. de Coubertain, 34
Sala Petrassi
Ore 21.00
Posto unico: 15 €
Per info: 06.80241281


Un nuovo Antonio e Cleopatra in punta di piedi

Dal 26 febbraio al 4 marzo, in qualità di spettacolo ospite di danza contemporanea del teatro dell’Opera, andrà in scena presso il Teatro Nazionale Antonio e Cleopatra, tratto dall’opera di Shakespeare. Liberamente ispiratosi a quest’ultima, lo spettacolo vedrà protagonisti Patrizia Cerroni (che ne cura anche coreografia e regia), insieme alla compagnia de I Danzatori Scalzi in una versione moderna dell’opera del Bardo.
Non solo la vicenda dei due innamorati è stata trasportata in epoca moderna, ma con questa versione avrà anche modo di realizzarsi, sancendo al contempo l’unione dei loro rispettivi popoli; con il supporto della musica originale suonata dal vivo, inoltre, la Cerroni ha voluto dare maggiore spessore alla figura di Cleopatra, attribuendole capacità salvifiche non solo nei confronti del suo amato, ma anche di tutto il genere umano.

Antonio e Cleopatra
Teatro Nazionale
Via del Viminale, 51
Per info: 06. 481601
Dal 26 al 29 febbraio ore 20.30; 1 marzo ore 18.00, 2 marzo ore 16.30 e 4 marzo ore 20.30
Prezzo unico: 22.88 €



I colori della danza del Santa Chiara

All’interno della rassegna “I venerdi al Santa Chiara”, tra le mura del suo Auditorium, andrà in scena il 29 febbraio I colori della danza, con le coreografie di Miriam Baldassari.
Interamente dedicato alla pittura, I colori della danza è uno spettacolo di danza contemporanea formato da cinque coreografie dedicate a cinque pittori: Henri Matisse, Edgar Degas, Pablo Picasso, Vincent Van Gogh e Keith Haring. Attraverso il linguaggio del corpo, dunque, si tenterà di raccontare alcune delle loro opere, come “La danza” di Matisse o “Guernica” di Picasso; con musiche che spaziano da Vivaldi ad Orff, passando per Zimmer e Nyman, oltre alla Baldassari saranno in scena anche altri tredici ballerini, impegnati alternativamente nelle coreografie proposte.

I colori della danza
Auditorium Santa Chiara
Via Caterina Troiani, 90
Ingresso gratuito
Per info: 06.69612622


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23.02-01.03.08-

L'Ithaka di Cristiana

E’ di scena la grande musica d’autore presso il Teatro Ghione giovedì 28 febbraio.
Cristiana Pegoraro, infatti, bravissima pianista e compositrice raffinata, presenterà al pubblico lo spettacolo Ithaka, il viaggio di Ulisse, un pianoforte che come un vascello porterà alla scoperta del Mediterraneo.
Nato come progetto per unire popoli e culture delle diverse sponde del Mediterraneo, Ithaka vuole rappresentare un mare che unisce nella differenza, capace di esprimere solidarietà, amicizia e pace, avendone in comune il soggetto, ossia l’uomo.
Partendo dalle note di compositori classici, la Pegoraro presenterà anche sue composizioni (Colors of Love e The wind and the Sea, tratti dal suo album ITHAKA), oltre a dei tanghi di Astor Piazzolla, senza dimenticare di passare attraverso le danze spagnolo-cubane di Ernesto Lecuona e la splendida musica di Chick Corea.
Nata come pianista classica, pertanto, la Pegoraro proporrà la “Marcia Turca” di Mozart, la “Serenata” di Schubert/Listz e lo Studio di Chopin detto “Rivoluzionario”, fancedosi sicuramente apprezzare per il particolare tocco e per la propria tecnica. Non dimenticando, tuttavia, le sue passioni postume, le trascrizioni per pianoforte da lei effettuate della musica di Astor Piazzolla costituiranno larga parte del concerto, mentre i ritmi appassionati sudamericani lo andranno a concludere, portando idealmente a compimento quel viaggio da novello Ulisse che lo spettacolo vuole effettuare.
Targa d’argento del Presidente della Repubblica 2007, la Pegoraro è stata definita dal New York Times in occasione del suo debutto presso il Lincoln Center nel 1996 “un’artista di altissimo livello”.
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 23.02-01.03.08-

16 febbraio 2008

Tutti i Why di Daniel Ezralow

Geniale. Semplicemente. Non ci sono altri attributi per il nuovo spettacolo di Daniel Ezralow, “Why be extraordinary when you can be yourself?”, in scena al Teatro Olimpico fino al 24 febbraio.
Geniale per le musiche, accuratamente scelte per martellare sui punti di domanda, piuttosto che per sottolineare il quotidiano frenetico o ringraziare semplicemente per esserci (con “Thank U” di Alanis Morissette); geniale per le installazioni video e per le coreografie, per le luci e per i cambi in scena.
Si apre sulle note di “Because” dei Beatles la serie di domande che il coreografo statunitense -una delle anime dei Momix- pone agli spettatori attraverso i volti dei suoi dieci ballerini, proiettati ad intermittenza sul grande telo che copre l’intero palcoscenico; seguono segni matematici, pillole di saggezza ed altri punti di domanda (come “Uomo x Donna = Mondo : Cuore”), diretti ad un pubblico che per i primi dieci minuti si trova davanti solo proiezioni filmiche ed equazioni.
Poi scoppia l’adrenalinica verve della normalità; uomini e donne in seriosi abiti da manager dapprima saltellano come novelli automi, per poi dar vita a singole espressioni della propria straordinarietà esistenziale, generando delle coreografie apparentemente scoordinate e disomogenee, ma in realtà perfettamente logiche nel caos di braccia e gambe scalmanate.
Perché ogni espressione di sé, ogni movimento, ogni sussulto è danza, gesto che riflette la vitalità e l’unicità dell’essere umano.
Sul fondo, sollevato il telo iniziale, dodici quadranti, luoghi ora della solitudine di novelli fantocci in una casa di bambole, ora condominio di reali uomini e donne, che, trasformati dalla mania di osservare la normalità casalinga, all’accendersi dei riflettori sulla propria casa-quadro, diventano cloni dal sorriso finto e stampato, pronti a salutare plasticamente l’occhio del curioso osservatore. Seguono poi momenti di “straordinaria” quotidianità, come quello dell’amante ubriaco che, srotolandosi da un tappeto, si trasforma in breaker nel vano tentativo di attirare l’attenzione dell’amata che, invece, svogliatamente fuma una sigaretta, avvolta nella sua nube di irraggiungibile desiderio.
L’ambizione di possedere il divino è invece raffigurata da un passo a due tra un uomo ed una donna-angelo, sospesa dal soffitto con elastici morbidi, che, sulle note di un brano dei Le Mystère Des Voix Bulgares, compie evoluzioni, sostenuta, abbracciata o respinta da quell’individuo che cerca di tenerla a sé, conscio della preziosità dell’Amore, con la maiuscola.
Con i Cherry Poppin’ Daddies e la loro Dr. Bones si realizza uno dei momenti migliori dello spettacolo, in cui in una frenetica corsa di uomini e donne in giacca e cravatta si assiste ad un inseguimento di un uomo apparentemente nudo, attraverso campi, ponti e strade virtualmente riprodotti sulla metà di telo che scende sul palco.
Tutti bravissimi i dieci ballerini di Ezralow; pieni di fiato, talento e gioia, sono infatti in grado di trasmettere al pubblico sensazioni difficilmente traducibili in parole che le cristallizzino, data la straripante vitalità ed energia con cui ogni messaggio viene da loro trasmesso. In un caleidoscopio di idee, musiche, movimenti e sollecitazioni, i novanta minuti dello show passano velocemente, facendone desiderare una non-fine.
A risvegliare dal caos emotivo che genera tutto ciò, solo gli applausi a scena aperta, i molteplici “bravi” durante le quattro uscite degli esausti ballerini e il freddo pungente fuori dal teatro.
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 16-22.02.08-

