Le sonate di Beethoven per il violino di Uto Ughi

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole. (Pablo Picasso)
Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!

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Il 4 e 5 maggio, al Teatro Valle, Emio Greco presenta Hell, spettacolo la cui ispirazione è tratta dalla pittura, dalle performing arts, ma specialmente dalla letteratira e dalla musica. L’Inferno di Dante, infatti, e l’Allegro con brio della Quinta Sinfonia di Beethoven sono il punto di partenza per ribaltare i punti di vista tradizionali su questioni esistenziali come il rapporto tra corpo ed anima, ed il loro comune perdersi o salvarsi.
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Illustrare il Brasile attraverso i suoi artisti; questo l’intento della mostra, curata da Jacqueline Montagu, allestita presso l’Ambasciata del Brasile fino al 23 maggio.
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Il 6 maggio la Fondazione Isabella Scelsi inaugura il proprio Archivio Storico, obiettivo di rilievo per il mondo della musica e della cultura. A comporlo, una preziosa raccolta di oltre 16.000 documenti in gran parte inediti, che fanno luce sull’opera di Scelsi, compositore tra i maggiori del’900; nella consistente sezione musicale si possono trovare i file digitalizzati in alta definizione di oltre 600 nastri con le registrazioni originali di Scelsi, manoscritti, copie eliografiche di oltre 1200 partiture e manoscritti. Infine, una sezione bibliografica curata da Alessandra Carlotta Pellegrini, contiene saggi, studi e articoli riguardanti il compositore.
Archivio Scelsi
Fondazione Isabella Scelsi
Via S. Teodoro, 8
Infolne: 06.69920344
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 30.04-07.05.2009-
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Ayesha, coreografa e regista moderna di successo, si scontra col nonno Shantilal, re del cinema tradizionale indiano; la famiglia Merchant è custode della tradizione della danza Kathak (la danza degli dei) e Shantilal è l’ultimo esponente di un’antica stirpe di guru. Contro il suo volere, la nipote Ayesha, abbandonata la scuola di danza Kathak, è diventata la regina della contemporanea Bollywood, seguace dei modelli occidentali; l’imminente morte del nonno riporta Ayesha nelle sue terre d’origini, facendole ritrovare l’amore d’infanzia, Uday, e la forza delle secolari tradizioni familiari.
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Con la direzione di Ingo Metzmacher, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Hudson Shad Quartet accompagneranno la splendida voce della Faithfull, insieme anche alla fisarmonica solista Davide Vendramin.
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Le tre donne, infatti, una volta abbindolate, vengono sadicamente rinchiuse in una cantina da un maturo scrittore paraplegico e dal suo perfido assistente; il gioco da portare avanti è, per loro, una rappresentazione che rasenta la sottile tortura psicologica, al fine di indagare l’animo umano. Adoperando i temi biografici del poeta statunitense, dunque, i due malvagi uomini creano una trappola per topi, per stanare i fantasmi nascosti negli angoli remoti della memoria delle tre malcapitate.
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Un omaggio alla sua Buenos Aires va in scena dal 21 al 26 aprile al Teatro Ambra Jovinelli, ad opera di Luis Bacalov. Il maestro e compositore argentino, con Mi Buenos Aires Querido, ha scelto musica, parole, poesia e ballo per un viaggio nei luoghi più significativi e poetici della città porteña.
La musica, naturalmente, è il fulcro del viaggio; e il Tango, dal canto suo, è il simbolo non solo del Paese, ma anche della commistione di generi artistici alle sue origini che ha portato autori di opere teatrali a scrivere anche letras di Tango, com’è accaduto, ad esempio, per Santos Discepolo, Contursi e Manzi. Non solo letras de Tango, ma anche composizioni originali di Bacalov, come Fundacion mitica de Buenos Aires -ispirata dalla poesia omonima di Borges-, tanghi strumentali e cantati degli Anni’30 e l’innovazione di Piazzolla ne sono la colonna sonora.

