18 marzo 2007: l"incipit


"Vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco
si consumerà da sè.
E se una vita finisce qua
quest'altra vita
presto comincerà"

Con parole di altri (gli Afterhours), apro questo blog, con il fuoco che spero non si spenga mai.
Ho scritto molte parole, forse inutili o banali, o forse interessanti, irriverenti e divertenti.Le ho pubblicate altrove, ma a volte capita che dopo una giornata al mare si torni a casa solo con la sabbia nelle scarpe.
Ecco spiegato, quindi, il perchè di post retrodatati.
E' iniziata anche questa avventura..davanti, l'orizzonte. Sconosciuto. E per questo, assolutamente elettrizzante!
Buona lettura a tutti!



16 settembre 2008

I "quattro motori" del Piccolo Grande Amore di Baglioni

Piccolo Grande Amore: è questa la canzone che, all’inizio degli Anni’70 un ventenne romano sconosciuto, tale Claudio Baglioni, (soprannominato dagli amici del quartiere “Agonia” per il suo abbigliamento dark, il suo amore per De Andrè e quegli occhiali dietro cui si nascondevano i suoi timidi occhi scuri) sta scrivendo “come un carbonaro”, all’insaputa dell’allora sua casa discografica, la RCA.
Per volontà di questa stessa casa discografica, poi, una tournèe in Polonia lo consacra in quella terra al centro d’Europa come un idolo musicale; autografi, fama, regali e cadeau di varia natura lo invogliano a restare lì piuttosto che a tornare in Italia dove non riesce proprio ad esser capito e a sfondare come cantautore.
In effetti, Claudio, questo mestiere non l’aveva scelto “mosso dal sacro fuoco dell’arte”, bensì era nato un po’ per caso; andando periodicamente in treno in Umbria con i suoi genitori, e portandosi dietro gli animali vivi, bisognava infatti coprire con la voce i loro versi, se non si voleva esser multati dal controllore. Da lì aveva scoperto le sue doti canore.
Senza contare che per uno come lui, “timido, magrolino ed insignificante”, cantare era un’ottima “tecnica per rimorchiare”..
Eppure il destino ci sconvolge proprio quando meno lo si crede: la canzone, Piccolo Grande Amore, non solo venne incisa, ma addirittura balzò al secondo posto nella classifica italiana, trasformando il suo autore in un divo e cambiando il proprio nome in Questo Piccolo Grande Amore, lo stesso dell’album in cui venne inserita.
Era il 1972 e l’ambizioso -e forse incosciente- Baglioni non si limitò a scrivere una bella canzone, ma piuttosto un concept album, primo nel suo genere: protagonisti sono due ragazzi, il loro incontrarsi, innamorarsi e lasciarsi in una delle città più belle al mondo, Roma.
Da Roma e da Questo Piccolo Grande Amore riparte, oggi, Claudio Baglioni, artista dalla quarantennale carriera, che ha deciso di imbattersi in un progetto ambizioso e faticoso, ma che gli permette, ancora, di poter volare: è Q.P.G.A. 2008 Opera Pop.
Al di là dell’acronimo -convenzione per i teenegers abituati a non sapersi più esprimere compiutamente-, Q.P.G.A. 2008 è un doppio album, un concerto, un libro ed un film, secondo il loro rispettivo ordine di uscita.
L’album sarà doppio perché così era originariamente; dei 36 brani inizialmente scritti, ne furono infatti pubblicati solo 15, essendo un doppio album un’uscita troppo ardita per un esordiente. Insieme dunque all’originale concept album, la nuova fatica discografica di Baglioni (la cui uscita è prevista per fine novembre) conterrà anche brani inediti scritti allora e nuovi pezzi appositamente composti dal cantautore per questa occasione, tutti rivisitati e riarrangiati per renderli adatti alla nuova sensibilità e profondità maturata nel frattempo.
Insieme a lui, 40 amici “graffitari”, vale a dire amici che si sono prestati a registrare frame di 20 secondi o poco più per alcune canzoni e che “imbratteranno” con lui quel muro erto a simbolo del progetto nella sua totalità. Nessuna indiscrezione sui nomi però; da buoni graffitari, hanno lasciato un segno e, a meno che loro stessi non vorranno venire anzitempo allo scoperto, bisognerà attendere l’uscita dell’album per scoprirne l’identità. Certa è solo l’assenza di duetti.
In contemporanea con l’uscita del doppio album, il 12 novembre si terrà a Milano (all’Allianz) la prima delle tre date di presentazione di questo lavoro, che vedono in Roma (al Gran Teatro) ed infine a Napoli (al Palapartenope) la conclusione della sua prima parte introduttiva.
Sono previste due ore e mezza di concerto senza interruzioni, con quella spettacolarità cui Baglioni ci ha abituati e con l’ausilio di immagini tratte dal film parte dell’intero progetto. Con Altri Amori, la festa finale di questi concept-concerts, infine, terminerà la parte live, con la promessa di eseguire alcuni tra i più grandi successi del suo straordinario repertorio musicale.
A partire dalla fine di febbraio, invece, altre date completeranno la tournèe, proprio mentre nelle sale -dall’11 febbraio- sarà possibile vedere il film, affidato alla regia di Riccardo Donna e distribuito da Medusa. A detta di Baglioni, bisogna ringraziare proprio il film per questa sua nuova uscita discografica; circa due anni fa, infatti, i produttori gli proposero la realizzazione di un lungometraggio su Questo Piccolo Grande Amore, partendo dal presupposto che la sua natura di concept album agevolasse la scrittura di una sceneggiatura (affidata ad Ivan Cotroneo). Il film -ancora in lavorazione per le prossime cinque settimane circa- ha per protagonisti Giulia (Mary Petruolo) ed Andrea (Emanuele Bosi), protagonisti di quel piccolo grande amore che, “sebbene non duri tutta la vita, ti cambia per sempre”.
Non sarà un film musicale però, né un musicarello (un film in cui le canzoni sono utilizzate come riempitivo di scene o a commento delle scene stesse), bensì un “pop-movie meta-musicale”, in cui la musica, naturalmente, è fondamentale, ma che racconta le vite, i sogni ed i sentimenti dei protagonisti come io narrante (Baglioni del resto non apparirà nel film, se non come voce “musicale” fuori campo).
Un film che racconta i sogni e la vita di chi, allora come oggi, ha vent’anni e, al di là dell’epoca cui appartiene e di quello che accade, pensa sia possibile cambiare il mondo anche attraverso un piccolo grande amore. Volutamente, infatti, il soggetto non è stato né attualizzato né stravolto rispetto alle storie raccontate nel concept album; partendo dunque dalla manifestazione a Piazza del Popolo, un lacrimogeno attraverserà le teste di tutti quei manifestanti, simbolo della discesa del volo dell’ideale politico e dell’attimo in cui invece spiccherà quello dell’amore dei due giovani. Altra cosa voluta, l’assenza di volti più o meno nel cast; è una storia che vuole essere raccontata per quella che è, senza rimandi ad altri personaggi o star.
L’idea del film, infine, è piaciuta talmente tanto a Baglioni che non solo ha deciso di affiancare nella scrittura della sceneggiatura Cotroneo, ma ha anche, finalmente, preso il coraggio di scrivere un libro a riguardo, dopo le decennali proposte e richieste della Mondadori.
Già, perché il quarto “motore” di questa fatica è proprio un libro, definito da Baglioni “opera prima, ma forse anche atto unico!”. Un libro che, ci tiene a specificare Gabriella Ungarelli della Mondadori, “non sarà né un gadget o derivato” degli altri prodotti dell’intero progetto, né un mero “racconto del backstage”, bensì un “romanzo vero e proprio”, scritto davvero da Baglioni senza l’ausilio di un ghost-writer; sebbene ancora in fase di scrittura, ne è prevista l’uscita per fine novembre.
Caratteristica di Q.P.G.A. 2008 Opera Pop è l’essere un quadrigetto: i quattro motori che lo compongono, infatti, sono tutti indispensabili e dipendenti l’uno dall’altro affinchè l’eccezionalità di quello che è l’album più venduto di tutti i tempi in Italia possa esprimersi compiutamente. I motori servono a volare; e Baglioni non ha mai smesso di volerlo e saperlo fare.