Un grande grido d'amore al Teatro Italia

Io, Gigì e Hugo. Così ho passato il mio San Valentino.
No, non è un triangolo amoroso che in epoca di modernizzazione dei costumi è lecito celebrare tutti insieme appassionatamente durante la festa degli innamorati. Gigì e Hugo sono semplicemente, invece, i protagonisti di “Un grande grido d’amore”, commedia di Josiane Balasko, in scena fino al 24 febbraio al Teatro Italia.
Nei panni di Hugo Martial, Pietro Longhi, in quelli di Gigì Ortega Pamela Villoresi, mentre Stefano Antonucci è Leone e Gabriella Silvestri è Gabry. La storia è un dipanarsi esilarante di situazioni generate dall’incontro, dopo molti anni, di Gigì ed Hugo, un tempo e per dodici anni amanti nella vita, oltre che coppia d’attori famosi. Il forfait all’ultimo minuto della co-protagonista femminile di uno spettacolo dal titolo, appunto, “Un grande grido d’amore”, richiede l’immediata sua sostituzione; la genialità cinica della di lui agente, Gabry, permette tuttavia che si trovi quanto prima una sostituta: Gigì, per l’appunto.
Convinta che l’avvenimento porterà rinnovato successo ad entrambi gli attori, oltre che enorme pubblicità, dunque, Gabry escogita una serie di sotterfugi con cui riesce nell’intento. Ma l’incontro tra i due ex amanti-colleghi non è affatto facile; dopo anni di lontananza in cui lui ha cercato di mantenere vivo l’antico splendore della sua fama e lei si è disintossicata dall’alcool e dall’amore per lui, solo l’abilità ruffiana di Gabry riuscirà in quello che sulla carta è un riavvicinamento impossibile. Almeno fin quando entrambi non scoprono l’inganno dietro questo revival; ma a quel punto, l’antico affiatamento è già tornato a galla ed entrambi decidono, allegramente, di riprendere da dove avevano lasciato.
Tra battibecchi, recriminazioni, dolorosi ricordi ed ironiche prese in giro, la commedia diretta da Maurizio Panici scorre piacevolmente nelle sue quasi due ore di durata. Bravissimi tutti e quattro i protagonisti, ognuno perfettamente adeguato al ruolo chiamato a ricoprire; se Gabri deve essere sofisticata sorniona, moderna ruffiana e menefreghista agente di un attore, Leone è un regista, non proprio di successo, amico della vecchia coppia d’attori, che si trova vittima della situazione tra i due, ora come comico intruso, ora come capro espiatorio delle situazioni che man mano si creano.
Un plot divertente, un ritmo incalzante ed un’ironia sottile e pungente sono gli ingredienti dello spettacolo; senza battute banali piuttosto che scontate, la Balasko crea teatro nel teatro, dando vita ad una deliziosa commedia dei nostri giorni.

Un grande grido d'amore
Fino al 24 febbraio
Teatro Italia
Via Bari 18
Info: 06.44239286

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 16-22.02.08-

12 febbraio 2008

Intervista a Niccolò Agliardi

- Niccolò, sei laureato in letteratura italiana, fai il cantautore da diversi anni e finora hai pubblicato tre album. Inoltre, hai collaborato con l’Università Statale di Milano in veste di docente e hai presentato e scritto un programma per la radio…Non contento, poi, a metà marzo prossimo uscirà il tuo primo romanzo, scritto insieme ad Alessandro Cattelan, “La vita è un’altra cosa”.. ma non sei stanchissimo?? Scherzi a parte, di tutte queste cose, cos’è che ti piace di più fare? Quale quella in cui Niccolò si sente maggiormente realizzato?

- La musica, le canzoni, la scrittura, la radio, il romanzo, sono tutte declinazioni delle stesse necessità. La comunicazione di una parte di me. Quando la voce non basta, la creatività aiuta ad arrivare dove si vuole. Anche attraverso altre vie. Meno dirette ma pur sempre efficaci.

- Hai collaborato in questi anni con moltissimi artisti sia italiani che stranieri. Uno a cui sei particolarmente affezionato e di cui ricordi con piacere consigli o scambi di idee?

- Eros Ramazzotti, per la sua schiettezza e per la sua lucidità. Una voce importante che ha reso speciale quello che ho scritto per lui ("Ci parliamo da grandi").

- Lo scorso 25 gennaio è uscito il tuo terzo album, “Da casa a casa”. Cosa credi caratterizzi di più questo tuo ultimo lavoro?

- La lealtà, il lavoro certosino sulle parole e sugli arrangiamenti. L’onestà con cui tutti hanno lavorato, la passione e la generosità dei collaboratori e dei musicisti.

- Ascoltando il cd -e prima di aver dato uno sguardo alla tua biografia-, ho pensato che la tua voce, specie nel primo brano dell’album, “Da casa a casa” (che poi da anche il nome al lavoro intero), è molto simile a quella di Ivano Fossati; leggendo la tua bio, poi, per l’appunto, ho scoperto che Fossati è un cantautore da te amato al punto tale da meritarsi il tatuaggio del titolo di una sua canzone sul tuo braccio. In cosa pensi di differenzi, al giorno d’oggi, la cosiddetta canzone d’autore, rispetto agli altri generi, sempre se secondo te esiste ancora? Voglio dire, pensi sia possibile un ritorno ai tempi d’oro della coesistenza di cantautori come Fossati, De Andrè, De Gregari, Guccini, Battiato, tanto per citarne alcuni?

- Loro parlavano di ciò che avevano dentro e fuori di sé. Delle società, del mondo, dei loro nemici, del futuro che stava cambiando le cose. Avevano e hanno una caratura diversa dalla mia, per capacità ed età anagrafica, è più facile parlare di sé. Ma i grandi capolavori si attingono prendendo le distanze dal proprio ego e raccontando d’altro. Fuori di sé. Per questo i grandi sono rimasti nella storia. Noi non abbiamo nemici importanti, noi abbiamo da riscattare le nostre fragilità. Per questo faremo fatica ad entrare nella storia.

- Tornando alla canzone “Da casa a casa”, a un certo punto affermi che il sentirsi soli è il prezzo per chi finge nella vita, per chi non osa; c’è qualcosa che finora non hai mai osato fare o dire e di cui ti penti?

- Ci sono alcune cose che non ho avuto e che non ho il coraggio di prendere di petto e per questo ne pago le conseguenze. Privatamente.

- In effetti, come da te notato, l’argomento conduttore un po’ di tutte le canzoni, è quello dell’attesa, in tutte le sue vesti e sfaccettature. Cos’è che hai aspettato di più finora e che stai ancora aspettando?

- Ho aspettato tanto e tante cose. Come capita a molti. Dall’amore come lo volevo io al risultato nel lavoro dopo tanti anni di fatica. Aspettare è una non scelta, o una scelta di qualcun’ altro. Vivere mentre si aspetta è una soluzione importante per non farsi sopraffare dall’impazienza e dalle false speranze.

- Nell’ultima - tra l’altro molto carina ed originale!- canzone dell’album, “Zazà”, ti rifai al manga più famoso al mondo, Lupin, per sottolineare l’amarezza che a volte si prova quando, dopo aver aspettato a lungo la realizzazione di qualcosa, alla fine si resta disperatamente delusi dal concretizzarsi di quel desiderio. Secondo te è peggiore questa sensazione o quella di aspettare inutilmente qualcosa?

- Anche la felicità, quando raggiungi un risultato può fare paura se non sei abituato. Ma col tempo riesci a maturarla e metabolizzarla dentro di te. Attendere e restare deluso dall’assenza è un esercizio col quale invece tocca familiarizzare. Capita spesso e a molta gente

- In “Aspetto una domanda”, fai riferimento alla difficoltà di comunicazione tra genitori e figli e all’attesa inutile di risposte a domande non comprese o inesistenti. Non pensi che oltre ad essere un problema generazionale, la difficoltà di comunicazione sia anche caratteristica dell’attualità? Basti pensare alle cose non dette dei nostri politici, alle inchieste infangate o ai casi di sensazionalismo mediatico basati su false comunicazioni..credi sia un problema di linguaggio o specifica volontà di non farsi capire?

- Ci si può far capire attraverso un gesto, un segnale, uno sguardo, un regalo o una canzone. E si può non riuscire al primo tentativo. Ma se uno lo desidera, un modo alternativo esiste sempre. Avendo il tempo o cercandolo. O “aspettandolo”.

- In “La panchina” celebri uno dei luoghi per eccellenza dell’attesa; nella vita, sei uno che sa attendere o sei impulsivo?

- Sto cercando di fare coesistere le due cose. Due facce di una stessa medaglia. Due lati del mio carattere.

- “Secondo te?” e “Continuamente” sono due canzoni d’amore, in cui racconti due attese diverse; in “Non ci aspettiamo più”, invece, fai una dichiarazione di resa. Cosa credi sia più difficile fare?

- Accettare il dato di realtà e le volontà di chi si ha davanti è molto importante. Anche la fine ha la sua nobiltà. Se è una fine “definita” e se serve per non continuare a mentirsi. Il rispetto per sé stessi e per chi ha condiviso con noi una storia importante è la chiave fondamentale per scegliere come proseguire.

- Mi è piaciuta molto anche “Dante”; puoi dirci come sia nata questa canzone e da quale tua necessità?

- Dante ha messo Beatrice in un paradiso letterario. Lei voleva godere del paradiso terreno. Magari attraverso l’orgasmo. Si è solo sfogata per ottenere ciò che si meritava; l’amore concreto dal suo amato, distratto dalla composizione della sua opera magna.

- Di tutte le 12 canzoni dell’album, qual è che ti piace di più? Perché?