Una traduzione simultanea delle letras di tango, poi, spiega i testi dei tanghi, spesso racconti della vita di quegli anni, mentre il testo teatrale scritto da Bacalov e da Carlos Sessano descrive i fatti che hanno caratterizzato i cambiamenti di Buenos Aires negli anni.
Il tango anche come danza vede poi coinvolti una coppia di ballerini che interpreta i vari stili a seconda dei brani e dei periodi storici, mentre la danza contemporanea della Danza del duelo di Bacalov, coreografata dalla figlia Anna Paola, svela la legge del pugnale.
Non volendo trascurare nulla, infine, un racconto per immagini video, foto di repertorio e filmati ricompone il puzzle di Buenos Aires, terra di emigranti e di ogni Paese che ha contribuito a popolarla.
Dal 21 al 26 aprile
Mi Buenos Aires Querido
Teatro Ambra Jovinelli
Via Guglielmo Pepe, 43
Dal martedi al sabato ore 21.00; domenica ore 17.00
Biglieti: da 10 € a 30 €
Infoline: 06.492715222
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 17-23.04.2009-
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Les Ballets Russes al Teatro dell’Opera
Dal 17 al 22 aprile, al Teatro dell’Opera, va in scena la seconda parte dedicata ai balletti di Diaghilev dei Ballets Russes; Pulcinella, La chatte, Oarade e Le scare du Printemps costituiscono il polposo programma delle serate, che godono dell’esecuzione musicale dell’Orchestra del Teatro dell’Opera, diretta dal Maestro David Coleman.
Avendo avuto il grande merito d’aver ospitato per primo in Italia i lavori di Diaghilev, il Teatro Costanzi celebra con il ciclo dedicato ai Ballets Russes sia la lungimiranza dei direttori artistici d’allora, sia, soprattutto, lo spessore rivoluzionario di questi balletti, parte della storia della danza.
Dal 17 al 22 aprile
Les Ballets Russes
Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma
David Coleman direttore
Teatro dell’Opera
Piazza Beniamino Gigli, 7
17 e 21 aprile ore 20.30; 18 aprile ore 18.00; 19 aprile ore 17.00; 22 aprile per le scuole
Biglietti: da 13 € a 58 €
Infoline: 06.4817003
Mi Vida all’Ambra Jovinelli
La compagnia di flamenco Cristina Benitez presenta all’Ambra Jovinelli, dal 17 al 19 aprile, lo spettacolo Mi Vida, nato come opera musicale e poi sviluppatosi coreograficamente intorno ad un canovaccio narrativo a trattti autobiografico, scritto dalla Benitez.
Sul palco 9 ballerini, 4 musicisti e 2 cantores, impegnati a delineare le tappe dell’opera (Infanzia, Lotta, Sofferenza e Amore), in un percorso che dalla nascita si svolge attraverso le normali avversità dell’esistenza, e dove la danza ha una funzione catartica, oltre che narrativa.
Dal 17 al 19 aprile
Mi Vida
Teatro Ambra Jovinelli
Via Guglielmo Pepe, 43
17 e 18 aprile ore 21.00; 19 aprile ore 17.00
Biglietti: da 10 € a 30 €
Infoline: 06.492715222
A tutta danza al teatro Vascello
Doppio assolo di danza contemporanea in programma al Teatro Vascello dal 15 al 19 aprile; in scena, Non trascuro, di e con Sara Simeoni, e Deforme caos di forme armoniose, di e con Caterina Inesi. Due viaggi all’interno di se stesse; l’uno “nella cavità formatasi nel polmone sinistro”, dove il silenzio diventa canto e danza, l’altro nella “bolla di solitudine” che deriva dallo scontro tra la realtà e il proprio sentire, quella disarmonia alla base del necessario continuo movimento per poter sopravvivere alle incongruenze.
Dal 15 al 19 aprile
Non trascuro, di e con Sara Simeoni
Deforme caos di forme armoniose, di e con Caterina Inesi
Teatro Vascello
Via G. Carini, 78
Da giovedi a sabato ore 21.00; domenica ore 17.00
Biglietti: 12 € intero, 10 € ridotto
Infoline: 06.5881021
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Pur apprezzando le composizioni di poeti e letterati, Berlioz, però, nel comporre il suo Romeo e Giulietta non scelse la via del teatro d’opera; nessuno dei solisti vocali, cui è concesso un tempo limitato per durata, infatti, impersona i due giovani amanti, ma coro ed orchestra sono piuttosto chiamati ad illustrare ed esaltare i momenti più significativi della vicenda.
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Un cast internazionale di solisti composto da Vito Priante, Mary-Ellen Nesi, Ann Hallenberg, Laura Cherici, Martina Ruping e Theodora Baka presenta per la prima volta a Roma l’opera ritenuta dispersa e recentemente ricostruita proprio da Curtis e Alessandro Ciccolini.
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