-Pubblicato su www.lineamusica.it il 16.09.2008-

09 settembre 2008

Il ruggito di Adriana Varela

Sono le 21.00 in punto e le luci si spengono; entrano in scena un bandoneòn, una chitarra ed un pianista.
Sono Walter Castro, Horacio Avilano e Marcelo Macri, musicisti validissimi ma non conosciuti al grande pubblico. La loro peculiarità è, infatti, essere l'accompagnamento dell'unica donna in grado di cantare il Tango con le medesime vibrazioni di Carlos Gardel, Adriana Varela.
E' lei ad aprire, il 6 settembre, la seconda edizione del Festival Buenos Aires Tango, all'Auditorium Parco della Musica di Roma fino al 18 settembre; è la voce di questa donna carismatica di Avellaneda, vicinissima a Buenos Aires, a rappresentare davvero il Tango in questo festival.
Perché, a dispetto delle solite convenzioni formali e linguistiche, il Tango non è solo "un pensiero triste che si balla" o la sola "passione"; il Tango è storia, attimi, respiri, emozioni contrastanti, rabbia, gioia o disperazione. E molto altro. E' anima che si rapporta al mondo con un suo bisogno particolare di esprimersi sulle singole cose, persone, emozioni.
E' l'inesprimibile che si palesa.
E' una musica che se con Astor Piazzolla s'è fusa con il jazz ed ha dato vita ad un qualcosa di unico e di fruibile ad un pubblico maggiore, ai primordi era l'espressione di un intimo a volte provato dalla lontananza dalla propria patria, piuttosto che da un amore impossibile o dalla malinconia.
Amore, nostalgia, rabbia, orgoglio e grinta; tutte connotazioni della voce della Varela; sale sul palco d'argento vestita e si viene trasportati in un'altra dimensione, in cui le pareti della sala Sinopoli non esistono più, in cui la sua voce e la sua persona catalizzano tutta l'attenzione al punto tale da illudere di essere da soli con quelle note e parole in un posto anomalo ed introvabile.
Canta spesso in controtempo Adriana Varela, come a sottolineare che non si intonano delle parole per seguire la musica, ma che musica e parole sono davvero espressione di un sentire che, per esprimersi, ha bisogno dei suoi tempi, timbri e toni, oltre che di un'anima che ne guidi i percorsi. E che, quindi, possano andare insieme, o camminare paralleli senza però incontrarsi mai.
Del resto anche Roberto Goyeneche (soprannominato "el Polaco" per via della sua magrezza e dei capelli rossi) -incontro cruciale nella vita della Varela- cantava in controtempo, come fosse jazz. E da Goyeneche la Varela sembra aver acquistato quella medesima consapevolezza dell'importanza del passato e delle tradizioni, quell'amore incontrastato per le parole, quella sregolatezza dell'agire e dell'interpretazione.
Canta con ogni atomo del suo corpo, usando una gestualità a volte bizzarra; si inchina, si contorce o resta in sospensione su una gamba sola, mentre le corde vocali emanano quel ruggito che è caratteristica della sua voce.
A volte graffiante, sfrontata o sensuale, la bocca della Varela sembra essere un calderone delle streghe; contenitore di sillabe soffocate o graffianti, di magiche pozioni utili per incantare ed ammaliare chi le ascolta. Goyeneche, parlando della sua voce, diceva che era la "voce di una femmina, ben più pericolosa di quella di una semplice donna"; la malìa della Varela aveva colpito anche lui.
Gioca con il pubblico questa bella donna che approfitta di qualche minuto strumentale per tornare sul palco con un altro vestito, ben felice che in platea ci siano argentini che comprendono ogni sua parola, piuttosto che amanti del Tango che vorrebbero cantare a squarciagola con lei pezzi indimenticabili come Volver o Afiches. Se proprio con Afiches, quasi all'inizio del concerto, diventa palpabile quella "colpa dell'amore" narrata da Homero Exposito, quando intona Malena si assiste all'incarnazione della donna cantata da Homero Manzi, che allo stesso tempo è musa di quelle parole e ammaliato spettatore di colei la cui voce è "fiore di una pena" ed i cui tanghi sono "creature abbandonate".
Le mani, gli occhi, la testa e la sua figura sono parte integrante della sua espressione; che intoni un tango degli anni Quaranta piuttosto che una composizione più moderna, non si ha mai l'impressione che non stia parlando con chi è lì seduto davanti a lei, pronto magari, ingenuamente, ad assistere ad un concerto di bella musica. 
E' un ciclone la Varela sul palco: cammina, si agita, ammicca, interpreta.
Perché le parole son sempre parole; il significato sta tutto nel modo di comunicare.
E, come ricorda alla platea, anche se non si conosce lo spagnolo, ciò che sta dicendo è ben comprensibile; note e testi, grazie a lei, si son trasformati in un esperanto.  

01 agosto 2008

Intervista ai Tinturia

Conosciamo più da vicino i Tinturia, gruppo di "monelli" siciliani, formato da sette musicisti. Abbiamo intervistato per voi Lello Analfino, il frontman del gruppo.

- Ciao Lello, innanzitutto...come nascono i Tinturia?
Ciao a tutti voi! Il nostro gruppo nasce negli anni '90 e da subito si caratterizza per la proposta di inediti che, per fortuna, incontrano il gusto del pubblico! Questo ci ha permesso, dopo una sacrosanta gavetta fatta di locali, di esibirci nelle piazzi nelle quali di volta in volta il pubblico presente è diventato sempre più numeroso...per fortuna! Al di là delle esibizioni live, la misura del fatto che forse avevamo qualcosa da proporre di veramente valido, ci venne poi data dalla partecipazione a diversi festival in giro per l'Italia -che, peraltro, abbiamo anche vinto! (Treviso, Benevento, ecc)-; è proprio in uno di questi festival, infine, a Benevento, che abbiamo conosciuto Gegè Telesforo, che ha iniziato a produrci...tutto è partito da lì!