- “Da casa a casa”. Perché è ancora molto viva e accesa dentro di me l’emozione per cui l’ho scritta.

- I tuoi prossimi progetti?

- Tanti concerti live, soprattutto il 3 aprile al Blue Note di Milano

-Intervista pubblicata su www.lineamusica.it il 12.02.2008-

11 febbraio 2008

A Roma un mese di Tango con il Meditangofestival

Enrique Santos Discepolo lo definì “un pensiero triste che si balla”, mentre Leopoldo Marechal “una possibilità infinita”. Per Alex Cantarelli, direttore della Compania Meditango insieme a Mimma Mercurio, il Tango è “una via alla parola”. Per questo, per il terzo anno consecutivo, egli ha dato vita al Meditangofestival, una manifestazione di Tango, Teatro e Danza che si è svolta a Roma nel corso di un mese e che ha visto coinvolti più di 30 ballerini professionisti, oltre a musicisti ed attori, capaci di dare un senso consonante al carattere del festival stesso, inteso da Cantarelli come “una fotografia dello stato delle cose”, con spunti di riflessione ed evoluzione da tener presenti.
Accanto dunque alle esibizioni dei vari maestri, ci sono stati anche seminari, spettacoli teatrali e concerti, per restituire innanzitutto al termine “festival” il significato di “periodo di tempo all’interno del quale ci sono diverse proposte artistiche”. Ma non solo.
Pur riconoscendo, infatti, una prevalenza quasi naturale degli argentini sia nella musica che nel ballo vero e proprio, la Compania Meditango ha da sempre suggerito una seconda via al Tango Argentino, fatta di talenti e proposte innanzitutto italiane ed europee, a sottolineare come non ci possano essere più confini linguistici, di merito e di appartenenza culturale da apporre ad una Nazione ed alle sue tradizioni artistiche.
Pur essendo presenti, dunque, artisti argentini del calibro di Esteban Moreno e Claudia Codega, Ezequiel Farfaro ed Eugenia Parrilla, oltre al più grande ballerino di Tango al mondo, Pablo Veron (protagonista del film di Sally Potter Lezioni di Tango e di recente in scena al London Coliseum di Londra con l’allestimento della Carmen ad opera della stessa Potter), il terzo Meditangofestival ha visto il coinvolgimento di importanti artisti europei ed italiani, in grado di non far disconoscere la loro Arte perché ufficialmente appartenente ad altro substrato cultural-folklorico.
Mara Maranzana e Michele Usoni, dunque, insieme a Germano Scaperrotta ed Anna Rivolta e a Luciano Donda e Roberta Coen sono state le coppie -rispettivamente provenienti da Udine, Milano e Roma- ad aver portato la bandiera del Tango italiano in questo festival internazionale, in aggiunta agli stessi direttori del Festival, Alex Cantarelli e Mimma Mercurio, ritenuti da stampa e critica tra i migliori ballerini italiani di Tango.
Se Michele e Mara -coppia nel ballo dal 2000- propongono un Tango in cui la naturalezza del movimento, la fluidità e l’improvvisazione ricoprono un ruolo essenziale, rispettando tuttavia il movimento naturale del corpo, le geometrie del movimento e le dinamiche di equilibrio e disequilibrio all’interno della coppia, il Tango di Germano ed Anna è un perfetto mix di romanticismo e passione, di vigorosità dei movimenti delicatamente segnalati ed eseguiti, è una “lotta” continua tra il dolce e l’amaro. Luciano e Roberta, dal canto loro, sono rappresentanti del cosiddetto stile milonguero, fatto di abbraccio strettissimo e movimenti finalizzati a non interrompere quell’unicum che si è creato.
Ad alternarsi ai momenti propriamente didattici e di danza del Festival, anche alcuni concerti, come quello degli Otros Aires -band argentina che, insieme ai Gotan Project rappresentano l’eccellenza del Tango elettronico di questo secolo- nella loro prima tappa italiana del tour mondiale 2008. Inoltre, sempre all’interno del Meditangofestival, con la serata-evento dal titolo “Fango.I L’incontro, il Jazz, il Tango”, tenutasi presso il Foyer del Teatro Eliseo (Eliseocafè), si è voluto render omaggio al Tango d’autore, eseguito e realizzato da grandi artisti quali Anna Maria Castelli -accompagnata al pianoforte da Stefania Tallini-, e da Davide Cavuti e Paolo Di Sabatino, che con la partecipazione dell’attrice Elena De Ritis hanno realizzato la prima parte della serata.
Se Anna Maria Castelli vanta collaborazioni di fama mondiale come quella col premio Oscar Luis Bacalov, è anche l’unica cantattrice italiana ad esser stata ammessa in Argentina a cantare il Tango, dopo la grande Milva. Cantante in cinque lingue, Anna Maria Castelli ha terminato con la serata del 23 dicembre all’Eliseocafè un tour mondiale che l’ha vista toccare molti paesi dell’America Latina, oltre a Canada, Russia e Serbia.
La prima parte di Fango. I ha visto invece come protagonisti d’eccezione il duo Paolo Di Sabatino-Davide Cavuti, rispettivamente pianista e fisarmonicista, jazzisti di fama internazionale (vantano, tra le altre, collaborazioni con Javier Girotto e Stefano Di Battista, oltre a quelle con Giorgio Albertazzi e Michele Placido), in grado di aver perfettamente combinato e fuso le sonorità proprie del Jazz con quelle del Tango. Durante la serata i due musicisti hanno proposto brani tratti da “La donna vestita di sole”, spettacolo basato sul libro “Retrato de Tango”, scritti entrambi dallo stesso Cavuti.
“Con questo testo” -afferma Cavuti- “ho voluto proiettare gli spettatori nei vicoli di una Buenos Aires il cui nome, accompagnato dalle note del Tango, riportasse alla mente non solo le emozioni di chi la vive, ma anche la vita portena ed il dramma di quanti, non molti anni fa, ne sono stati forzatamente strappati senza più farne ritorno”; una Buenos Aires in cui “la morte perseguita i sogni e sacrifica la vita”, in cui chi è rimasto “deve trovare il coraggio di affrontare gli assassini” di chi è stato definito semplicemente“desaparecido”. Cavuti e Di Sabatino hanno così reinterpretato il Tango, decodificandolo in un nuovo linguaggio, che, con l’improvvisazione jazzistica, diventa moderno ed ancora più affascinante.
Con lo spettacolo BluBlancoRosso- Tres Colores, infine, scritto, diretto e coreografato da Alex Cantarelli, si è potuto assistere alla fusione tra il Teatro, il Tango, la sua musica e le musiche di tutto il mondo. Accanto dunque ai brani più tradizionali di questa danza, anche composizioni di Keith Jarrett, Prince, Depeche Mode, Caetano Veloso e Scott Gibbons tra gli altri, nel rispetto della volontà dell’autore di parlare con il linguaggio del Tango riflettendo su quei tre colori-ideali che già ispirarono Kieslowsky. “Per me il Blu è un colore metafisico, legato all’acqua, alla pace alla libertà”-afferma Alex Cantarelli-; “Blanco è invece colore dell’uniformità, intesa nel senso negativo del termine, quella che noi insceniamo per deridere. Rosso, infine, è il colore del sangue che tutti accomuna, vero segno di fraternità tra gli individui”. Come una sorta di Tango primigenio, alle radici della musica popolare e colta.
L’idea di fondo? “L’essere contro ogni settarizzazione, alla ricerca delle radici comuni”.
Perché dunque, in un’era di globalizzazione, limitare l’espressione in compartimenti stagni e nazionalistici? Un’alternativa a questa piccolezza di pensiero sarà la prossima edizione del Meditangofestival; sotto l’unica bandiera della creatività e dell’arte.
-Pezzo pubblicato su InfoItaliaSpagna, bimestrale di Malaga per gli italiani in Spagna, nel numero di feb-marzo 2008-

09 febbraio 2008

Selvaggia-mente facendo..

Daniel Ezralow al Teatro Olimpico

“Disimparare per riprogrammare la nostra vita”: questo l’obiettivo di Why be extraordinary when you can be yourself, l’ultimo lavoro di Daniel Ezralow, in scena al Teatro Olimpico dal 12 al 24 febbraio.
L’uomo, spogliato di qualsiasi caratterizzazione, è in assoluto l’essere “più eccezionale”, benché spesso si pensi il contrario; persone normali, dunque, che sono riuscite ad affermarsi e a dare corpo alle proprie aspirazioni, sono i protagonisti di questo lavoro, finalizzato a permettere l’immedesimazione da parte del pubblico con i ballerini che si alternano in scena.
Un real work in progress, pertanto, dove la semplice invenzione propria del processo creativo, legherà i vari quadri che costituiscono lo spettacolo; le musiche che accompagneranno i ballerini, così come le vicissitudini delle persone “normalmente straordinarie” appartengono ai generi più disparati, annoverando tra esse, ad esempio, quelle dei Beatles, di Alanis Morrisette, degli U2 e di Ludovico Einaudi.
Riuscire a scoprire nuovamente quello che nella quotidianità viene dato per scontato e banale è ciò che la lente d’ingrandimento di Ezralow vuole portare sulla scena, nella speranza che ci sia qualcuno tra il pubblico, che si svegli dal venerare inutilmente falsi miti e lavori maggiormente sulla propria, straordinaria, felicità.

Why be extraordinary when you can be yourself
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Biglietti dai 24 € ai 33 €
Spettacolo tutti i giorni alle ore 21.00, tranne la domenica alle ore 18.00. Giovedì riposo.
Tel. 06.3265991


A Chorus Line

Torna in scena lo spettacolo di maggior successo in cartellone a Broadway, A chorus line, a Roma con una nuova edizione prodotta dalla Compagnia della Rancia e da Giacaranda.
Come già nel 1990, questa edizione vedrà la regia associata di Saverio Marconi e Baayork Lee, la ballerina che ispirò originariamente con la propria vita il personaggio di Conie, uno dei diciassette ballerini in attesa di fare l’ultima parte dell’audizione per un musical di Broadway. La storia scritta, diretta e coreografata nel 1975 da Micael Bennett, ha per protagonisti, infatti, dei ballerini in lizza per il ruolo di ballerini di fila in un prossimo musical di Broadway; prima della scelta finale, però, il regista Zach li chiama uno per uno per farli parlare di sé, delle loro aspirazioni e della loro vita, il che scatena momenti di imbarazzo, di timidità, di sfrontatezza, di sincerità ma anche di calcolato divismo per ottenere la parte. Con le celeberrime musiche di Marvin Hamlisch (tra esse, come dimenticare One!) ed i testi di Edward Kleban, questa nuova edizione sarà allestita da Luis Villabon, con le coreografie originali della Lee e la co-coreografia di Bob Avian.

A chorus line
Teatro Brancaccio
Via Merulana, 244
Biglietti: da 20 € a 35 €
Per info: 06. 47824893



“Correspondances” al Festival Equilibrio

Questa sera, 9 febbraio, alle ore 21.00 nella Sala Petrassi dell’Auditorium, il secondo evento di danza contemporanea all’interno del Festival Equilibrio, partito all’Auditorium lo scorso 6 febbraio, dove resterà fino al 26 del mese: Correspondances.
In scena il Mali ed il Sudafrica del duo Donko Seko, formato dalle ballerine e coreografe Kettly Noel e Neilisiwe Xaba, per la prima volta in Italia. Lo spettacolo è un incontro tra due donne che si sono conosciute tramite un lungo epistolario; nel corso dei 50 minuti dello spettacolo, le due ballerine, che interpretano Madame X e Madame Y, daranno vita ad una discussione fatta con parole, danza e risate sul tema dell’incontro, inteso sia come ri-trovarsi, più malinconicamente come momento degli “appuntamenti mancati”, sia come ri-scoprirsi, ossia scoprirsi di nuovo, dal vivo questa volta, reciprocamente seduttive ed ironiche, gelose e genuine nel loro rapporto d’amicizia.
Prossimo appuntamento il 12 ed il 13 febbraio con la Compagnia brasiliana Membros, che, in prima italiana presenta la sua ultima creazione, Febre, sulla vita dei ragazzi di strada in Brasile.

Correspondances (e anche Febre)
Equilibrio Festival
Biglietto unico: 15 €
Auditorium Parco della Musica
Viale P. de Coubertain, 34
Botteghino: 06.8082058


-Articolo pubblicato su Romaweek del 9-16.02.08-

02 febbraio 2008

Equilibriofestival

Rassegna curata da Giorgio Barberio Corsetti giunta alla quarta edizione, Equilibrio Festival è il festival della danza contemporanea che, a partire dal 6 febbraio -fino al 26 febbraio- si terrà presso l’Auditorium Parco della Musica. Formula vincente non si cambia; anche quest’anno dunque, saranno proposti al pubblico i lavori dei maggiori coreografi internazionali, insieme a quelli di una serie di giovani aspiranti coreografi, quest’anno in lizza per il neo-istituito Premio Equilibrio Roma, indirizzato ad artisti emergenti operanti sul territorio italiano. Dieci compagnie precedentemente selezionate, infatti, presenteranno ad una giuria internazionale, nelle serata del 13 febbraio, i loro brevi lavori, forme primordiali di ipotetici spettacoli più grandi; il Premio assegnato sarà la possibilità di trasformare in spettacoli veri e propri queste brevi coreografie, attraverso un contributo di produzione di 20.000 euro e la possibilità di presentare nel corso dell’edizione 2009 del Festival Equilibrio il progetto finito.
Come l’anno passato, inoltre, sarà ospitata all’interno dell’Equilibrio Festival anche Danza in video, una rassegna audiovisiva proveniente dai cinque continenti, che, attraverso video sperimentali, film di grandi coreografi o documentari rari ripercorreranno un excursus storico-cognitivo di quest’arte.
Aprirà la rassegna l’attesissima ed ultima opera coreografica di Marie Chouinard, Orphée et Euridyce, ispirato all’artista canadese dalla favola d’amore del mito greco, ripreso, fra i tanti, anche da Omero nelle sue Metamorfosi. Seguirà, il 9 febbraio, Correspondances, lavoro del duo africano Kettly Noel e Neilisiwe Xaba, per la prima volta in Italia.
Sarà poi la volta, l’11 febbraio, della Compagnia Virgilio Sieni, che con Tregua_intorno ai corpi esplorerà la coscienza della guerra attraverso il dolore del corpo; dal Brasile, inoltre, il 12 ed il 13, la Compagnia Membros proporrà Febre, che, con un linguaggio che spazia dall’hip hop al teatro alla danza contemporanea, proverà a raccontare la dura vita dei ragazzi di strada brasiliani.
Attesissimo è anche lo spettacolo di Padrini Chettur, la figura più importante della nuova coreografia indiana, per la prima volta in Italia con Paperdoll, spettacolo tutto al femminile di certa bellezza, in scena il 15 febbraio.
Il collettivo belga Peeping Tom, inoltre, tornerà per la terza volta al Festival Equilibrio (il 19 ed il 20) con Le Sous-sol, incentrato sul tema della vecchiaia e della morte, mentre la bravissima Shantala Shivalingappa proporrà il 22 ed il 23 un programma di quattro assoli da lei interpretati, Namasya. A chiudere questa edizione di Equilibrio Festival, poi, ancora una prima per l’Italia, quella dello spettacolo Opening Night, coprodotto dalla Fondazione Musica per Roma ed eseguito dalla giovane compagnia Les Slovaks.
Come ogni anno, infine, alcuni di questi coreografi terranno masterclass e laboratori per danzatori professionisti.

Equilibrio festival
Dal 6 al 26 febbraio 2008
Auditorium Parco della Musica
Viale P. De Coubertain, 34
Biglietti tra i 15 € ed i 20 €, a seconda dello spettacolo
Per info: 06.80241281


-Pezzo uscito su Romaweek della settimana 2-9.02.2008-

26 gennaio 2008

Selvaggia-mente facendo..

Serata Giorgio De Chirico al Teatro dell’Opera

Si apre il 30 gennaio la stagione del balletto al Teatro dell’Opera, davvero in grande stile; per la prima volta in Italia, infatti, nella stessa serata, verranno messi in scena i quattro balletti per i quali Giorgio De Chirico disegnò all’epoca scene e costumi.
La Giara, Le Bal, Bacchus et Ariane ed Apollon Musagete, dunque, saranno i protagonisti di questo evento speciale, che verrà replicato fino al 3 febbraio, con la direzione d’orchestra del Maestro Ottavio Marino, l’Orchestra ed il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma e la regia di Beppe Menegatti.
Tutti in un atto unico -o quasi-, i balletti proposti hanno un grande passato; La Giara, basato sulla novella di Luigi Pirandello del 1917, con le musiche di Alfredo Casella divenne balletto nel 1924 a Parigi con le coreografie di Jean Börlin , riscuotendo enorme successo con la versione di Aurel Milloss; Le Bal, dal canto suo, dopo la prima rappresentazione nel 1929, è stato ricostruito in prima mondiale proprio al teatro dell’Opera nel 2004. Apollon Musagete, con la musica di Igor Stravinskij e l’allestimento di De Chirico, andò in scena alla Piccola Scala di Milano nel 1956 con le coreografie di Lifar, ora riprese da Luca Veggetti, mentre Bacchus et Ariane, dopo il debutto a Parigi nel 1931 con le coreografie di Lifar, approdò alla fine degli anni Cinquanta in Italia con la coreografia di Aurel Milloss, ora rielaborate da Fredy Franzutti.
Dal 30 gennaio al 1 febbraio, gli spettacoli avranno inizio alle 20.30, mentre sabato 2 febbraio alle 18.00 e domenica 3 febbraio alle 16.30.