- Da dove nasce il nome della vostra band?
In siciliano, con il termine "tinturia" si indicano le monellerie dei bambini particolarmente vivaci. Posso dire di esser stato io a battezzare così il gruppo, ovviamente con il consenso di tutti però! In questa parola, infatti, ci identifichiamo, sia a livello personale che artistico; la nostra musica è fatta di vivacità, verità che non ci preoccupiamo di dire, denuncia sociale di temi scottanti ma che cerchiamo di proporre in modo scanzonato ma volutamente provocatorio, come farebbero, appunto, dei ragazzini discoli.
In effetti, ragazzini anagraficamente noi non lo siamo più, però ci portiamo dentro quel fanciullino che non vuole proprio saperne di crescere e che, per di più, prova particolare piacere ad essere "tintu"!

- Quest'anno, a marzo, è uscito il vostro quinto album, Di mare e d'amuri. E' cambiato il vostro approccio alla musica dal primo lavoro, del 1999?
Certamente. Sono cambiati i suono, come era normale sarebbe accaduto in un gruppo che negli anni ha subito degli addii e degli arrivi, che hanno naturalmente portato il loro bagaglio artistico, le loro idee ed il loro suono.
Più che di cambiamento per il nostro suono, però, direi che siamo cresciuti nel tempo; c'è un approccio più maturo alla nostra produzione artistica; il gruppo suona sicuramente meglio di dieci anni fa. Penso che con gli anni abbiamo acquistato una piena consapevolezza maggiore delle nostre potenzialità e dei nostri limiti.

- All'interno di questo album c'è, oltre a 10 inediti, anche una cover di Domenico Modugno (Lu pisci spada); come mai avete scelto proprio lui e perché questa canzone?
Consideriamo da sempre Modugno come l'artista che ha tracciato la strada della musica che facciamo, un artista di rottura che ha cambiato il modo di fare musica in Italia in quel periodo, un artista che non aveva paura di proporsi con delle canzoni in dialetto. Dopo La donna riccia, U piscispata è il secondo omaggio che gli facciamo; abbiamo quindi riarrangiato e suonato questo brano con il nostro suono, senza però bisogno di attualizzarne di nuovo la tematica, dato che la canzone non ne ha assolutamente bisogno.
- Un aggettivo per questo album?
Sicuramente solare.

- Siete in sette e suonate praticamente tutti gli strumenti possibili; anche nelle composizioni delle canzoni lavorate tutti insieme o vi affidate a una persona in particolare?
Lavoriamo tutti insieme; magari si parte dall'idea di uno di noi, ma poi la composizione e l'arrangiamento è la sintesi del lavoro di tutti i componenti della band.

- La vostra musica è decisamente piacevole ed irriverente. Voi la definite "sbrong"...vale a dire?
"Sbrong" è un concetto un pò complesso...è la voglia di non etichettarsi, di fondere nella nostra musica le esperienza musicali che ogni componente del gruppo porta in dote, è la voglia di stare insieme e di provare ad amalgamare generi diversi con una sola finalità: emozionarci noi per riuscire ad emozionare il pubblico. Ecco cos'è "sbrong"!

- Avete lavorato per la colonna sonora del film di Ficarra e Picone, "Nati stanchi", titolo anche del vostro omonimo album uscito nel 2002. Com'è stato lavorare per la colonna sonora di un film?
E' stata davvero un'esperienza straordinaria, con due personaggi fuori da ogni parametro. E' stato puro godimento lavorare con loro; questa collaborazione, peraltro continuata anche dopo, ha confermato il grande amore che reciprocamente ci lega ormai da tanti anni.

- Le vostre canzoni sono a volte anche in siciliano; perché avete deciso di mettere un pò da parte il dialetto siciliano rispetto alle origini?..del resto, i Sud Sound System insegnano che anche cantando in dialetto si può uscire dai propri confini regionali..
Noi abbiamo sempre alternato i testi delle nostre canzoni. Dietro questa scelta non vi è alcuna strategia; direi che ogni decisione è dettata dall'emozione del momento. Ci sono canzoni che nascono in un modo ed altre che nascono in un altro, semplicemente. Dopotutto, anche Modugno ha scritto e proposto alcuni testi in lingua ed altri in vernacolo. Comunque, giusto per smentirti un pò!, non è vero che ultimamente abbiamo messo da parte il siciliano; nel nostro ultimo lavoro, il siciliano è infatti presente in ben cinque brani!

- La canzone di questo album a cui siete più affezionati?
E' una domanda difficile! Non saprei risponderti...le amiamo tutte!

- I don't know è una canzone di protesta ambientalista e di carattere internazionale (italiano, inglese, siciliano); ce ne potete parlare?
I don't know è il nostro modo di schierarci e di dire la nostra sul problema ambiente. Musicalmente abbiamo voluto fondere le due lingue, il siciliano e l'inglese, che rappresentano, rispettivamente, le nostre radici e la lingua globale, in un'alternanza che vuole rappresentare la nostra coscienza, che cerca di comunicare al mondo che stiamo arrecando dei danni irreparabili all'ambiente. Sappiamo tutti che tipo di danni stiamo provocando; noi rendiamo semplicemente pubblico il disagio della nostra coscienza, della voce e del sentire comune.

- Un pregio ed un difetto di ognuno di voi?
Mmmmmm...beh, il pregio di Lello è la genialità, il difetto invece è che è sincero. Angelo ha invece il pregio della generosità ed il difetto di essere troppo disponibile; Lino ha dalla sua la riservatezza, però è polemico, mentre Giampiero è schietto, ma a volte superficiale. Mimmo ha dalla sua sicuramente la gioventù, però il suo vero difetto è il sonno! Mario è allegro ma permaloso, Luciano, infine, è spontaneo, ma davvero disfattista!

- Le vostre influenze musicali quali sono?
Sono molte, a dir la verità; jazz, reggae e funky come generi; Carosone, Modugno ed i grandi della musica come personaggi...però siamo in sette, abbiamo gusti musicali differenti...fare davvero una lista sarebbe complicatissimo, oltre a produrne una lunghissima!

- Con chi vi piacerebbe collaborare, artisticamente parlando?
Con chiunque abbia voglia di farlo con noi! Ma se proprio devo dirti un nome, Jovanotti ci intriga parecchio..

- Progetti per questa estate?
Sicuramente continuare a suonare in giro per l'Italia, per portare il nostro progetto musicale anche nei posti dove ci conoscono poco.

-Pezzo pubblicato su lineamusica.it il 1.08.2008-

19 luglio 2008

Cinema al Belvedere
















Si è inaugurata sabato scorso la nuova edizione di Cinema al Belvedere, manifestazione che da oltre un decennio è parte integrante dell’Estate Romana e che si svolge, fino al 10 agosto, al Belevedere Cederna, panoramica passeggiata sospesa sui Fori Imperiali. Curata da Paola Livraghi ed organizzata dall’associazione culturale Primato, Cinema al Belvedere è una retrospettiva dedicata al cinema ispirato al romanzo giallo e di costume noir; oltre alla proiezione di pellicole d’annata -in bianco e nero ed in caso in lingua originale-, anche, per il mese di luglio, incontri letterari, presentazione di libri, reading e conversazioni con gli autori, oltre ad una mostra inerente il periodo di riferimento della manifestazione, curata da Ernesto G. Laura.
Cinema al Belvedere per questa edizione ha per tema le dark ladies, le cattive signore del giallo: Greta Garbo, Bette Davis, Marlene Dietrich, dunque, ma anche Rita Hayworth, Joan Crawford e Marilyn Monroe tra le altre.
Cinquanta pellicole -di cui otto in versione originale con sottotitoli-, pietre miliari di questa arte: L’Angelo Azzurro, Mata Hari ed Ossessione, ma anche Cronaca di un amore e La Fiamma del Peccato.
Ispirandosi al centenario della Giornata Internazionale della Donna, l’edizione 2008 di Cinema al Belvedere vuole far omaggio alla donna nella cinematografia noir del Novecento, mettendo in luce il suo passaggio da “pupa del gangster” a “bella procace ma stupida”, fino alla doppiogiochista spietata e cinica in grado di far compiere delitti agli uomini da lei soggiogati.
Del resto, la splendida Dietrich/Lola Lola, rivolgendosi al professore Emil Jannings in L’Angelo Azzurro, diceva di sapere che sarebbe tornato, perché, da lei, “tornano tutti”; per questa volta, l’appuntamento è al Belvedere Cederna.