Serata Giorgio De Chirico
30 gennaio-1 febbraio ore 20.30
2 febbraio ore 18.00
3 febbraio ore 16.30
I biglietti vanno da un massimo di 65 € per le prime, in platea, a un minimo di 11€ per le repliche, in galleria
Teatro dell’Opera di Roma
Piazza Beniamino Gigli, 1
Per info: 06. 48160255 - 06 4817003


“Sinandisi”all’Associazione Culturale Italo-Greca Hellas, Ouzerì


“Sinandisi” significa “incontro”; ed è proprio questo il tema dello spettacolo che Marialuisa Sales, Rita De Vito e Mario Morincasa presenteranno il 31 gennaio presso l’Associazione italo-greca Hellas di Via dei Salumi, a Trastevere.
L’incontro è quello tra due culture dell’Egeo, la greca e la turca, accomunate non solo dallo stesso mare, ma anche dalla medesima dominazione ottomana e da molte tradizioni e commistioni linguistiche che ne fanno due popoli vicini nella lontananza.
Durante la serata, che inizierà alle 21.00 e che si svolgerà durante la cena a base di piatti greci a menù fisso, a passo di danza le due sponde dell’Egeo si confronteranno e si alterneranno, al fine di evidenziare proprio quel ponte che c’è tra queste due diverse culture. Partendo dalle chengi -danzatrici professioniste di corte ottomana- si potrà assistere alla “danza del fazzoletto”, tipica dei fidanzamenti greci -la promessa sposa, infatti, durante la festa di fidanzamento e prima che vadano via gli ospiti, si inchina ai futuri suoceri e regala loro un “mandali”, un fazzoletto appunto, che verrà poi messo sulla spalla da chi lo ha ricevuto durante una danza che seguirà a questo regalo-, oltre che a danze armene e ad un breve esempio di danza turco-rohm.
La prenotazione, dato il piccolo spazio, è obbligatoria, e prevede nel costo generale della serata di 23€, sia la cena che lo spettacolo.

Sinandisi
31 gennaio ore 21.00
Associazione Culturale Italo-Greca Hellas, Ouzerì
Via dei Salumi
Costo: 23€ (cena + spettacolo e tessera, con bevande libere) Prenotazione obbligatoria
Per informazioni: 06. 5816378 oppure 340.5338338
E-mail: danzapersiana@yahoo.it


-Pezzo pubblicato su Romaweek del 26.01-02.02-

Circo Immaginario

In genere, i libri costituiscono i plot perfetti per remake cinematografici, ma questa volta non è così; un libro -Circo immaginario di Sara Cerri- è l’ispirazione di uno spettacolo omonimo di teatro-canzone (e di un cd) di Rossana Casale, grande voce di ieri e di oggi, negli ultimi anni dedicatasi soprattutto al jazz (col tour Billie Holiday in me).
Dal 29 al 31 gennaio, dunque, Circo immaginario sarà in scena al Teatro Eliseo con la partecipazione di numerosi musicisti: Emiliano Begni al pianoforte, Ermanno Dodaro al contrabbasso, Fabrizio La Fauci alla batteria, Gennaro Desiderio al violino, Gianfranco Campagnoli alla tromba e flicorno ed, infine, oltre alla Casale -che dirige anche lo spettacolo-, Francesco Consaga al sax.
Con i testi di Marco Posani, le scene di Francesco Scandale e i costumi di Graziella Pera, Circo immaginario riprende del libro a cui ispira la volontà di recuperare le fila del proprio passato attraverso frammenti della memoria; con l’esecuzione, dunque, di tutti i brani che hanno scandito il suo percorso musicale, Rossana Casale racconterà piccoli aneddoti sulla vita di alcuni fra i più grandi musicisti di strada, farà rivivere le atmosfere circensi che il passato di tanti hanno arricchito, contaminerà i suoi ricordi con le suggestioni di autori a lei cari (come Italo Calvino o Gianni Rodari) o di registi che hanno fatto dell’immaginifico e del ricordo la splendida fonte delle loro opere (come Federico Fellini).
Ecco dunque spiegata anche la scelta della Casale di avvalersi di musicisti provenienti da diversi ambiti musicali, come il jazz, l’etno o il classico, tutti, peraltro, percorsi che lei stessa ha seguito nel corso della sua lunga carriera; in questo ultimo lavoro, infatti, la cantante intreccia le sue origini americane, le influenze balcaniche e dei paesi dell’Est, le sonorità tzigane e i suoni bandistici, senza tralasciare la canzone d’autore francese e i tanghi argentini.
Il risultato sono una serie di quadri, diversi tra loro per costruzione e tema, ma uniti da quel file rouge che sono le emozioni ed i ricordi, di qualsiasi tempo ed età.

Teatro Eliseo
Via Nazionale 183
Circo Immaginario
Dal 29 al 31 gennaio
Ore 20.45
Biglietti dai 13€ ai 35€
Botteghino: 06.48872222 / 06.4882114

-Pezzo pubblicato su Romaweek del 26.01-02.02-

24 gennaio 2008

Con i Klezmatics una festa yiddish a Roma

Un violino, una chitarra, un pianoforte, una fisarmonica; ed ancora, tastiere, tromba, clarinetto e basso. Ma anche batteria, cimbalo, sax, tamburino, flauto traverso ed il kaval, ossia un antico flauto dei Balcani).
Non è un’orchestra di quattordici elementi, bensì sono i Klezmatics, gruppo newyorkese del Lower East Side formato da cinque persone, che si è esibito lo scorso 22 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
In realtà non è stata un’esibizione, un concerto “banale”, con degli ascoltatori e dei musicisti; innanzitutto la sala del nuovo Teatro Studio dell’Auditorium era colma di gente di tutte le nazioni, età, religioni. E loro non sono stati semplici esecutori di musica, ma sono stati La Musica.
Quella country, quella blues, quella jazz, quella klezmer, quella del credente e quella dell’ateo. Quella delle feste e quella della meditazione; quella della gioia e quella del dolore.
Per circa due ore, ininterrottamente, il pubblico è stato trasportato in un piccolo club di una città qualsiasi del mondo, invece che in una sala da concerto; durante quel tempo tutto si è fermato, tranne le mani che calorosamente hanno accompagnato ogni singolo brano. E tranne le gambe.
Il concerto si è trasformato in una festa yiddish, dove c’era chi ascoltava seduto, chi ballava sotto il palco abbracciato magari ad uno sconosciuto, chi si agitava sulla sedia e chi, dal fondo, non poteva proprio fare a meno di sgambettare. Del resto, Frank London -tromba e tastiere del gruppo- ci aveva avvisato: “qui non ci sono regole, fate quello che volete, sentitevi liberi di alzarvi e di ballare. C’è molto spazio qui davanti al palco..E le regole esistono anche per non essere seguite..”.
E così è stato. Dal signore in giacca e cravatta all’americano in maglietta hawaiana, dal giovane al meno giovane, tutti hanno fatto La Festa. Tutti.
Anche chi è restato al suo posto, ma che quasi timidamente tamburellava la mano sulla gamba, forse nel vano tentativo di farla star ferma.
Loro, recenti vincitori del Grammy 2006 per il miglior album di musica word contemporanea con “Wonder Wheel” (nato dalla collaborazione con Woody Guthrie), hanno una capacità camaleontica incredibile; un attimo ognuno suona uno strumento -ed in più Lorin Sklamberg e Lisa Gutkin cantano- e l’attimo dopo ne stanno suonando già un altro…o due contemporaneamente (stupefacente a riguardo, Frank London, che mentre con una mano suonava la tromba, con l’altra stava suonando le tastiere!).
Dalle sonorità propriamente etnico-religiose alle ballads più country o melodiche, i Klezmatics hanno portato un pezzo di tutto il mondo a Roma; cantando in inglese o in klezmer hanno abbattuto qualsiasi frontiera linguistica, musicale o religiosa, trascinando fuori dai ghetti le preghiere e le voci degli ebrei dell’Est Europa, non limitando il country a musica dell’entroterra americano, utilizzando gli assoli del jazz in momenti di virtuosismo corale.
Ma soprattutto, i Klezmatics sono stati capaci di non far sentire i paganti semplici spettatori, ma artefici e partecipanti insieme a loro di quella gioia, dei loro sorrisi, delle loro emozioni, di ogni singola nota o parola, al di là di qualsiasi barriera linguistica o religiosa.



-Pezzo uscito su lineamusica.it il 24/01/2008-

19 gennaio 2008

Malaika


Un’afferrare l’anima, una lacrima che brucia, una musica che parla.
E’ questo Piano, solo di Riccardo Milani..
La vita di Luca Flores. Pianista e compositore, ucciso dai suoi incubi a soli 39 anni.
La storia di un uomo che per tutta la vita si è chiesto “Quanto lontano posso volare?” , non riuscendo a scollarsi da quel pianoforte che attraverso le note lo trasportava in un tempo senza tempo, senza dolori, senza ricordi, senza paure.
Il perfetto rifugio che a un certo punto ha addirittura odiato e allontanato, come se non riuscisse più a sopportare il peso dell’altrove quando la musica finiva.
Una storia dell’Amore e sull’Amore, di quando il cuore non ce la fa a reagire all’impossibilità umana di essere eterei, impalpabili, nello “ieri” e nel “domani”, in un “dove” ed in un “quando” in cui non esistono i “mai” e i “perché” da trovare.
Ho pianto e sofferto vedendo questo film, dove le assonanze e gli occhi di Luca mi ricordano tanto cose e persone che forse non incontrerò mai davvero nella vita.

Malaika, nakupenda Malaika.

The Klezmatics in concerto

Un evento imperdibile per gli amanti della musica raffinata quello di martedì 22 gennaio presso il Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica.
Alle 21, infatti, avrà luogo il concerto dei Klezmatics, band del Lower East Side di New York, ambasciatori della musica klezmer nel mondo e vincitori del Grammy Award 2007 con il loro ultimo album “Wonder Wheel”.
La musica klezmer letteralmente significa “musica strumentale”, essendo composta dalle due parole ebraiche “kley” e “zemer”, anche se questa definizione non la connota esattamente; nata nelle comunità ebraiche dell’Europa orientale -ed in particolare in quelle khassidiche- per accompagnare le feste ed i rituali ebraici delle comunità, con i Klezmatics la musica klezmer ha acquistato ed assorbito sonorità dell’avanguardia jazz, classica e pop, folk, rock ed heavy metal, fuse perfettamente con quelle della tradizione askenazita, generando una musica non più “di una comunità religiosa”, ma bensì “della comunità” in generale.
Celebrando la natura estatica della comunità yiddish in chiave contemporanea, i Klezmatics hanno aperto al mondo le porte della tradizione degli ebrei della Polonia, della Romania, della Slovacchia, dell’Ungheria e della Lituania, contaminata ora dalle sonorità del blues e del jazz di quegli Stati Uniti che nel recente passato sono diventati la seconda patria di molti di queste stesse comunità.
Grazie alla collaborazione con l’icona folk americana Woody Guthrie, inoltre, questa giovane band formata da cinque musicisti polistrumentisti (ognuno di loro, infatti, suona almeno due strumenti) ha ottenuto l’ambito Grammy Awards per il Best Contemporary World Music Album, registrando inoltre sin dal loro esordio datato 1986, il tutto esaurito nei loro spettacoli in Sud e Nord America, oltre che in Europa.
Matt Darriau (kaval, clarinetto e sax), Lisa Gutkin (violino e voce), Frank London (tromba e tastiere), Paul Morrissett (basso e cimbalon) e Lorin Sklamberg (leader vocalist, fisarmonica, chitarra e piano), promettono dunque di dar vita ad uno spettacolo di rara bellezza e suggestione, dove solo il cuore deve sentire ciò che le parole non riescono a comprendere.

The Klezmatics
22 gennaio 2008
Teatro Studio
Ore 21.00
Auditorium Parco della Musica
Viale de Coubertain, 34
Biglietto unico: 20 €
Per informazioni: 06.80241281



-Pezzo uscito su Romaweek del 19/01/2008-

Selvaggia-mente facendo..

Secondo Festival Fuga dalla danza

Il nome sembra voler contraddire tutto quello che il programma di questo piccolo ma importante festival propone, ma non bisogna farsi ingannare; partito infatti il 12 gennaio, Fuga dalla danza festeggerà i 60 anni dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma attraverso spettacoli, discussioni, seminari ed incontri, per poter non solo formare adeguatamente i futuri danzatori, ma anche un pubblico consapevole e più maturo.
Con l’Alto patronato del Presidente della Repubblica ed il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Teatro Ruskaja (fondato nel marzo del 2006 da Jia Ruskaja e situato nel complesso termale del IV sec. a. C. meglio noto come “Castello d’Acqua”, in Via Arrigo VII, 5), sarà la sede, tutti i sabati fino al 10 maggio di numerosi appuntamenti, ad ingresso libero, divisi per sezioni.
Per la sezione “Ritratti d’artista”, dunque, sono previsti incontri con grandi personaggi del mondo della danza (la serata d’inaugurazione ha avuto come protagonista il Maestro Ugo Dell’Ara), con maestri ed altri protagonisti della danza internazionale; nella sezione “Crashing Test”, invece, giovani aspiranti coreografi ed allievi coreografi proporranno al pubblico il loro lavoro coreografico. Infine, spazio dedicato alla riflessione quello de “Le danze filosofiche”, in cui interverranno poeti, artisti, critici e studiosi per apportare anche esercizio alla mente.
Tutti gli appuntamenti sono coordinati e condotti da Rossella Battisti.

Dal 12 gennaio al 10 maggio
Teatro Ruskaja
Via Arrigo VII, 5
Per informazioni: 06. 5717621



Grease

Resterà in scena fino al 10 febbraio l’ultimo allestimento del celeberrimo musical di Jim Jacobs e Warren Casey dell’inizio degli anni Settanta: Grease. Dopo i successi della lunga tournèe che vedeva Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia nel lontano 1997, il musical è stato replicato per diverse stagioni, ogni volta con un cast diverso.
Dal 2006, Federico Bellone, ventiseienne talentuoso, ne dirige un’ultima, nuova versione, che vede protagonisti “veri ventenni” e scenografie dal grande impatto visivo (curate da Gabriele Moreschi), composte da un collage di colori vivaci di pubblicità anni’50. Le coreografie, curate da Franco Miseria, sono anch’esse finalizzate non solo a ripercorrere gli splendori delle precedenti versioni, ma anche a ridare quella carica di energia e positività che i suoi autori vollero trasmettere con la composizione di Grease e che il giovane regista è intenzionato a restituire in pieno.

Dal 22 gennaio al 10 febbraio
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Per informazioni: 06. 3265991 oppure e-mail:
info@teatroolimpico.it
Spettacoli tutti i giorni alle ore 21.00; la domenica alle ore 18.00. Giovedì riposo
I biglietti vanno dai 13,00 € ai 33,00 €




Ballet de Cuba

Al Teatro Manzoni, dal 22 al 27 gennaio sono sul palco gli scalmanati ballerini (e i musicisti) del Ballet de Cuba, formato da artisti provenienti dalla Escuela Nacional de Arte de la Habana, dal Conjunto Folklorico Nacional e dalla Escuela de Danza Nacional. Lo spettacolo racconta la storia della musica cubana, partendo dalle sue origini degli schiavi d’Africa che vi furono coattamente trasportati, fino a giungere ai ritmi dei nostri giorni.
Con le coreografie di Nilda Guerra su musiche di Rolando Ferrer, dunque, lo spettacolo sarà diviso in due parti; la prima avrà coreografie dedicate all’Afro Flamenco, all’Asikan Batà, al Congo, al Bodu, al Gaga e al Rezo de purificacion ripercorrerà la storia della cultura cubana. Nella seconda parte, invece, Mambo, Bolero, Son, Chachachà, Maniero, Rumba e Salsa celebreranno queste forme di ballo nate dalla gioia per l’abolizione della schiavitù.

Dal 22 al 27 gennaio
Teatro Manzoni
Via Monte Zebio 14/c (Piazza Mazzini)
Per info: 06. 3223634
Dal 22 al 26 gli spettacoli sono alle ore 21.00, mentre il 27 la pomeridiana sarà alle 17.30
Costo del biglietto: 30,00 € prezzo unico

-Pezzo uscito su Romaweek del 19 gennaio 2008-

12 gennaio 2008

Selvaggia-mente facendo

Dallo scorso dicembre curo un paio di rubriche per il free-press Romaweek, sebbene quello che ho pubblicato in quest'ultimo mese sia stato relativo solo ad uno dei miei lavori.
A partire da questa settimana, invece, ogni sabato, pubblicherò piccoli consigli per "selvaggia-mente fare" qualcosa durante la settimana a venire...c'è un detto che dice chi mi ama mi segua, no?!!!!


Shining Quartet a Sant’Andrea Della Valle

Per gli amanti delle colonne sonore dei film, un concerto imperdibile quello che questo pomeriggio, dalle 18.30, si terrà presso la chiesa di Sant’Andrea Della Valle: lo Shining Quartet, accettato l’invito dell’Associazione Amici della Musica di Roma che opera sotto la presidenza di Ennio Morricone, delizierà gli ascoltatori con le più belle composizioni per film scritte finora.
Accanto, quindi, alle immancabili note del film da cui hanno preso il nome, lo Shining Quartet - composto da Mario Rahi al violino, Giuseppe Gentile al clarinetto, Gabriele Bassi al violoncello e Francesco Ruggero alla chitarra e arrangiamenti- eseguirà musiche de “Il Padrino”, “8 e ½” ed “Amarcord” composte da Nino Rota, oltre a quelle di Morricone per il film “Sacco e Vanzetti” e “La leggenda del pianista sull’oceano”. Nel programma, inoltre, non potevano mancare le musiche premio Oscar di Luis Bacalov de “Il postino” e quelle tratte da “La tregua”, oltre alle soundtrack di film quali “Schlinder’s List” ed “Amici miei”.