Fino al 10 agosto
Cinema al Belvedere – Dark Ladies, Le Cattive Signore del Giallo
Belvedere Antonio Ciderna – Ingresso Clivio Acilio
Via dei Fori Imperiali
Apertura Belvedere ore 19.00; Incontri letterari ore 20.30; Proiezioni primo spettacolo ore 21.30; secondo spettacolo: 23.30
Biglietto: 3 €, con possibilità d’abbonamento con piu’ ingressi fino a 55 € e riduzioni;
Infoline: 349.6748552

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 19-26.07.2008-

Selvaggia-mente facendo..

Lo Stilnuovo dello Junior Balletto di Toscana e la Fiesta Gitana

Tre giorni e due appuntamenti con la buona danza; questo il programma per la settimana proposto da Invito alla Danza, rassegna che, fino al 30 luglio ha luogo, nella sua XVIII edizione, a Villa Doria Pamphili.
Lo Junior Balletto di Toscana sarà il protagonista dello spettacolo Stilnuovo, in scena il 22 luglio e frutto del progetto speciale “Idea…Domani”; il titolo della serata ha diverse interpretazioni, prima fra tutte l’inconfondibile stile nuovo della compagnia, intenta da sempre a dare spazio ai giovani talenti della coreografia contemporanea.
A comporre lo spettacolo, tre balletti: Sonata in La minore -una coreografia lirica, il cui nome deriva dall’omonima sonata di Franz Schubert, che vede in scena 15 ballerini, 3D -un passo a tre creato da Bigonzetti per evidenziare l’eterno scomporsi di un insieme che, tuttavia, per esistere, necessita di tutte le sue parti- ed, infine, La Sagra della Primavera, in cui le coreografie di Cristina Rizzo, su musiche di Stravinsky, sono create appositamente per 12 interpreti maschili.
Il 24 e 25 luglio sarà invece la volta della Compagnia Antonio Marquez e della sua Fiesta Gitana, spettacolo presentato in prima nazionale con coreografie di Marquez e Coral Currillo che, su musica tradizionale eseguita dal vivo, crea uno spaccato sugli scenari dell’Andalusia.

Fino al 30 luglio
Invito alla Danza
22 luglio:
Stilnuovo
24 e 25 luglio:
Fiesta Gitana
Biglietto unico 22 luglio:15 €, con riduzioni
Biglietti 24 e 25 luglio: dai 20 € ai 25 €, con riduzioni
Ore 21.15
Villa Doria Pamphili
Via di S. Pancrazio, 10
Infoline: 06.5881618

Saltantes - Terre in Danza

Presentato da Mediascena Europa, l’annuale itinerario tra danza e cultura alla scoperta delle bellezze del Lazio, Saltantes, approda questa settimana in diverse località della Regione.
Il 20 luglio, presso il Forte San Gallo di Nettuno, la Compagnia Nuova Euroballetto porterà sul mare lo spettacolo Angelo Terreno, dove le coreografie di Marco Realino sono legate all’opera musicale di Fabrizio de Andrè. Il 21 luglio, alla Corte Comunale di Formia, andrà invece in scena In volo con zero, in cui, sempre Realino, si è fatto trascinare dalle atmosfere dei testi e della musica di Renato Zero.
Presso il Chiostro di San Francesco di Rieti, la Compagnia Danza Prospettive di Vittorio Biagi presenterà il 22 lo spettacolo All’italiana..da Rossini a Fellini, mentre il 23 i Carmina Burana della Compagnia Balletto del Sud -con coreografie di Fredy Franzutti- approderanno al Forte Sangallo di Civita Castellana. Il 27 luglio, infine, la Compagnia Balletto Teatro Torino, sempre al Forte Sangallo di Civita Castellana, porterà in scena Petrushka, balletto di Matteo Levaggi su musiche di Stravinsky.

Saltantes – Terre in danza
Fino al 12 agosto
Varie località, a seconda delle date
Spettacoli ore 21.30
Biglietti: dai 5 € ai 12 €
Infoline: 06.8413192
http://www.mediascena.it


Bolero, serata d’autore al Feronia Festival

Una miscellanea di quattro coreografie del Balletto di Roma è lo spettacolo Bolero, serata d’autore, in scena il 24 luglio all’interno del Feronia Festival, inauguratosi la scorsa settimana. Mauro Bigonzetti, Eugenio Scigliano, Milena Zullo e Fabrizio Monteverde i rispettivi coreografi, che propongono, in prima regionale dopo una fortunata tournée, i migliori lavori della Compagnia finora realizzati.

24 luglio
Bolero, serata d’autore
Feronia Festival
Via Tiberina, Km 18,500
Biglietti: dagli 8 € ai 13 €Infoline: 06.9032762

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 19-26.07.2008-

TelecoMusica in Russia

Quarto ed ultimo appuntamento del giro del mondo in concerto di Telecom e dell’Accademia di Santa Cecilia quello del 23 luglio, alle 21.00, presso la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. Le inquietanti atmosfere di Una notte sul Monte Calvo di Musorgskij apriranno l’omaggio alla Russia, seguite da le Danze Polovesiane tratte da Il principe Igor di Borodin.
Se l’opera di Musorgskij è diventata famosa in tutto il mondo grazie al film Fantasia di Walt Disney, le Danze di Borodin sono tra le musiche adattate ad un balletto tra i piu’ suggestivi di sempre, oltre ad essere l’opera piu’ significativa del compositore nato a San Pietroburgo.
L’omaggio ad una delle terre piu’ belle al mondo prevede inoltre l’esecuzione della Sinfonia n. 4 in fa minore Op. 36 di Tchaikovsky, immancabile compositore in un viaggio nella sua amata patria; composta simultaneamente all’opera Evgenij Onegin nel 1877, questa Sinfonia fu dedicata dall’autore alla cara amica Nadehzda ed è da lui stesso definita come “senza dubbio la migliore mai scritta finora”.
A dirigere l’Orchestra ed il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ancora una volta una bacchetta prestigiosa, quella di Nicola Luisotti, dall’anno prossimo direttore dell’Opera di San Francisco e debuttante direttore, lo scorso dicembre, dei Berliner Philarmoniker nel Requiem di Dvorak.
Un ultimo appuntamento in giro per il mondo, dunque, da non perdere assolutamente; sebbene la distanza sia molta, infatti, la Russia non potrà, almeno per una sera, esser poi così lontana.