Shining Quartet
Chiesa di Sant’Andrea Della Valle
Piazza Sant’Andrea Della Valle,
Ore 18.30
Ingressi: 10€ intero, 5€ ridotto


Paolo Fresu all’Auditorium Parco della Musica

Uno dei nomi più prestigiosi del jazz italiano si cimenterà domani 13 gennaio, presso l’Auditorium Parco della Musica, in un’impresa quasi impossibile: essere presente nelle tre sale dell’Auditorium durante l’arco del pomeriggio, proponendo ai diversi ascoltatori un concerto-evento finora mai realizzato. Il progetto sincronico e multimediale, il cui nome è Running, infatti, vedrà il coinvolgimento di tutte le formazioni storiche di Fresu (il Quintetto, il Trio PAF ed il Devil Quartet), che si alterneranno nelle varie sale, insieme allo stesso Fresu, generando duetti, trii ed altre formazioni miste, allo scopo di generare una metamorfosi perenne.
L’onnipresenza i Fresu sarà possibile grazie al suo suono “slittato” in diversi segnali tramite il cablaggio a fibre ottiche e ad una consolle centrale nella sala di registrazione; inoltre, immagini video aiuteranno il dialogo continuo ed in tempo reale tra lui ed i musicisti presenti nelle altre sale.
Lo spettacolo dura tre ore e vede coinvolti, oltre ai musicisti, anche tre tecnici specializzati nelle tecnologie multimediali; a dar vita a questo evento, la volontà di indagare sul senso fruitivo dello spettacolo.

Auditorium Parco della Musica
Viale De Coubertain, 34
Ore 21.00
Biglietto unico 20 €
Per informazioni: 06.8082058

Pollini Prospettive III

Dopo cinque anni dal Progetto Pollini -serie di concerti con cui nel 2003 aveva fatto il giro del mondo- il pianista Maurizio Pollini propone Pollini Prospettive, vale a dire nove serate che per tutto il mese di gennaio avranno per tema l’accostamento di personalità e repertori musicali diversi per sottolinearne differenze ed assonanze.
Quinta serata e terzo momento del progetto –unico solistico-, venerdi 18 gennaio alle ore 21.00 Maurizio Pollini al pianoforte eseguirà il primo libro dei preludi di Debussy, le Variazioni per pianoforte op.27 di Webern e la sonata n. 2 per pianoforte di Boulez. Un altro momento dal pianista dedicato all’incontro tra musica sinfonica e musica da camera.

Auditorium Parco della Musica
Viale de Coubertain, 34
Ore 21.00 Sala Santa Cecilia
Biglietti dai 27€ ai 34€
Per informazioni: 06.8082058
-Pezzo uscito su Romaweek della settimana 12-19 gennaio 2008-

08 gennaio 2008


31 dicembre 2007

Otros Aires in concerto + Pablo Veron al III Meditangofestival

Per il gran finale di questa terza edizione del Meditangofestival, Alex Cantarelli e Mimma Mercurio -direttori artistici della manifestazione-, in collaborazione con l'Associazione Tango Independiente di Giuseppe Bianchi e Mauro Berardi, hanno organizzato un evento davvero speciale per il 4 gennaio, dove l'eccellenza del tango elettronico di ultima generazione si sposa con l'eccellenza del Tango internazionale.
La formazione degli Otros Aires, infatti, insieme a Pablo Veron saranno i protagonisti della serata che avrà luogo dalle 22.30 presso il Salaria Sport Village (Via Salaria km 14.500/Via S.Gaggio,5).
Gli Otros Aires, esponenti insieme ai Gotan Project dell’evoluzione della musica del Tango ai confini con l’elettronica, le contaminazioni e le video-installazioni, apriranno con il concerto del 4 gennaio il loro tour mondiale 2008, che trova in Roma il suo incipit prestigioso all’interno del Meditangofestival.
Pablo Veron -ritenuto il più grande ballerino di Tango al mondo- di ritorno da Londra dove per quattro mesi è stato in scena al London Coliseum con l’ultimo allestimento della Carmen di Bizet ad opera di Sally Potter, chiuderà invece per il secondo anno consecutivo il mese di eventi del Meditangofestival , regalando tre giorni di stages dall’indubbio valore artistico.
Il III Meditangofestival, giunge, con la serata del 4 gennaio, al termine, sottolineando con soddisfazione come tutte le attività promosse finora siano state accolte dal pubblico con grandissimo ed affettuoso seguito.
Se la prima serata di gala con Ezequiel Farfaro ed Eugenia Parrilla ha registrato la presenza di oltre 500 persone, infatti, le altre serate con esponenti prestigiosi del Tango internazionale -tra i quali, ad esempio, Esteban Moreno e Claudia Codega- hanno avuto la medesima accoglienza, mentre lo spettacolo BluBlancoRosso-Tres Colores di Alex Cantarelli, in scena al Teatro Politecnico, ha avuto quattro giorni di tutto esaurito.
La decisione, dunque, di ospitare la formazione degli Otros Aires insieme a Pablo Veron è scaturita dalla medesima voglia di offrire uno spettacolo di alta qualità, promuovendo la sperimentazione di linguaggi musicali e del corpo propria di questi artisti, nel rispetto e nella convinzione che bisogna conoscere a fondo la tradizione per poterla dissacrare o contaminare.
Se la musica degli Otros Aires, pertanto, poggia le basi “sull’antico”, gli arrangiamenti elettronici e le video-installazioni legate al ritmo della musica codificano il linguaggio di “ieri” in uno “moderno”, affascinante e comprensibile a tutti. La presenza di Pablo Veron, infine, è un elogio all’espressione del corpo, al di là delle differenziazioni di stile e di genere; il suo Tango è un’estensione invisibile dell’anima, la sua danza al di là del Tango una fusione tra la tradizione artistica della sua Argentina, il tip tap, la danza moderna e quella contemporanea, l’hip hop e le danze latinoamericane.

4 gennaio 2008: concerto Otros Aires + Pablo Veron
Ore 22.30 presso il Salaria Sport Village (Via Salaria, km. 14.500/Via S.Gaggio,5)
20 €


Per informazioni e comunicazioni:
Cristina Loizzo
Ufficio Stampa MDTC Meditango e III Meditangofestival
cristina.loizzo@gmail.com
+39.333.5081325
+39.348.4020302
http://cristinaloizzo.blogspot.com/
http://www.myspace.com/cristinaloizzo

24 dicembre 2007

BluBlancoRosso-Tres Colores

All’interno del III Meditangofestival, organizzato da Alex Cantarelli e Mimma Mercurio -e in corso dal 7 dicembre fino al 6 gennaio 2008 con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Lazio e di Provincia e Comune di Roma-, dal 27 al 30 dicembre sarà in scena al Teatro Politecnico (Via Tiepolo, 13/A) l’ultima produzione di teatro-danza Meditango: BluBlancoRosso-Tres Colores per la regia, i testi, le luci e le coreografie di Alex Cantarelli.BluBlancoRosso è un progetto che si è sviluppato nel corso degli ultimi cinque anni, partendo dalle forme più arcaiche dell’accostamento al Tango, fino a giungere a non voler più parlare di Tango e con il Tango, ma piuttosto di noi stessi, attraverso, però, un altro linguaggio.
Ripensamento degli ultimi tre progetti di Tango e teatrotango della Compania Meditango, BluBlancoRosso vuole essere la sintesi di un pensiero che, partendo da quegli stessi tre colori che ispirarono Kieslowsky, si è sviluppato attraverso un viaggio in ideali che ancora parlano, qui riproposti come valori interiori ed umani.


Blu è un colore metafisico, legato all’acqua, alla pace, alla libertà; Blanco è il colore dell’uniformità che noi insceniamo per deridere; Rosso è il colore del sangue che tutti lega, un viaggio all’interno delle musiche popolari di tutto il mondo, nel segno della fraternità.

In scena con una quindicina di artisti, lo spettacolo resterà al Teatro Politecnico dal 27 al 29 dicembre alle ore 21.00, mentre il 30 dicembre lo spettacolo sarà alle ore 17.00.
Per la durata di circa due ore, prevede musiche dei generi più disparati: dai Prodigy a Scott Gibbons, da Adriana Varela ai White Stripes, da Keith Jarrett a Prince e ai Depeche Mode -rappresentanti della migliore produzione artistica musicale, indefinibile per la sperimentazione costante verso direzioni sconosciute-, senza tralasciare tuttavia i rappresentanti del Tango tradizionale, come Francisco Canaro e Carlos Di Sarli.