23 luglio
TelecoMusica – Notte Russa
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Nicola Luisotti Direttore
Ore 21.00
Auditorium Parco della Musica – Cavea
Via P. de Coubertin
Biglietti: dai 15 € ai 30 €
Infoline: 06.8082058
-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 19-26.07.2008-

Selvaggia-mente...Classica!

Verdi tra a S. Paolo entro le Mura e Caracalla

Il 19 ed il 26 luglio, alle 20.30, i Virtuosi dell’Opera di Roma eseguiranno nella Sala 1 della Chiesa di S. Paolo entro le Mura una delle piu’ belle opere di Giuseppe Verdi: La Traviata, opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave.
Ancora Verdi, invece, a Caracalla, dove il 19, 22 e 24 luglio avranno luogo le ultime tre rappresentazioni dell’Aida, con l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Antonio Pirolli ed il Coro diretto dal Maestro Andrea Giorgi.
Sempre a caracalla, il 20 ed il 23 luglio, infine, le ultime due rappresentazioni della Lucia di Lammermor, diretta da Antonello Allemandi, sempre con Andrea Giorgi a dirigere il coro del Teatro dell’Opera.

19 e 26 luglio: Traviata
Chiesa di S. Paolo entro le Mura
Via Nazionale 16 a
Biglietti: dai 25 € ai 35 €

19, 22 e 24 luglio: Aida
20 e 23 luglio: Lucia di Lammermor
Terme di Caracalla
Via delle Terme di Caracalla
Biglietti: dai 21 € agli 80 €
Infoline: 06.48160255 – 06.4817003

Il Flauto magico a S. Ivo alla Sapienza

All’interno dei concerti organizzati per la sua XXVII stagione concertistica, l’International Chamber Ensemble, diretta dal Maestro Francesco Carotenuto, eseguirà il 22, 23, 25 e 26 luglio Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart. Luogo del concerto il cortile di S. Ivo alla Sapienza, a Corso Rinascimento. La regia dell’opera è affidata a Richard Harrel, mentre i testi alle voci della Compagnia di canto dell’Opera Academy.

22, 23, 25 e 26 luglio
Il flauto magico
Cortile di S. Ivo alla Sapienza
Corso Rinascimento, 40
Biglietti: dai 10 € ai 25 €
Infoline: 06.86800125


Opera sotto le stelle a Villa Doria Pamphili

Il 20 luglio, alle 21.30, all’interno della Casa dei Teatri di Villa Doria Pamphili, si apre la decima edizione di Opera sotto le Stelle, che terminerà il 27 luglio.
Per l’apertura della manifestazione, è stata scelta La Traviata di Giuseppe Verdi, con la regia di Zuara –Mencarini; la direzione d’orchestra è affidata al Maestro Maurizio Corazza, mentre quella del coro al Maestro Mario Pellegrino.

Opera sotto le stelle - La Traviata
20 luglio
Casa dei teatri
Ore 21.30
Villa Doria Pamphili – Villino Corsini a Largo 3 giugno 1849
Ingresso da Via San Pancrazio, 10
Biglietti: 22 €, con riduzioni
Infoline: 06.9668397


-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 19-26.07.2008-

12 luglio 2008

Luglio in Musical

Appuntamento quanto mai allettante quello che la Casa del Cinema da agli amanti del musical: un mese intero -con un'appendice i primi di settembre- dedicato ad un genere non solo molto apprezzato dal pubblico, ma anche tra i piu' prolifici qualitativamente nella storia della cinematografia mondiale: il musical, per l'appunto.
A partire dagli Anni Cinquanta ad oggi, dunque, la rassegna Luglio in Musical propone tutte quelle opere che, anche se involontariamente, sono diventate fenomeni di costume, dettando mode e tendenze; dopo esser partiti con Cantando sotto la pioggia di Stanley Donen e Gene Kelly (definito dall'American Film Institut il decimo nella classifica dei piu' belli di sempre) ed aver proseguito con E' nata una stella di Cukor, Cabaret di Bob Fosse -con la splendia Liza Minnelli- e Jesus Christ Superstar di Jewison, per questa settimana sono previste le proiezioni di altri grandi capolavori del genere.
Il fantasma del palcoscenico di Brian De Palma, il 14 luglio, quindi, seguito il 16 dal The Rocky Horror Picture Show di Jim Sherman; creato attraverso una fusione di temi tratti dal Fantasma dell'Opera, il Gobbo di Notre Dame, Il ritratto di Dorian Gray ed il Faust, l'opera di de Palma si caratterizza per essere uno dei pochi musical horror-thriller, mentre il geniale film di Sherman -basti pensare che uscì ben 38 anni fa, tratto dall'omonimo spettacolo teatrale di Richard O'Brien- fece scandalo per i numerosi ruoli trasgressivi, visessuali e di travestitismo presenti.
Il 17 e 18 luglio, inoltre, due dei film che hanno fatto la storia del cinema internazionale: Hair di Milos Forman e Flashdance di Adrian Lyne. 
Se l'uno si caratterizza per il coraggio della denuncia politica e la professione di liberalità dei costumi realizzati attraverso un finto climax comico, l'altro, uscito in pieni Anni '80 quasi in contemporanea con lo splendido Fame, ha contribuito non solo a far sognare aspiranti ballerini ed artisti, ma anche a dare il coraggio di intraprendere una carriera faticosa e piena di sacrifici come quella. Sarà proprio con Fame (Saranno Famosi), di Alan Parker, proiettato il 25, che la rassegna Luglio in Musical darà appuntamento ai primi di settembre per qualche ulteriore giorno di grande cinema.
In caso di condizioni climatiche avverse, le proiezioni si effettueranno, anziché al teatro all'aperto, nella Sala Deluxe della Casa del Cinema.

Luglio in Musical
Fino al 25 luglio
Casa del Cinema - Teatro all'aperto
Largo Marcello Mastroianni, 1 - Ingresso da Piazzale del Brasile
Ingresso gratuito
Infoline: 06.423601

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 12-19.07.2008-

Selvaggia-mente facendo...

Con Invito alla Danza, Instinto ed il Cannes Jeune Ballet

Prosegue la rassegna Invito alla Danza a Villa Doria Pamphili, che ospiterà la XVIII edizione di questa manifestazione fino al 30 luglio.
In scena il 15 luglio lo spettacolo Instinto, presentato dalla Pasiones Compant, un musical di tango con le coreografie di Adrian Aragon ed Erica Boaglio.
Una ragazza di quartiere scopre all'improvviso il suo potere di seduzione, utile a salire velocemente la scala sociale; l'istinto che da il nome allo spettacolo rappresenta i diversi passaggi psicologici dei protagonisti, che, noncuranti degli altri e delle regole, si lasciano andare alle proprie sensazioni, per poi però maturare e riscoprire i valori fondamentali, quali, ad esempio, l'amicizia.
Una fusione di tango argentino, danza moderna, musica e canto raccontano questa storia di istinti primordiali bilanciati alla fine dalla ragione; un'energia comunicativa ed istintuale che non può esprimersi con un'unica modalità coreografica.
Per il 17 luglio, invece, in cartellone lo spettacolo Emergences, presentato in prima nazionale in esclusiva per Invito alla Danza, all'interno del progetto speciale Idea..Domani.
Il cast del Cannes Jeune Ballet sarà impegnato in diversi stili e linguaggi espressivi, essendo proposti i capisaldi della coreografia mondiale assieme a momenti piu' umoristici e coreografie contemporanee: Coppelia (il divertissement ed il pax de deux), dunque, ma anche Allegro Brillante (balletto creato nel 1956 per il New York City Ballet da Balanchine) e Chassé Croisés (con musiche di Hector Berlioz, in cui si alternano vorticosamente sei coppie di ballerini), senza dimenticare il lavoro del contemporaneo Cyprien Emanuelli, Vous avez dit Bizzarre?, con musiche di Antonio Vivaldi ed il barocco che fu della sua epoca.

Fino al 30 luglio
Invito alla Danza
15 luglio: Instinto
17 luglio: Emergences
Biglietti 15 luglio: dai 18 € ai 25 €
Biglietto unico 17 luglio: 15 €, con riduzioni
Ore 21.15
Villa Doria Pamphili
Via di S. Pancrazio, 10
Infoline: 06.5881618

Saltantes- Terre in danza

Fino al 12 agosto, Mediascena Europa presenta Saltantes, l'annuale itinerario tra danza e cultura alla scoperta delle bellezze del Lazio. Per l'edizione 2008, è stato scelto il sottotitolo Terre in danza, al fine di sintetizzare come l'obiettivo di quest'ente sia la valorizzazione del territorio e delle sue risorse culturali attraverso la tradizione dello spettacolo dal vivo.
Il 14 luglio, dunque, a Nettuno, presso il Forte San Gallo, sarà in scena All'italiana...da Rossini a Fellini, della compagnia Danza Prospettiva di Vittorio Biagi, un percorso ispirato dalle musiche di grandi autori e compositori, già presentato in chiusura della manifestazione Itali@arte 2008 di inizio mese. Il 15 ed il 16 luglio, sede di Saltantes, sarà Tarquinia, dove verranno allestiti nel Chiostro di San Marco, Merlino e altre storie, della compagnia Excursus, e L'angelo terreno, della Nuova Euroballetto; se col primo si sarà trasportati in una medievale partita a scacchi senza soluzione, col secondo, le coreografie di Marco Realino sono legate all'opera musicale di Fabrizio De Andrè.
Di nuovo la compagnia Danza Prospettiva di Vittorio Biagi -e di nuove al Forte San Gallo di Nettuno. sarà la protagonista dell'appuntamento successivo, del 18 luglio; titolo di questo secondo spettacolo della compagnia, però sarà Savor Mediterraneo, nato dall'incontro tra il coreografo ed il violinista e compositore napoletano Vito Mercurio.

Saltantes . Terre in danza
Fino al 12 agosto
Varie località, a seconda delle date
Spettacoli ore 21.30
Biglietti: dai 5 € ai 12 €
Infoline: 06.8413192

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 12-19.07.2008-

Selvaggia-mente...Classica!

Verdi e Donizetti a Caracalla


L'Aida e la Lucia di Lammermoor si alterneranno sul palco delle Terme di Caracalla, nella produzione del Teatro dell'Opera. Maestro concertatore e direttore dell'opera di Verdi sarà il Maestro Antonio Pirolli, mentre Maestro del Coro Andrea Giorgi; la regia è di Maurizio Di Mattia, le scene di Andrea Miglio e le coreografie di Amedeo Amodio.
La Lucia di Lammermoor, invece, debutterà a Caracalla il 18, restandoci fino a fine mese.
La direzione d'orchestra è affidata al Maestro Antonello Allemandi, quella del coro ad Andrea Giorgi; la regia è di Pier Francesco Maestrini, mentre scene e costumi sono di Carlo Savi.

Fino al 24 luglio: Aida
Dal 18 al 31 luglio: Lucia di Lammermoor
Terme di Caracalla
Via delle Terme di Caracalla
Biglietti: dai 21 € agli 80 €
Infoline: 06.48160255- 06.4817003

I concerti del Tempietto

Se alla Casina delle Civette di Villa Torlonia, domani, si potrà ascoltare molta della produzione musicale per pianoforte di Chopin (Notturni, Polacche, Mazurche) eseguite da Ede Ivan, presso il Teatro Marcello, con Francesco Di Gregorio al pianoforte, sarà invece la volta di Scarlatti, Mozart, Liszt, Rachmaninov e Chopin.
Proseguono, infatti, i concerti organizzati dal Tempietto, che, fino a fine settembre, ha programmato una stagione di musica presso il Teatro Marcello e, per un periodo piu' limitato, presso la Casina delle Civette di Villa Torlonia.
Tutte le sere, dunque, concerti di musica classica in entrambe le locations; inoltre, grazie alla collaborazione con alcune ambasciate, anche concerti speciali, come quello del 17 luglio presso la Casina delle Civette, che, con la collaborazione dell'Ambasciata di Giordania, presenta Nawazen - Le Trio KHOURY, o come quello del 18 -questa volta al Teatro Marcello- che, grazie all'Ambasciata di Uruguay presenta A traves del Tango, con la Hector Ulises Passerella Ensemble.

Concerti del Tempietto
Fino al 28 settembre
Teatro Marcello /Casina delle Civette di Villa Torlonia
Via del Teatro Marcello, 44/ Via Nomentana, 70
Biglietti: 15 €
Infoline: 06.87131590

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 12-19.07.2008-

07 luglio 2008

Mercedes Sosa in concerto

Un evento unico all'interno della rassegna Luglio Suona Bene all'Auditorium: il 9 luglio, infatti, si esibirà nella Cavea Merecedes Sosa, tra le maggiori cantanti popolari argentine viventi.
Tra i fondatori del Movimiento del Nuevo Cancionero, vòlto al rinnovamento della canzone popolare attraverso la rappresentazione della vita quotidiana argentina, la Sosa ha alle spalle una lunga ed affermata carriera, sia in patria che all'estero.
Soprannominata dai suoi fan La Negra per via dei suoi lunghi capelli neri, è tuttavia meglio conosciuta come "la voce di chi non ha voce"; impegnata non solo ad un rinnovamento musicale, infatti, la Sosa ha cantato i dolori e le fatiche della sua gente e di quell'Argentina che, sebbene senza accusarla esplicitamente di qualcosa, alla fine degli Anni '70 le impedì di cantare in patria e la obbligò ad emigrare in Europa, attendendo lì la caduta del regime militare.
Impossibile, dunque, farsi sfuggire l'occasione di essere ammaliati dalla sua voce.

9 luglio
Luglio Suona Bene - Mercedes Sosa in concerto
Auditorium Parco della Musica - Cavea
Ore 21.00
Via P. de Coubertin
Biglietti: 15 € e 20 €
Infoline: 06.80241281

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 5-12.07.2008-

06 luglio 2008

Selvaggia-mente facendo...