BluBlancoRosso – Tres Colores
Con
Alex Cantarelli, Mimma Mercurio, Michele Usoni, Mara Maranzana, Romina Romano, Armando Tatafiore, Roberto Corsaro, Federica Mercuri, Federica Mazzeo, Salvo Gibilisco, Arianna Farabollini, Stefano Testa, Lara Puz, Silvia Correggia, Gigi Barulli, Lucia Piloni


Teatro Politecnico
Via Tiepolo, 13/A (Zona Flaminio)
27-29 dicembre ore 21.00
30 dicembre ore 17.00
Prenotazioni a teatro 06.3219891 - oppure attraverso
festival@meditango.com

19 dicembre 2007

Fango. I L'incontro, il Jazz, il Tango

All'interno del III MEDITANGOFESTIVAL, FESTIVAL INTERNAZIONALE DI TANGO, TEATRO E DANZA DI ROMA, un altro evento eccezionale di particolare raffinatezza si terrà domenica 23 dicembre 2007 presso l'Eliseo Cafè - Foyer del Teatro Eliseo (Via Nazionale, 183): Anna Maria Castelli, Davide Cavuti e Paolo Di Sabatino -tre interpreti del grande jazz italiano- daranno vita ad un happening in cui il Tango si incontrerà con il Jazz, dal titolo Fango.I L'incontro, il Jazz, il Tango.
Dopo aver incantato l’America del Sud, il Canada, Mosca e Belgrado, Anna Maria Castelli arriva in Italia come uno degli ospiti d’eccezione del III Meditangofestival, facendosi accompagnare al pianoforte da Stefania Tallini; Davide Cavuti e Paolo Di Sabatino, inoltre, duetteranno all'insegna della contaminazione tra i due generi musicali, dando vita ad un Tango-Jazz di rara bellezza.
Organizzato dalla MDTC Meditango di Alex Cantarelli e Mimma Mercurio, il Meditangofestival è giunto quest’anno alla terza edizione consecutiva, proponendo nel mese di durata del Festival (è partito il 7 dicembre e si concluderà il 6 gennaio 2008), numerosi appuntamenti e spettacoli di Tango, Danza, Teatro e Musica, per un totale di oltre 40 artisti coinvolti. Dopo una serata inaugurale con più di 500 presenze, l’Europa Festival e il Gran Galà con Esteban Moreno&Claudia Codega, l’appuntamento dell’Eliseocafè è tra le punte di diamante del Festival.
La serata-concerto all'Eliseo Cafè, dunque, si terrà all'insegna dell'amore per la musica e per il talento, all'interno della soireé di Milonga e con la presenza di due ospiti d'eccezione: Esteban Moreno e Claudia Codega, tra i maggiori interpreti del Tango internazionale, conosciuti in tutto il mondo per la loro particolare raffinatezza ed eleganza.

Anna Maria Castelli è personaggio raro e di straordinario talento: cantante, attrice, performer dalla grande versatilità. Il suo percorso artistico, infatti si articola fra jazz, tango, canzone d’autore, ma anche teatro e teatro musicale. Insieme al Premio Oscar Luis Bacalov ha dato vita al Trio Tango (con la partecipazione del bandoneonista argentino Juanjo Mosalini) riscuotendo un successo internazionale che l’ha consacrata come l’unica europea a cui sia stato concesso di cantare il tango nella sua patria. Co-protagonista con Giorgio Albertazzi nello spettacolo “Borges in Tango” da lui scritto, diretto ed interpretato, dirige artisticamente il Versilia Jazz Festival, il Centro Internazionale per la Canzone d’Autore del Comune di Viareggio e il Festival per cantautori e voci nuove Europa Festival.
Paolo Di Sabatino -classe 1970-, si è diplomato nel’90 in pianoforte col massimo dei voti e menzione speciale presso il Conservatorio di Bari, conseguendo nel’94, presso lo stesso Conservatorio, anche il diploma di Musica Jazz. Dopo aver suonato in importanti club e festival(ricordiamo Villa Celimontana e il Salamanca Jazz Festival), ha avviato una collaborazione in qualità di pianista-compositore-arrangiatore con Davide Cavuti per alcuni progetti che hanno avuto come protagonisti Michele Placido, Arnoldo Foà, Caterina Vertova ed Alessandro Haber. Del 2002 è il cd Paolo Di Sabatino, una raccolta pubblicata dalle edizioni Il Manifesto, che racchiude tutte le sue composizioni, suonate in compagnia di sassofonisti quali Javier Girotto, Stefano Di Battista e Daniele Scannapieco. Nella veste di pianista e arrangiatore ha firmato l'ultimo disco della cantante Antonella Ruggiero, Souvenir d'Italie, accompagnandola all'ultimo Festival di San Remo e iniziando una tournèe che ha ricevuto calorosi consensi di critica e di pubblico. A febbraio, infine, uscirà un cd in duo col trombettista Fabrizio Bosso, attualmente uno dei jazzisti italiani più famosi in assoluto in Italia e all'estero.
Davide Cavuti, musicista-autore e Premio Astor Piazzolla 1999, è il fondatore dell’Inspiración Tango e de Le Grand Tango Ensemble, con cui si è esibito in tutto il mondo.
Ha curato, nel 2007, insieme con Paolo Di Sabatino le musiche di scena dello spettacolo Serata d’Onore – Notte dei Poeti con Giorgio Albertazzi e Michele Placido e con la partecipazione di Riccardo Scamarcio, nell’evento tenutosi a Roma prodotto dal Teatro Argentina. Direttore artistico della Stagione dei Concerti e del Teatro F.P. Michetti, collabora, dal 2007, con l’Ente Teatrale Italiano e il Teatro Tor Bella Monaca di Roma. Ha pubblicato il libro Retrato de Tango (2003). Nella veste di solista e autore del testo e della regia ha firmato inoltre numerosi spettacoli teatral-musicali interpretati da Caterina Vertova, Alessandro Haber, Ugo Paliai, Cecilia Gasdia, Paolo Bonacelli, VAnessa Gravina, Flavio Bucci, etc. È, infine, Presidente del Premio Culturale MuMi.
Stefania Tallini, pianista, arrangiatrice e compositrice, è tra le migliori nuove leve del Jazz italiano, con all'attivo, oltre ad alcuni dischi come siderman, anche tre da leader. Dal 2000 sono numerosi i Festival di Jazz in cui ha partecipato, come lo YVP Jazztage di Ulm e Roma suona il Jazz; numerose, infine, le collaborazioni artistiche con jazzisti italiani di primo piano, come Enrico
Pieranunzi e Maurizio Giammarco.

ORARI E PREZZI:
Domenica 23 dicembre, presso l'Eliseocafè (Via Nazionale 183)
dalle ore 20.00 in poi concerto + milonga
12.00 €
Infotel: +39.347.1953606 Mailto
festival@meditango.com
mailto:festival@meditango.com

I prossimi appuntamenti del III Meditangofestival:
-dal 27 al 30 dicembre, presso il Teatro Politecnico di Roma (Via Tiepolo, 13/A), BluBlancoRosso.Tres Colores, regia
di Alex Cantarelli;
- 4 gennaio 2008, in collaborazione con Tango Independiente, presso il Salaria Sport Village (Via Salaria, km.
14.500/Via S. Gaggio,5), Otros Aires in concerto + Pablo Veron;

Esteban Moreno & Claudia Codega di nuovo in Italia


Tornano per il terzo anno consecutivo al Meditangofestival e in tre anni il loro stile si è integrato con dinamiche geniali ed innovative, senza perdere di vista l'anima, o la luce, non ingenuamente tipica, ma quella luce che illumina il gesto compiuto, che ha senso.
Esteban e Claudia sono, nel turbine del rinnovamento, i ballerini e maestri che più hanno saputo traghettarsi fuori dalla tradizione con eleganza, costrutività ed intelligenza.


21 dic VENERDI'
Salaria Sport Village
via S. Gaggio, 5
h. 22,30 Gran Galà Salaria S.V. con esibizione di Esteban Moreno & Claudia Codega
Tj Gibo

22 dic SABATO
TangOFFicina
via Cupa 5
h. 14,30-16,30 Intermedih.
16,30-18,30 Avanzati
h. 18,30-20,30 Princ-Intermedi
h.22,30 Serata-Club TangOFFicina

23 dic DOMENICA
TangOFFicina
via Cupa 5
h. 12,00-14,00 Intermedi
h. 14,00-16,00 Avanzati
h. 16,00-18,00 Princ-Intermedi


Costi serate:
21 dic. venerdì Gran Galà (Salaria Sp.Vil.) €12
22 dicembre Serata Club TangOFFicina € 8