Il Menske di Vandekeybus a Villa Adriana

Menske, in dialetto fiammingo, è il diminutivo di "uomo"; un diminutivo che evoca tenerezza, fragilità, esistenza di limite. Menske è anche il titolo dell'ultimo lavoro di Wim Vandekeybus ed Ultima Vez, che hanno creato rispettivamente regia, coreografia, scene e testi di questo spettacolo, in scena a Villa Adriana a Tivoli il 10 e l'11 luglio.
Diverse dunque le domande a monte di questo lavoro; cosa si fa quando i valori dominanti si svuotano del loro senso? Quando le convinzioni ancestrali verranno sradicate, sapremo gettarci nello sconosciuto con timore o con coraggio? O piuttosto resteremo immobili, incapaci di adattarci?
Dieci danzatori/attori, di otto differenti nazionalità e lingue cercheranno di dare delle risposte a queste domande, con un lavoro di costante invasione dell'immaginazione e delle capacità fisiche degli interpreti, cònsono al timbro artistico di Vandekeybus, applauditissimo al Festival Equilibrio.

10 ed 11 luglio
Menske
Villa Adriana - Tivoli
Ore 21.00
Biglietto unico: 15 €
Infoline: 06.80241281

Torna Invito alla Danza a Villa Pamphili

Si è inaugurata il 3 luglio la XVIII edizione di Invito alla Danza, la consueta rassegna che si tiene all'interno di Villa Doria Pamphili.
Questa sera in scena i giovani coreografi del Teatro alla Scala di Milano, che con Sphairos presentano quattro coreografie ispirate all'unione armonica degli elementi; l'8 luglio, invece, sarà la volta delle nuove stelle del balletto, riunite appositamente dai piu' importanti teatri europei per un galà di etoils: provenienti dall'Opera di Parigi, dal Royal Ballet di Londra, dall'Opera di Vienna, piuttosto che dal Teatro alla Scala di Milano, interpreteranno i balletti piu' conosciuti, come Il Corsaro od il Don Chisciotte. A chiudere la rosa dei partecipanti alla serata, colui che è stato definito "il nuovo Baryshnikov", Danil Simkin.
Il 10 e l'11 luglio, Balletto 90 presenterà invece in prima assoluta Sahara, con le coreografie di Walter Matteini e la partecipazione straordinaria dell'etoile Giuseppe Picone.

Dal 3 al 30 luglio
Invito alla Danza
5 luglio: Sphairos, posto unico 15 €
8 luglio: Le nuove stelle del balletto, biglietti dai 20 € ai 25 €, con riduzioni
10 ed 11 luglio: Sahara, biglietti dai 16 € ai 20 € con riduzioni
Ore 21.15
Villa Doria Pamphili
Via di San Pancrazio, 10
Infoline: 06.5881618

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 5-12.07.2008-

Cinemascope in Musica

Anche quest'anno l'Accademia di Francia si rende protagonista di rilievo all'interno delle manifestazioni dell'Estate Romana, e lo fa, di nuovo, attraverso una rassegna cinematografica all'aperto, nei giardini di Villa Medici.
Se da un lato si è appena conclusa la prima parte dell'omaggio cinematografico dedicato a Tati e Fellini, dall'altro, da lunedi 7 fino all'11, si terrà Cinemascope in musica, con la proiezione di film che, in modi diversi, presentano le molteplici possibilità dell'utilizzo della musica nel cinema, dal musical alle grandi colonne sonore.
Sia il cinemascope che la colonna sonora, infatti, sono due fattori che hanno notevolmente contribuito a rendere non solo piu' accattivante per un pubblico diverso il grande schermo, ma anche a cambiare, in maniera irrevocabile, il modo di fare cinema.
Del resto, proprio per contrastare la visione di film sul piccolo schermo, agli inizi degli anni Cinquanta, nacquero pellicole che, per la loro stessa essenza, potevano essere viste solo sul grande schermo, per mantenere la magniloquenza delle scene e dei colori in quei formati panoramici che così tanto perdono in una visione televisiva. Da qui, poi, la volontà di estendere le suggestioni anche ai suoni ed ai rumori, che, portando a concepire la musica come altro elemento di narrazione da porre sullo stesso piano del girato, ebbe la sua massima realizzazione nei film musicali e musical veri e propri, nati poco dopo.
In programma, pertanto, il celebre musical di Cukor E' nata una stella (il 7 luglio), ma anche una delle piu' riuscite collaborazioni tra Hitchcock e Bernard Hermann, Intrigo Internazionale (il 9 luglio). 
Bob Dylan e Leonard Cohen sono invece i compositori delle colonne sonore, rispettivamente, di Pat Garrett & Billy the Kid, -diretto da Sam Peckinpah, in cui Dylan ebbe anche un ruolo da co-protagonista- e I compari, di Robert Altman, che verranno proiettati l'uno l'8 luglio e l'altro il 10.
A chiudere questa seconda edizione della rassegna di cinema all'aperto, l'11 luglio, un film in anteprima per Roma e direttamente proveniente da questa edizione del Festival di Cannes: Lola Montès, di Max Ophuls, nella sua versione interamente restaurata, del tutto fedele a quella voluta dal regista, con colori, suono e formato originali.
Tutte le proiezioni sono in versione originale e con sottotitoli in italiano.

Dal 7 all'11 luglio
Cinemascope in Musica
Accademia di Francia a Roma - Villa Medici
Viale Trinità dei Monti, 1
Biglietti: 5 € intero, 3 € ridotto
Proiezioni: ore 21.30, con accesso ai giardini ed alla caffetteria a partire dalle ore 20.30
Infoline: 06.67611

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 5-12.07.2008-

05 luglio 2008

Selvaggia-mente...Classica!

E lucean le stelle alla Sapienza


Presso la facoltà di ingegneria, all'interno della città universitaria de La Sapienza, serate in musica organizzate dall'Associazione Culturale Pan Ars: è la rassegna E lucean le stelle, che si terrà fino all'8 agosto presso il Chiostro di San Pietro in Vincoli.
In programma per il 5 e 6 luglio due operette: Cin Cin La e Varietè d'Operetta, mentre l'8 ed il 12 luglio è la volta del Requiem K 626 di Mozart.

Fino all'8 agosto
E lucean le stelle
Ore 21.00
Università La Sapienza - Facoltà di Ingegneria, Chiostro di S. Pietro in Vincoli
Biglietti: 20 € interi, 15 € ridotti, per le operette 25 € interi, 20 € ridotti
Infoline: 06.45504115

Splendore Barocco a Villa Doria Pamphili

Per la rassegna I concerti nel Parco presso Villa Doria Pamphili, il 12 luglio l'Orchestra da Camera Roma Classica, con Rocco Filippini al violoncello, presenta un programma non interamente barocco, però incentrato su Antonio Vivaldi, con l'esecuzione di concerti tratti da l'Estro Armonico Op. 3, opera dedicata dal compositore a strumento ad arco solista ed orchestra.
Il violinista Filippini, inoltre, eseguirà come solista il Concerto n.1 in Do maggiore di Haydn e le Variazioni sul Mosè di Rossini di Niccolò Paganini.

12 luglio
Splendore barocco
Orchestra da Camera Roma Classica
Rocco Filippini violoncello
Ore 21.30
Villa Doria Pamphili, area antistante la Casa dei Teatri
Via di S. Pancrazio, 10
Biglietti: dai 10 € ai 20 €
Infoline: 06.9668387

Notti romane tra il Teatro Marcello e la Casina delle Civette

Haydn, Mozart e Chopin i compositori che Dinu Constantinescu eseguirà al pianoforte il 5 luglio presso la Casina delle Civette all'interno di Villa Torlonia; con la fine di giugno, infatti, la manifestazione Notti Romane al Teatro Marcello ha visto il coinvolgimento anche di questa struttura, nelle locations adibite ai concerti di musica organizzati dal Tempietto.
Il 6, al Teatro Marcello, sarà la volta di Liszt, Barber e Chopin, le cui musiche verranno eseguite da Michele Pentrella al pianoforte, mentre il 7 luglio, sempre al Teatro Marcello e in collaborazione con l'Ambasciata di Colombia, il pianoforte di Fulvio Raduano e la voce del soprano Alexandra Zabala daranno vita ad arie tratte da Il pirata di Bellini, Il Rigoletto di Verdi, la Lucia di Lammermoor e l'Anna Bolena di Donizetti, eseguite insieme a musiche di Liszt, Rachmaninoff, Skrjabin e Chopin.
Fino al 12 luglio, tutte le sere doppi concerti per entrambi le sedi della rassegna, con musiche di Mendellsohn, Chopin, Bach e Beethoven...bisogna solo informarsi!

Fino al 28 settembre: Notti Romane al Teatro Marcello
Fino al 10 agosto: Sotto il cielo stellato di Villa Torlonia
Parco Archeologico del Teatro Marcello, Via del Teatro di Marcello, 44
Casina delle Civette di Villa Torlonia, Via Nomentana, 70
Ore 20.30
Biglietti: 15 €
Infoline: 06.87131590

-Pezzo pubblicato su RomaWeek del 5-12.07.2008-

04 luglio 2008

Traffic Torino Free Festival: intervista ad Alberto Campo


Dal 7 al 12 luglio si svolgerà la quinta edizione del Traffic Torino Free Festival, un festival di musica, ma non solo, molto apprezzato dal pubblico.

Se l'anteprima di questa edizione si svolgerà presso l'Arena Civica di Milano con il concerto dei Justice il 7 luglio, il giorno dopo saranno i Baustelle a riempire Piazza Cisterna di Biella -novità di quest'anno, infatti, è il coinvolgimento nella manifestazione di altre città e realtà, oltre quella torinese-, mentre fino al 12 si esibiranno artisti come i Massimo Volume, Tricky, i Sex Pistols e gli Afterhours.
Abbiamo incontrato Alberto Campo, uno dei direttori artistici del Traffic Torino Free Festival, che, insieme a Max Casacci, Fabrizio Gargarone e Cosimo Ammendolia ha gradualmente fatto di questo free festival un appuntamento davvero imperdibile.


- Dottor Campo, il Traffic Torino Free Festival è giunto alla sua quinta edizione; il segreto di questa manifestazione?
La cosa ovvia da dire è: la gratuità! Ma così ci fermeremmo sulla superficie delle cose. In realtà, il festival funziona anche perché a partire dalla musica traccia percorsi interdisciplinari, tra le righe propone nuove sonorità, accosta mondi differenti ed è un'avventura umana che dura alcuni giorni. Traffic offre cultura. Gratuitamente.

- Il Traffic Torino Free Festival non è solo un appuntamento di musica, ma anche di attività collaterali come cinema, letteratura, arte contemporanea. Da cosa nasce la decisione di creare un evento simile?
La sua vocazione interdisciplinare deriva da una considerazione banale: non è piu' possibile pensare alla musica al netto delle sue relazioni con altre forme di espressione: cinema, letteratura, arte contemporanea. Se la si vuole raccontare, è necessario creare un contorno appropiato.

- Com'è nata l'idea del Traffic Torino Free Festival?
L'evento nasce per rispondere ad un'esigenza della città, che vuole rendersi visibile nelle mappe del "traffico" giovanile. A mettere in moto il meccanismo è stata una sollecitazione dell'assessorato alla cultura del Comune di Torino, che sullo slancio post-olimpico intendeva riorganizzare l'offerta musicale estiva della città, realizzando un evento di richiamo su scala nazionale. Il progetto iniziale è stato redatto da Max Casacci dei Subsonica e me, e in seguito coinvolgendo, come primi interlocutori, esponenti di strutture cittadine quali Hiroshima Mon Amour e Multiplay, nelle persone di Fabrizio Gargarone e Cosimo Ammendolia.

- Data la molteplicità di eventi, diversi sono i luoghi della città che verranno coinvolti; in base a quali criteri sono stati scelti?
Alle disponibilità, innanzitutto. E poi in relazione alla funzionalità. Il cortile di palazzi storici del centro per gli eventi pomeridiani. Il foyer del Palaisozaki per il rave "legale" di chiusura chiamato Notte Verde. Le OGR, reliquia della Torino industriale, per il vernissage. Il circolo Giancarlo, ai Murazzi, per gli afterhour. Il verdissimo parco della Pellerina per il main stage. Ogni luogo ha un senso implicito: noi cerchiamo di valorizzarlo attribuendogli contributi appropriati.

- Di quale evento, tra quelli realizzati finora all'interno della vostra manifestazione, è piu' orgoglioso e perché?
Piu' di uno. I primi show italiani di Iggy Pop & The Stooges e Throbbing Gristle. La prima volta al mondo in cui Aphex Twin e il suo videomaker di fiducia Chris Cunningham si sono esibiti sullo stesso palco. Il ritorno in Italia dei Daft Punk. Nel piccolo: un concerto meraviglioso degli svedesi Jaga Jazzist. E qualcun altro lo dimentico di sicuro..

- Il fiore all'occhiello di questa edizione?
Dipende dai punti di vista. Come si dice, il diavolo sta nei dettagli. Il ritorno dei Massimo Volume. I Battles davanti a migliaia di persone. I Justice all'Arena Civica di Milano: nostra prima gita fuori porta.

- Quest'anno, oltre a Torino, sono state coinvolte anche le città di Milano e Biella. E' stato difficile coordinare il lavoro su questi tre fronti?
Il festival è come una creatura: cresce, a un certo punto esce di casa e si avventura nel mondo. Incontrerà rischi e opportunità. E' lo sviluppo naturale delle cose.

- Traffic Art e Traffic Cinema: ci può parlare di queste due sezioni del festival?
Vale ciò che dicevo prima: sono da anni elementi essenziali nella programmazione di Traffic. Nel caso specifico, insistono entrambi sulla nozione di punk. Nel cinema: con una selezione di film curata da Marco Philopat, pionere del fenomeno in Italia. Nell'arte contemporanea: con esposizioni a soggetto, tra cui la prima antologica in Italia di Jamie Reid, che realizzando copertine di dischi e flyers per i Sex Pistols ha codificato il segno grafico del punk.

- Tra gli artisti della musica internazionale presenti in questa edizione, ci saranno anche i Sex Pistols, l'11 luglio e Patti Smith, il 12. Anche i loro concerti saranno gratuiti; una decisione sicuramente sui generis. Come mai?
Traffic è sempre stato completamente gratuito. Lo dice l'intestazione: free festival. E' l'unico del genere di grandi proporzioni in Italia. L'eccezione che disturba la regola.

- Pezzo pubblicato su lineamusica.it il 3.07.2008-